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Maltrattamenti ad anziana in clinica, nove arresti La paziente è affetta da Sla e paralizzata da cinque anni. L'indignazione della politica

Maltrattamenti ad anziana in clinica, nove arresti La paziente è affetta da Sla e paralizzata da cinque anni. L'indignazione della politica
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CATANZARO – Nove persone tra medici e infermieri della clinica S. Vitaliano di Catanzaro sono stati arrestati e posti ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gup di Catanzaro Barbara Saccà. L’inchiesta “Urla silenziose” è stata coordinata dal sostituto procuratore Stefania Paparazzo assieme al Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e all’aggiunto Vincenzo Luberto. Per l’accusa gli indagati, avrebbero esercitato violenze psicologiche su una paziente affetta da Sla paralizzata da cinque anni.

A far scattare l’indagine, effettuata dal Nisa e dalla Squadra Mobile, è stata la denuncia della stessa paziente. Il reato contestato, in concorso, è quello di maltrattamenti con le aggravanti dell’aver agito per motivi abbietti, ovvero per dispetto o per ritorsione a causa delle continue richieste di assistenza da parte della paziente, abusando dei poteri e violando i doveri inerenti alla loro funzione.

Le indagini hanno fatto emergere che, nel corso degli ultimi tre anni, la signora subiva comportamenti persecutori, vessatori, a volte aggravati da insulti rabbiosi. Le condotte venivano perpetrate spegnendole l’audio del comunicatore, ovvero semplicemente spostandole il monitor, così impedendo al lettore ottico di intercettare le pupille della stessa. In tal modo, la paziente veniva privata non solo della sua voce ma anche della possibilità leggere, usare internet, telefonare, leggere e scrivere mail e rimanendo costretta, inerme nel letto, a fissare la parete.

FEDERICA DIENI (M5S)

«Chiederò al ministero della Salute di mandare gli ispettori nella clinica San Vitaliano di Catanzaro, teatro di abusi reiterati ai danni di una paziente costretta a letto in quanto affetta da Sla». È quanto afferma la deputata del M5S Federica Dieni. Il gip di Catanzaro ha disposto gli arresti domiciliari per un medico e altri otto tra infermieri e personale sanitario. Sono tutti accusati di maltrattamenti sistematici ai danni della paziente. È stata proprio la donna, attraverso l’uso di un pc in grado di registrare i movimenti oculari, a denunciare gli abusi alla Procura della Repubblica. Le intercettazioni ambientali hanno poi confermato il racconto della paziente. In più di una occasione i sanitari l’avrebbero minacciata, paventando la sottrazione del suo computer, unico mezzo a disposizione per comunicare con il mondo esterno, e insultata pesantemente con frasi irripetibili e discriminatorie.

«È assolutamente necessario – aggiunge Dieni – che il ministero invii al più presto gli ispettori, affinché accertino le condizioni di degenza di tutti gli altri pazienti dell’istituto e conducano indagini parallele a quelle della Procura della Repubblica in merito alle accuse della sfortunata paziente. Episodi del genere non fanno che confermare le condizioni disastrose della sanità calabrese, che non riesce a garantire i Livelli minimi di assistenza e, come dimostrato da quest’ultima vicenda, ad assicurare la piena e irrinunciabile dignità del malato».

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