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Il tradizionale Carnevale in Calabria Durante questa festa è usanza bruciare il Re Carnevale

Il tradizionale Carnevale in Calabria Durante questa festa è usanza bruciare il Re Carnevale
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Il Carnevale, in Calabria, come in tutte le regioni italiani, è la festa popolare per eccellenza, è la festa dell’allegria e della spensieratezza. Nei giorni di Carnevale si rivivono gli antiche riti dei banchetti, delle sfilate e dei travestimenti. In Calabria, durante questa festa è usanza bruciare il Re Carnevale. Carnalivari (Carnevale) è il protagonista principale, a cui piace bere vino e mangiare soppressante e salcicce, viene rappresentato da un fantoccio, con un grosso pancione, naso e gote rosse, vestito con vecchi abiti di paglia. Un tempo tutta la rappresentazione veniva recitata in vernacolo calabrese: la cosiddetta “Farsa carnevalesca”. La sua antagonista è “Quareisima” (Quaresima), una donna brutta, magra e vecchia che rimprovera Carnevale a non bere ed a non mangiare assai, ma lui non l’ascolta e si da alla pazza gioia fino a quando non si sente male, a questo punto, nella farsa intervengono il medico che soccorre Carnevale ed il notaio che stila un testamento. In provincia di Vibo Valentia (San Nicola da Crissa) ed anche nella provincia di Catanzaro (Borgia, Girifalco) le farse raggiungono il momento culminante con la condanna a morte del fantoccio Carnevale, La farsa si conclude con un chiassoso corteo funebre che precede il grande fuoco in cui il fantoccio di Carnevale viene bruciato e spesso viene esposta la Quaresima, presentata come una bambola ossuta vestita di nero e con ai piedi una patata decorata da sette penne di gallo. La maschera tipica calabrese è quella di Giangurgolo, un personaggio risalente ai secoli XVII e XVII. L’origine di questa maschera è incerta, ma alcune fonti letterarie dicono che essa sarebbe nata a Napoli (1618). Successivamente fu importata a Reggio ed in Calabria per mettere in ridicolo le persone che imitavano i cavalieri siciliani (spagnoleggianti). Giangurgolo ha un grosso naso, un cappello a punta, una lunga spada, la mascherina rossa, braghrette e corpetto tipici della tradizione calabra e calze gialle e rosse. Tra i tanti comuni che organizzano manifestazioni popolari per il Carnevale sono da ricordare: Castrovillari, sede da 51 anni di uno dei Carnevali più importanti d’Italia. Amantea, dove ogni persona viene coinvolta dalla miriade di colori, canti, balli e tanta allegria presente in tutte le vie del paese nepetino, che si decora in festa in questa occasione. Paola, dove il carnevale è arrivato alla 73° edizione. Reggio Calabria, una bellissima tradizione che si ripete ogni anno, con un ricco programma di concerti, mostre, e feste che animeranno le giornate fino al martedì grasso. Polistena con con sfilate, teatro, arte, sport, musica, cinema, spettacoli e gastronomia. Cittanova con il suo Carnevale Masserano pieno di sfilate, musica e giochi. Catanzaro, ricco di concerti, mostre e feste che animeranno le giornate fino al martedì grasso, rendendo gradevoli le giornate di giovedì, sabato e domenica. Alessandria del Carretto e i diversi centri arberesh della provincia di Cosenza, come Lungro. Durante le feste di Carnevale, molte famiglie calabresi organizzano delle tavole imbandite, dove la pietanza base è il maiale ed il buon vino locale. Tutte le pietanze sono preparate con la carne di maiale ed il pranzo del martedì grasso viene consumato con un buon piatto di maccheroni al sugo di maiale e con delle polpette (purpetti). Le polpette calabresi non possono mancare nel menù di Carnevale. Esse si preparano con la carne fresca di maiale; Vi è, poi, la salsiccia calabrese, generalmente si usa quella appena preparata, dopo la tradizione dell’uccisione del maiale. Una volta, in tutte le case, si ammazzava il maiale ed era uso portare le “frittole” ai vicini, ornate con fette di arance. Le frittole sono gli scarti del maiale che rimangono dalla lavorazione delle carni per la preparazione delle salcicce, capicolli e soppressate. Una tradizione ormai in via di estinzione, per il diverso modo di uccidere il maiale, è la preparazione del sanguinaccio, una crema dolce fatta con il sangue del maiale. Tra i dolci che si consumano nel periodo di Carnevale sono da annoverare le chiacchere. In provincia di Reggio, oltre alle chicchere, si prepara la pignolata di Carnevale, ha forma rotonda ed è costituita da palline di pista dette pigne, è ricoperta di miele caldo; può essere ricoperta con della glassa bianca o al cioccolato.

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