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Lettera aperta del Prof. Stefano Pilotto al Premer Matteo Renzi "Oltre al referendum del 4 dicembre, pensi anche un po’ alla politica estera, per favore"

Lettera aperta del Prof. Stefano Pilotto al Premer Matteo Renzi "Oltre al referendum del 4 dicembre, pensi anche un po’ alla politica estera, per favore"
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Signor Presidente

fra poche ore il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama compirà il suo ultimo
viaggio in Europa prima del passaggio dei poteri a Washington. Dopo aver fatto una
tappa in Grecia, il Presidente degli Stati Uniti si recherà in Germania, il giovedì
17 novembre, ove incontrerà il Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, il
Presidente della Repubblica Francese, Il Primo Ministro del Governo del Regno Unito
di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord e Lei. In agenda vi saranno temi molto importanti,
come Ucraina, Siria ed immigrazione. Quella parte del popolo italiano che non si
accontenta di seguire soltanto le questioni di politica interna, ma che è ancor
più sensibile alla politica estera e alle conseguenze di quest’ultima sulla stabilità
dell’Europa e sulla sua prosperità, si attende che Lei non si limiti a fare atto
di ossequiosa e compiacente presenza durante la riunione. Il popolo italiano si attende
che il proprio Presidente del Consiglio dei Ministri faccia sentire
la sua voce, con determinazione e consapevolezza culturale. E’ necessario, in particolare,
comunicare agli americani che noi europei stiamo pagando duramente i loro grossolani
errori di politica estera. Tali errori sono stati evidenti nella politica balcanica
degli anni Novanta e del decennio successivo (improprio ed illegale riconoscimento
dell’indipendenza del Kosovo); sono stati evidenti nella questione libica degli
anni 2011-2016 (abbattimento del governo libico e bombardamento delle popolazioni
civili con il pretesto di proteggere l’opposizione politica libica; stabilimento
di un nuovo governo artificiale in Libia, non corrispondente alla volontà generale
del popolo libico, con conseguente incoraggiamento di una situazione caotica che
ha incrementato i flussi immigratori verso l’Italia e verso l’Europa); sono stati
evidenti in occasione della questione ucraina (insistenza ottusa e sorprendente per
attrarre l’Ucraina nella NATO dopo averne sollecitato l’adesione
-anch’essa insistente- nell’Unione Europea, con conseguente avvelenamento dei
rapporti con la Federazione Russa e lo stabilimento di sanzioni economiche e di controsanzioni
economiche, che hanno danneggiato considerevolmente l’economia europea ed italiana);
sono stati evidenti nella questione siriana (insistenza per esigere un allontanamento
dal potere della dirigenza siriana, trascurando il contesto più ampio nel quale
questa si inseriva, con conseguente crescita dello Stato Islamico dell’Irak e della
Siria e della sua minaccia verso l’Europa e con conseguente aumento massiccio dell’emigrazione
dal Medio Oriente verso l’Italia e verso l’Europa). Si ricorderà, Signor Presidente,
di fare presenti questi punti al Presidente uscente degli Stati Uniti d’America,
quasi fosse una valutazione conclusiva del suo operato in politica estera? Lo farà
con coraggio davanti ai dirigenti dei maggiori governi europei? La Sua parola sarà
dettata dalla profonda cultura italiana,
che impone di comunicare agli amici un doveroso dissenso, se necessario, nel nome
della pace, dell’equità, della coerenza e della credibilità? Sarà capace di
sottolineare che questo abuso della nozione di diritti dell’uomo, nel nome della
quale Washington ha cercato di giustificare quasi ogni intervento militare e diplomatico
degli ultimi anni, non incanta più nessuno, visto che i diritti dell’uomo diventano
il paravento per approvare qualsivoglia operazione militare che abbia il reale obiettivo
di favorire immorali espansioni della presenza militare, politica ed economica americana
in Europa e nel mondo? Sappia, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, che
è urgente riprendere la lotta contro lo Stato Islamico dell’Irak e della Siria,
abolire quanto prima le sanzioni e le controsanzioni nei confronti della Federazione
Russa, favorire una reale stabilizzazione dei Balcani insieme alla Serbia, riportare
la fiducia in tutto il territorio ucraino ed aiutare l’Unione
Europea a ritrovare concordia e solidarietà per uscire quanto prima dalla crisi.
Possiamo contare sulla Sua personalità politica, sul Suo senso di responsabilità
e sulla Sua consapevolezza del ruolo che il nostro paese debba giocare fra est ed
ovest? Buon lavoro, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri. Oltre al referendum
del 4 dicembre, pensi anche un po’ alla politica estera, per favore. Grazie. Voglia
gradire, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, gli atti del mio devoto ossequio.

Prof. Stefano Pilotto

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