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Spaccio di droga tra Crotone e Catanzaro, 17 arresti Nascondevano la droga in zone isolate di campagna provvedendo di volta in volta a recuperarla per soddisfare, attraverso la loro rete di spaccio, le esigenze dei clienti

Spaccio di droga tra Crotone e Catanzaro, 17 arresti Nascondevano la droga in zone isolate di campagna provvedendo di volta in volta a recuperarla per soddisfare, attraverso la loro rete di spaccio, le esigenze dei clienti
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CROTONE – Nascondevano la droga in zone isolate di campagna provvedendo di volta in volta a recuperarla per soddisfare, attraverso la loro rete di spaccio, le esigenze dei clienti. E’ quanto emerge dall’operazione Black Island condotta dalla polizia di Crotone che ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari e allo smantellamento di una banda con base a Crotone e Isola Capo Rizzuto arrivava anche al centro di Catanzaro.
Fulcro dell’attività era un cittadino albanese Betim Xeka di 34 anni che si occupava di smistare lo stupefacente. Nel corso dell’indagine sono stati trovati e sequestrati oltre 3 chilogrammi di eroina e un kalasnhikov di fabbricazione serba.
La droga di cui l’albanese disponeva gli aveva consentito di allacciare rapporti illeciti anche con personaggi di Catanzaro che gestivano alcune piazze dello spaccio cittadino e che a lui si rivolgevano per acquistare partite di eroina. In un caso di mancato pagamento Xeka avrebbe anche disposto come ritorsione l’incendio di un’autovettura.

GLI ARRESTATI

In carcere sono finiti: Betim Xeka, 43 anni, Albania; Sabri Disha (25), Albania; Antonio Lequoque (48), Isola Capo Rizzuto; Emilio Poerio (47), Crotone; Giovanni Martino (49), Crotone; Giulio Bubba (35), Crotone; Santo Vittimberga (46), Isola Capo Rizzuto; Armando Abbruzzese (33), Catanzaro; Cosimo Passalacqua (38), Catanzaro; Enzo Costantino (46), Catanzaro; Nicola De Giovanni (42), Crotone; Santo Mirarchi (33), Catanzaro; Nicola Perri (63), Isola Capo Rizzuto. Irreperibile uno degli indagati.

È stata invece posta ai domiciliari Alfonsina Giardino (39), Isola Capo Rizzuto.

Divieto di dimore nelle province di Crotone e Catanzaro per Pasqualino Trusciglio (53), Crotone.

Obbligo di firma per Domenico Longo (61), Crotone.

L’indagine è stata condotta dal mese di novembre 2015 al mese di aprile 2016. Sin dal primo momento è emersa la figura di Xeka Betim, cittadino albanese, residente nel comune di Isola Capo Rizzuto, e la sua quotidiana attività consistente nel preparare, occultare e cedere eroina. L’uomo avrebbe intrattenuto rapporti con vari personaggi che orbitano negli ambienti del traffico di sostanze stupefacenti, in particolare con Santo Vittimberga, anche lui di Isola, da cui l’albanese era solito rifornirsi di grossi quantitativi di eroina. Le consegne, e i relativi pagamenti, erano eseguiti da un altro complice, il quale aveva pure il compito di rifornire chi era impossibilitato a ottenere lo stupefacente di persona; tra questi Giovanni Martino, all’epoca dei fatti agli arresti domiciliari perché coinvolto in una precedente indagine antidroga, il quale nonostante la sua misura cautelare, continuava a spacciare sostanze stupefacenti.

Vittimberga e Xeka, inoltre, nascondevano l’eroina in isolate zone di campagna, provvedendo, di volta in volta, a recuperare la droga necessaria per soddisfare le esigenze dei loro clienti. Tra questi si sono evidenziati, per la frenetica e quotidiana attività di spaccio nella città di Crotone, Giulio Bubba, Emilio Poerio, Pasqualino Trusciglio e Domenico Longo.

Proprio per l’ingente quantitativo di stupefacente di cui lo Xeka aveva disponibilità, l’uomo aveva allacciato rapporti con pregiudicati attivi nel centro di Catanzaro, i quali gestivano alcune piazze dello spaccio cittadino e che a lui si rivolgevano per acquistare consistenti partite di eroina; tra questi Enzo Costantino, Santo MIrarchi, Cosimo Passalacqua e Armando Abbruzzese.

Nel corso dell’attività d’indagine, ricostruendo gli spostamenti degli indagati, sono stati sequestrati in più occasioni oltre 3 chilogrammi di eroina e oltre un etto di marijuana. È stata, altresì, accertata la responsabilità penale di Xeka per l’incendio di un’autovettura di uno degli indagati, come ritorsione per una partita di stupefacente non pagata.

 

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