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Appello a Oliverio dai sognatori consapevoli "Il Governatore dovrà essere in grado di creare i presupposti per un nuovo patto sociale per il futuro della Calabria, basato sull’equità, l’innovazione e l’efficienza nell’uso delle risorse, la tutela e la valorizzazione del capitale naturale e umano e dei servizi eco-sistemici"

Appello a Oliverio dai sognatori consapevoli "Il Governatore dovrà essere in grado di creare i presupposti per un nuovo patto sociale per il futuro della Calabria, basato sull’equità, l’innovazione e l’efficienza nell’uso delle risorse, la tutela e la valorizzazione del capitale naturale e umano e dei servizi eco-sistemici"
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L’anno scorso fu presentato al presidente Oliverio un documento firmato da nove organismi ambientalisti che rappresentavano lo stato dell’arte della “questione ambientale” in Calabria.
Diciamo subito che non uno dei punti che leggerete avanti è stato spuntato favorevolmente.
La storia la conosciamo tutti bene: nel corso degli ultimi quarant’anni abbondanti, la Calabria ha subito un progressivo degrado delle sue ragioni ambientali senza che si sia mai registrata alcuna forma di assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, lasciando invece ai cittadini e alle comunità gli oneri pesantissimi di eventi “programmati” dall’uomo, sia che si trattasse di inondazioni disastrose causate da fumosi o inesistenti interventi di programmazione, o di localizzare impianti inutili e tecnologicamente obsoleti, oltre che altamente dannosi per l’ecosistema e per gli stessi cittadini, come la centrale a carbone da collocare a Saline Joniche, la centrale a biomasse di Sorbo San Basile o il più grande rigassificatore d’Europa a San Ferdinando, giusto per fare qualche esempio.
Ce lo diciamo da sempre nei conciliaboli e nelle piazze, che la Calabria sconta – sin dalla creazione dell’ente Regione – la cialtroneria e l’insipienza di classi politiche che si sono avvicendate in un degrado etico e di dubbissime capacità manageriali, che hanno trasversalmente indebolito un intero patrimonio di risorse naturali e la propria vocazione culturale e turistica.
Basti pensare alla scriteriata gestione dei rifiuti e della produzione di energia, ancora oggi ben ancorata ad una visione arcaica, tipica della seconda rivoluzione industriale e abbandonata da qualunque luogo evoluto.
Una inversione di tendenza è obbligatoria ed ultimativa; non ci sarà più il tempo per rimediare ad ulteriori errori. Nessuna strada alternativa è praticabile, e nessuna forma di tutela di interessi di parte potrà essere più tollerata.
La Calabria stessa, i suoi abitanti, il suo territorio, impongono una profonda riflessione ed una solida assunzione di responsabilità morale, etica e politica.
Abbiamo chiesto (e chiediamo ancora una volta) al Governatore della Calabria Oliverio:
a) una immediata moratoria delle opere infrastrutturali già progettate e in itinere, di scientificamente provato impatto negativo per l’ambiente;
b) la revisione e la cancellazione immediata di ogni atto deliberativo favorevole alla costruzione del rigassificatore di San Ferdinando;

c) lo stop all’inceneritore di Gioia Tauro in raddoppio ultimato, che viaggia oramai senza alcun controllo delle emissioni degli inquinanti ambientali, e di qualsiasi altro progetto che non passi il vaglio etico e scientifico di una Valutazione d’Impatto Ambientale e di una Valutazione Ambientale Strategica;
d) l’immediata entrata in vigore della Legge Regionale istitutiva il Registro dei Tumori;
e) il monitoraggio e la bonifica delle aree soggette da inquinamento conclamato (Marlane, Pertusola etc.);
f) il monitoraggio e la bonifica di tutte le aree di accertata compromissione da interramenti di materiale tossico dalle eco-mafie;
Auspichiamo pertanto un energico cambio di rotta da una visione distorta e dalla fallimentare politica economico-produttiva degli ultimi decenni, per entrare nel merito degli obiettivi ambientali indicati a livello nazionale dalla strategia Europa 2020, che provveda a dare serio e duraturo impulso al risparmio energetico e alle tecnologie pulite, rinnovabili ed efficienti.
Le decine di associazioni ambientaliste e di comitati rappresentati dai cittadini presenti sul territorio calabrese guardano con estrema preoccupazione alle scelte economiche e industriali che dovranno essere affrontate nel prossimo futuro.
A questo proposito rammentiamo a chiunque che il Prodotto Interno Lordo non rappresenta più il totem finanziario da adorare, né l’indicatore assoluto di ricchezza da brandire come una clava in abbinamento alla mancanza di posti di lavoro, e che qualsiasi scelta errata di politiche economiche avrà ripercussioni enormi sul presente e sulle future generazioni di questa terra.
L’impegno che il presidente Oliverio dovrà assumere sarà decisivo; dovrà essere in grado di creare i presupposti per un nuovo patto sociale per il futuro della Calabria, basato sull’equità, l’innovazione e l’efficienza nell’uso delle risorse, la tutela e la valorizzazione del capitale naturale e umano e dei servizi eco-sistemici.
Pretendiamo in altri termini, il coraggio di una visione lungimirante, altamente e democraticamente partecipata, che le nostre generazioni non hanno mai vissuto, per una Calabria semplicemente consapevole del suo futuro. Tra un anno saremo ancora qui, sognatori consapevoli che un cambiamento è possibile. Nonostante tutto.

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