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Procura vuole processo D’Agostino, Gip lo scagiona Per il giudice non ci sono collegamenti con la 'ndrangheta e nessuna intestazione fittizia dei beni

Procura vuole processo D’Agostino, Gip lo scagiona Per il giudice non ci sono collegamenti con la 'ndrangheta e nessuna intestazione fittizia dei beni
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Francesco D’Agostino il prossimo 20 aprile si dovrà presentare davanti al Gup di Reggio Calabria, dopo la richiesta della procura di chiedere il rinvio a giudizio nel procedimento “Alchimia”. Accusato dalla Dda di intestazione fittizia dei beni in modo particolare per l’azienda “Stocco &Stocco”. La azienda fondata da D’Agostino oggi è una delle realtà imprenditoriali più importanti in Calabria, che tra dipendenti diretti ed indiretti dà lavoro ad oltre 150 famiglie a Cittanova e hinterland. La richiesta di sequestro della azienda ittica non ha avuto seguito in quanto il Gip della procura antimafia di Reggio Calabria Barbara Bennato non ha condiviso il lavoro investigativo non riscontrando nessun collegamento del Consigliere regionale con la ‘Ndrangheta di Cittanova.
Ecco cosa scrisse all’epoca dei fatti il giudice Barbara Bennato: ««L’assunto accusatorio non è condivisibile, essendo dalle indagini emersa una immanente accessibilità all’azienda da parte degli indagati, leggibile piuttosto attraverso la contestualizzazione dell’attività aziendale esercitata in territori nei quali, nulla si muove ed alcuna iniziativa si intraprende senza il controllo delle cosche ivi imperanti che, anche nel corso della gestione delle imprese, non lesinano di atteggiarsi a “padroni” della stessa, le cui prestazioni e partecipazione sono gratuitamente dovute, in forza di un genetico compromesso».

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