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Taurianova, “Meno rifiuti” più giuristi Riformulare quel bando sarà cosa buona e giusta

Taurianova, “Meno rifiuti” più giuristi Riformulare quel bando sarà cosa buona e giusta
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Prefazione. “Nel paese dei ciechi chi ha un occhio solo è re.”

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura…in un bando per “Operatori per la corretta gestione dei rifiuti”, e ché la diritta via era smarrita. Non volevo toccare questo “scottante” argomento, ma la mia fede Socialista (con la “S” maiuscola), mi ha imposto di non tacere, perché uno dei punti cardine di questa splendida storia è la “giustizia sociale”. Di questo bando così tanto discusso (giustamente), i fuochi sono stati accesi dal gruppo di minoranza consiliare (quella reale). Finalmente, dopo che è stata istituito un “ufficio stampa” del sindaco, visto che le mail alle redazioni hanno questa dicitura. Sicuramente, anzi lo spero, istituito ai sensi la legge 150/2000 (ma quest’altro punto lo approfondiremo nei prossimi giorni).

Fabio Scionti inizia a parlare, e comunicato fu. «Alla luce delle errate interpretazioni diffuse a mezzo stampa, in questi giorni, relative all’Avviso pubblico per la selezione e la formazione di “Operatori per la corretta gestione dei rifiuti”, riteniamo opportuno fornire chiarimenti ai cittadini di Taurianova». Dall’inizio di questo comunicato, la prima cosa che ho pensato, uno staff (il quale ancora non è stato revocato), di quasi ventimilaeuro a testa, che il signore Iddio gliela mandi buona, sicuramente così come si usa dire volgarmente, li “spaccherà”! Vai avanti nella lettura e leggi, attenzione e qui c’è la parte importante, «Nel progetto esecutivo viene indicato che queste attività saranno integrate da una specifica “azione di costituzione di un gruppo di operatori locali (circa 15-20 operatori) esperti in gestione sostenibile dei rifiuti, selezionati (tramite manifestazione di interesse) nell’ambito dell’associazionismo locale (…)». Ovvero, il “progetto esecutivo”, ovvero quello che ha ottenuto il finanziamento, c’è l’indicazione che le attività progettuali, “saranno integrate” con degli “operatori locali”, facenti parte dell’associazionismo locale. Dopo tale precisazione, il “silenzio dei ciechi”. Scionti ci scrive che non è stato il ministero dell’Ambiente ad imporre quel requisito, ma che era stato inserito nel progetto esecutivo finanziato.

Ora, è giusto far capire di cosa si tratta, in sintesi e avulsa da ogni polemica, sia sterile che “mestruale”. Nel 2013, e precisamente il 16 ottobre (e pubblicato successivamente il 21 nella G.U.), il Dicastero dell’Ambiente emana un bando pubblico rivolto a quei “Comuni italiani (…) oggetto di procedure di infrazione o di condanna da parte della Corte di Giustizia per violazione della normativa comunitaria in materia di rifiuti, i cui Consigli comunali, alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda, oggetto del Bando, risultavano sciolti con Decreto del Presidente della Repubblica a causa di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso (…)”. È un progetto della commissione prefettizia guidata dal dott. Lombardo (quindi è farina prefettizia), in quanto Taurianova aveva subito il terzo scioglimento per infiltrazione mafiosa. All’epoca di Fabio Scionti non c’era traccia alcuna all’orizzonte né si poteva immaginare che sarebbe diventato sindaco. Successivamente, il 3 marzo del 2014 con il decreto n. 4878 dell’Ambiente (Taurianova ancora commissariata con Lombardo, in quanto le elezioni si sono svolte a novembre del 2015), ottiene un finanziamento di € 795.500,00.
Leggendo (con attenzione) tutti i bandi del Ministero in questione, non c’è nessuna clausola, requisito o “indicazione” ad utilizzare eventuali operatori tra l’associazionismo locale. Mi chiedo e chiedo al sindaco Scionti, e penso che lo vorrebbero sapere un po’ tutti quanti, chi è stato lei o durante la gestione commissariale a inserire nel progetto finanziato dell’Ambiente, quei requisiti “incriminati” da più parti, nel bando pubblicato dal Comune?

C’è però nel bando del 2013, ma questa è una mia tesi, già manifestata nell’ultimo pezzo, all’art. 14 (Revoca) lettera “h” che dice che sono oggetto di revoca, “qualora siano gravemente violate specifiche norme settoriali anche appartenenti all’ordinamento comunitario”. Perché ho voluto scrivere questo? Non perché ci siano violazioni né sicuramente (lo spero) ce ne saranno, ma perché tra le norme dell’ordinamento comunitario, c’è la “parità di trattamento”, la libera concorrenza e soprattutto la non discriminazione. Scegliendo soggetti appartenenti a determinate condizioni, penalizzi altri soggetti, è elementare la questione (oltreché da ordinamento europeo). Poi, non lo dicono solo le diverse direttive europee in cui sono nati molti Codici, e che i vari uffici comunali in Italia applicano sui “contratti pubblici”, ma anche, “Il principio di parità di trattamento, par condicio, corrisponde all’essenza delle direttive in materia di appalti pubblici e sta ad indicare che i concorrenti devono trovarsi su un piano di parità nel momento in cui essi preparano le loro offerte e quando l’amministrazione aggiudicatrice procede alla valutazione delle suddette offerte.

Il principio della par condicio vieta non solo le discriminazioni palesi, ma anche qualsiasi forma di discriminazione dissimulata che mediante il ricorso ad altri criteri distintivi abbia in pratica le medesime conseguenze” (Corte di Giustizia, CE 3/6/1992, causa C-360/89). Questa riflessione è avulsa da ogni polemica e da ogni altra condizione di scontro, ma è solo per aprire un dialogo anzi una riflessione, per convincere a riformulare il Bando con l’esclusione dei due requisiti, quelli sull’appartenenza all’associazionismo e sul limite dell’età anagrafica. Sarebbe doveroso, opportuno e diciamolo pure, anche apprezzabile politicamente e soprattutto per il popolo taurianovese. Senza menzionare o scomodare la Carta Costituzionale in quanto ci sarebbero da dire anche altre cose, ma voglio evitare di far rivoltare dalla sua tomba Calamandrei. Però mi piace questa frase di un libro di Fichte che ho finito di leggere da poco, “L’uomo dunque ha la missione di vivere per la società; e perciò, tra quelle abilità che egli deve perfezionare in sé stesso, dovrà annoverarsi anche la socievolezza”. Per la precisione!

Ps. Riporto quanto ho scritto la scorsa volta e lo farò ad ogni occasione di pubblicazione della Lanterna finché non ci sarà risposta. Al Municipio, esiste un regolamento che determini chi può possedere le chiavi di accesso? E se c’è, è possibile avere un elenco pubblico delle persone che sono in possesso delle chiavi del portone principale, appunto del Municipio (e di altri accessi), oltre a quelle di altre strutture di competenza comunale come l’edificio dove si svolgono le attività del “Festival del torrone”, “del libro”, etc.?

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