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Tappa a Delianuova nel viaggio lungo la Piana Domenico Caruso parla delle origini e della storia della città

Tappa a Delianuova nel viaggio lungo la Piana Domenico Caruso parla delle origini e della storia della città
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di Domenico Caruso

A Delianuova
Quant’era bella / la vita mia / quando da bimbo / giocavo a Delìa. // Quei cari ricordi / celati nel cuore / sbocciano ancora / al primo sole. // Mi pare di sognare / guardando quei luoghi / le valli, i monti / che fanno corona / e rendono bella Delianova! (Vincenzo Fedele)

Un po’ di storia
In seguito alla distruzione dell’antica Delia (città della costa jonica) da parte dei Saraceni, nell’anno 839 una parte di profughi fondò alle pendici dei Piani di Carmelia un agglomerato urbano chiamandolo Perachorio (in greco, Paese di là dalle montagne). Nella marina di Bova possono ancora leggersi i nomi dati a quelle contrade.
Nello stesso periodo e per lo stesso motivo, altri abitanti di Tauriana si sistemarono nella zona più bassa creando il villaggio di Dapidalbon (poi Pedavoli).
Dalla metà del XIII fino all’inizio del XIX secolo figurano feudatari di quelle terre i Ruffo di Sinopoli e gli Spinelli di Seminara.
Il sisma del 1783 rase al suolo i due insediamenti che ricostruiti (Pedavoli nello stesso luogo e Paracorio altrove) rientrarono nel Cantone di Seminara (1799).
Altre vicissitudini e varie lotte videro i due casali riconosciuti Università inclusi prima nel governo di Oppido e poi nel circondario di Sinopoli (1811).
Il 27 gennaio 1878, con decreto di Re Umberto I, dalla conurbazione dei due Comuni nacque Delianuova.

Economia e sviluppo
L’economia del paese si fonda, principalmente, sulla coltura dell’ulivo e degli agrumi. Si producono anche legumi, ortaggi, patate e altri frutti. Caratteristica è la varietà di fagioli bianchi chiamati “pappaluni”. Sviluppate sono l’industria boschiva per la lavorazione del legno e la produzione del miele.

La “Pietra Verde” e la Fontana di S. Elia
Delianuova è definito il paese della “Pietra verde” per le fontane, le scalinate ed i portali decorativi costruiti con il prezioso materiale ricavato fin dal 1933 nella località Cotripa.
Nell’antica fontana di S. Elia, costruita con mattoncini a vista e rimasta dopo il “Flagello” del 1783, la maschera apotropaica è pure in pietra verde. Al disopra di quest’ultima vi è una targa marmorea commemorativa di elogio al sindaco del tempo che nel 1768 la fece realizzare.
L’iscrizione si conclude con l’invito in latino volgare: «Quis quis es fruere laetus bibe gratus abi memor». (Chiunque tu sia, godi lieto, bevi grato, parti memore).

Personaggi principali
Fra i tanti personaggi che hanno onorato la città ricordiamo: Giuseppe L. Battista (1891-1981) – Scrittore, giornalista e poeta; Celestino da Pedavoli (1841-1910) – Cappuccino e missionario, scrittore e teologo; Giovanni Andrea Cordopatri (1823-1850) – Studioso e letterato; Antonio Frisina (1832-1917) – Sacerdote e poeta dialettale; Michelangelo Gangemi (1829-1916) – Poeta geniale e versatile; Nicolantonio Gangemi (1767-1839) – Membro dell’alta commissione mista amministrativa del patrimonio ecclesiastico regolare; Sac. Giuseppe Leuzzi (1826-1915) – Si distinse per la sua cultura filosofica-umanistica, poeta anche latino; Saverio Scutellà (1910-1993) – Pittore, scrittore e poeta. Uno dei capiscuola del movimento pittorico “Panismo”; Felice Soffrè (1861-1927) – Poeta e pubblicista; Rocco Tornatora (1831-1915) – Medico, scienziato e poeta.

Chiese, feste religiose e manifestazioni
Chiese: S. Maria Assunta; S. Nicola; S. Elia; Madonna della Salute.
Festeggiamenti: S. Nicola (Patrono di Pedavoli), 6 dicembre – Rito religioso; Santa Maria Assunta (Patrona di Paracorio), 30 luglio/16 agosto – Programmi civili e religiosi; S. Giuseppe, 19 marzo – Rito religioso e fiera di piante; Maria SS. delle Grazie e S. Elia (ad anni alterni) – ultima domenica di luglio; Madonna della Salute – ultima domenica di agosto – nei Piani di Carmelia.
Fiera di S. Arcangelo: ultima domenica di ottobre; Sagra della castagna: I e II domenica di novembre.

Curiosità
In passato vi era l’usanza, di origine greca, di scacciare gli spiriti maligni agitando dei campanacci. Ciò avveniva allorquando si correva il rischio che gli spettri e le divinità infernali potessero confondersi con i vivi. Nella notte di Capodanno alcuni uomini, coperti da mantelli, si aggiravano per le vie cittadine con i campanacci: un rituale di purificazione per tutelare la popolazione da presenze nefaste.
(Da: M. Caligiuri, Guida insolita della Calabria – Newton & Compton Ed. – Roma, 2001).
Per concludere
«Sotto l’aspra montagna si ritrova / Sinopoli con tutto il suo contado, / siede a sinistra la mia Delianuova, / paese che da due venne formato; / oh, come il mio passato si rinnova / rimirando quel colle ov’io fui nato, / riposan l’ossa là dei miei maggiori, / gli spiriti nel cospetto del Signore». (M. Gangemi, Da: L’umana commedia).

Bibliografia essenziale per i personaggi: I. Loschiavo Prete – A. Orso – U. Verzì Borgese, Poeti e Scrittori – Rassegna bio-bibliografica del Novecento dei Comuni della Piana di Gioia T. – Vol. I – Calabria Letteraria Ed. – Soveria M., 1986.

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