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Gli incendi hanno tutti una matrice dolosa Ecco l'analisi del nostro Pino Romeo

Gli incendi hanno tutti una matrice dolosa Ecco l'analisi del nostro Pino Romeo
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Bisogna partire da un presupposto ben preciso. Gli incendi hanno tutti una matrice dolosa.
Quest’anno poi sembra particolarmente appetibile per le temperature molto elevate, fattore che nella progettualità delinquenziale degli speculatori sta garantendo un successo senza precedenti.
Eppure basterebbe una leggina nazionale lunga un rigo, che vietasse per un periodo eterno, cento anni, la disponibilità dei terreni “toccati dalle fiamme”.
Nessuno avrebbe più interesse ad aspettare tempi migliori, politiche di prossimità più consone ai loro affari, speculazioni terriere più appetibili.Basterebbe che la politica decidesse semplicemente il ripristino delle regole.In effetti una legge esiste già, la 353 del 2000, ma si è dimostrata nei fatti, talmente lacunosa ed inconsistente che negli anni è stata una vera pacchia aggirarla e far finta che neanche esista.

Qualunque politica di cultura e tutela del territorio, passa esclusivamente dalla volontà di attuarle.
Da noi, il territorio è invece inteso come un fastidioso ostacolo da superare per raggiungere fini di potere anziché una risorsa finita da proteggere e valorizzare.

Lo sanno anche i ragazzini delle scuole medie che scontiamo l’assoluta mancanza di una cultura della prevenzione, laddove le comunità locali sono considerate ancora oggialla stregua di merce da spostare, in occasione di disastri prevedibilissimi. Che si tratti di terremoti, di smottamenti idrogeologici e di altri disastri che di naturale non hanno mai avuto nulla.

Sappiamo anche purtroppo, che la cultura dell’ambiente applicata al territorio non esiste, la cultura determinata dell’ambiente non porta voti ad una politica cialtrona, votata esclusivamente a portare a termine i “desiderata” delle multinazionali e delle lobbies.
Lo abbiamo visto con gli aiuti alle trivellazioni in mare, lo vediamo in Val di Susa, lo vediamo ogni giorno con il sostegno convinto ai combustibili fossili.

Per questi motivi facilmente comprensibili, mai a nessun governo verrà in mente di varare atti legislativi e di applicazione concreta e definitiva, per stabilire (e ricostituire) la messa in sicurezza e “bellezza” del luogo, la bellezza del territorio.
Servirebbe un allegorico calcio nel sedere ai cialtroni che ancora oggi siedono ai tavoli di potere politico ed istituzionale, credendo così di governare e servire la cosa pubblica; si sta facendo finta che la gestione del territorio sia rimandabile nel tempo e che… “la natura prima o poi aggiusta tutto”.

Ma il tempo è ampiamente scaduto e nessuno è più disposto a subire ancora lezioni di bon ton, mentre letteralmente, la casa brucia.
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Pino Romeo
Resp. Ambiente e Territorio
VERDI Città metropolitana RC

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