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E il dissesto bussò alle porte del buio… Taurianova: città d’arte del precipizio

E il dissesto bussò alle porte del buio… Taurianova: città d’arte del precipizio
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Prefazione. “Disgrazia vuole che una volta che siete nel precipizio, non importa chi vi abbia dato la spinta, andate sempre fino in fondo: la caduta preme, si spinge e si accelera da sola”.

Prima che si inizia di dare fuoco alle polveri sulla grave bocciatura della Corte dei Conti al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Taurianova, insieme al ricorso contro tale provvedimento, occorre fare delle obbligate riflessioni (sindacabili o meno). Molto probabilmente, e già si vede nei social, le armi contro il sindaco Fabio Scionti (che tale continua e continuerà a non piacermi nei secoli dei secoli, pur avendolo votato), si stanno affilando per sparare nei fatti sulla croce rossa. Di questo dissesto, Fabio Scionti, e lo dico senza problemi e con la consapevolezza di essere impopolare, ha solo colpe marginali! Poi ognuno dei suoi oppositori potrà dire la sua e lo potrà fare con o senza faziosità. Un dato è certo e incontrovertibile, Scionti è stato eletto sindaco nel novembre del 2015, e fin qui ci siamo. Prima che questa città inizia a sfornare giudici contabili, economisti internazionali, così come nei tempi passati ci furono quando si attendevano gli scioglimenti per mafia a Domenico Romeo, in cui non c’era un sapientone che non fosse giurista, magistrato amministrativo, costituzionalista e legislatore finanche sapevano le date di riunione del consiglio dei ministri e sul perché a volte saltavano, e cosa si dicessero in privato (sic!).

Partiamo da lontano, ricordo con precisione perché io stesso feci una lunga inchiesta sulle pagine dell’allora quotidiano “Calabria Ora”. L’ultimo documento della Corte, quello del dissesto, cosa dice? La delibera n. 56/2017 della Corte “Fra le cause dello squilibrio finanziario che hanno indotto il Comune di Taurianova ad attivare la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale determinante è stato l’utilizzo di partite vincolate non integralmente ricostituite. In particolare il Comune, negli anni 2007, 2009 e 2010, ha utilizzato l’importo complessivo di €. 4.516.000,00 (così dettagliati: Mutui banca OPI €. 3.000.000,00; finanziamento TERNA €. 616.000,00, finanziamento Regionale Calabria per risanamento dissesto idrogeologico €. 900.000,00), per il finanziamento di spese correnti (funzionamento)”. Lo scrive la Corte. E dice inoltre che, “Dai dati ora attualizzati dall’Ente sulle somme vincolate utilizzate per spese correnti (negli esercizi 2007, 2009 e 2010) e da ricostituire emerge che le somme rimaste da ripristinare sono pari a €. 1.706.413,95 (…) Il Comune di Taurianova versa in grave sofferenza di liquidità. Infatti, risultano spese di funzionamento per fornitura di energia elettrica e conferimento in discarica dei rifiuti ancora da pagare e che, alla data del 31/12/2016, ammontavano ad €. 6.869.334,60”. Ovviamente la magistratura contabile imputa, e questo è il cavallo di battaglia delle opposizioni, la drastica riduzione degli introiti tributi comunali. Ma come ho avuto modo di scrivere, ciò è anche dovuta alla grave crisi che ha colpito le famiglie, o mangiano o pagano le tasse, è inutile essere ipocriti. Speriamo che la politica insieme ai commissari ad acta che saranno nominati, troveranno una soluzione di “concordato tributario”.

Ora, di delibere la Corte ne ha prodotti diversi in questi ultimi anni, c’era la n. 26/2007 quando asserì questi gravissimi fatti, «Il conto del patrimonio relativo all’anno 2005 non risponde al criterio di veridicità ed integrità», e parlava pure di un debito pari a euro 1.263.174,95 nei confronti dell’allora Commissariato delegato per l’emergenza ambientale, di non rispetto del principio di pareggio del bilancio e che “il disavanzo al 31/12/2005 ammontava a 960.000euro”, poi, “scoperto per anticipazioni di 1.072.417euro”, c’era la questione dei cosiddetti “derivati” “con le operazioni di swap (scambio dei flussi di cassa)”, è infine con addirittura, all’epoca cosa gravissima e messo in evidenza, “Il conto del patrimonio chiude con una variazione anch’essa negativa di 3.650.000 euro”, a “un saldo negativo di 1.072.000euro ed un peggioramento dell’equilibrio economico di 1.925.000euro”. Parliamo del 2005, visionato e reso pubblico nella delibera del 2007. L’attuale amministrazione tra, inesistenti, fantasmi, “amletiani” e “napoleonici”, non c’erano! Questa è storia (purtroppo dimenticata, ma che ritorna come un boomerang).

Ma c’è di più, e qui viene il bello, la delibera della Corte n. 201/2006, ancor prima, dice, “Il Comune di Taurianova non ha adempiuto, entro il termine di legge, alle indicazioni di questa Corte rese in sede di controllo sul bilancio di previsione relativo all’anno 2006 relativamente al rispetto del Patto”. E che già con la deliberazione n. 68/2006 la Corte aveva svolto un controllo sul bilancio di previsione, deliberando (magistrato era Quintino Lorelli), una serie di prescrizioni come “la riformulazione del bilancio di previsione del 2006”, insieme a diversi divieti, come assunzioni, non contrarre mutui (punto che poi con un mutuo di 3milioni di euro stipulato con la Banca OPI si è rivelato non rispettato), etc. Ed è proprio nella delibera n.201/2007, sempre della Corte, che viene ulteriormente ribadito quanto già affermato nella n. 68/2006, la questione della società di imbottigliamento “Fons Nova Vita Felix” di cui il Comune è partecipante azionario del 25%, «Nell’ipotesi in cui il Comune non rinvenga elementi significativi di pubblico interesse (…) dovrebbe concludersi per un obbligo di cessione del 25%”. Da non dimenticare che l’allora commissario, il prefetto Luisa Latella con un atto di indirizzo n. 53 del 22 maggio 2007 scrisse, “di effettuare tutte le verifiche a cedere le quote azionarie della Società Fons…, senza ulteriori danni per le casse comunali – ed oltretutto – il presente atto viene inviato al Prefetto di Reggio Calabria, al Procuratore della Repubblica di Palmi ed alla Corte dei Conti”. In seguito l’allora sindaco Romeo fu costretto, per queste delibere della Corte a dare l’incarico al dott. Saverio Ranuccio per una “ricognizione sulla situazione finanziaria del comune”, e che in tale relazione c’era di tutto, una serie di numeri e di conteggi che non lasciavano poche speranze per un tranquillo “respiro economico”. Si segnalava tra le altre cose, la mancata copertura finanziaria del debito nei confronti del commissario per l’emergenza ambientale a fronte di 735.861,55euro di “inadempienze per il passato” e poi di 527.313,40 euro per il 2006 in cui il totale è proprio 1.263.174,95 euro.

Poi c’è quel benedetto mutuo con la Banca Opi di tre milioni di euro così contestato che fu stipulato dopo l’ammonimento della delibera n. 60/2006 già menzionata, dove veniva ordinato di non “ricorrere all’indebitamento per gli investimenti”! La stessa Latella, comunicava alla Corte testuali parole, “che sarebbe stato assunto un mutuo con la banca Opi S.p.a., per un importo di 3 milioni di euro – e che – l’introito delle somme è avvenuto con la sottoscrizione di due contratti stipulati successivamente alla notifica della delibera 68/2006”. Poi con la delibera n. 328/2007 che diceva di “provvedere alla rimodulazione del programma triennale delle opere pubbliche (…) per i quali non sussista (…) della relativa esistenza di disponibilità economica della realizzazione” e inoltre, “il risultato di amministrazione, nel 2005 si è ridotto ad 837 mila euro degli oltre 3 milioni di euro del 2004 (…) le anticipazioni di tesoreria nel solo 2005 hanno superato 1 milione di euro”…ed ancora tanto altro! La situazione parte da lontano e non occorre dimenticare il passato perché esso seppur storia, ritorna sempre. La memoria di una città si fonda anche sul concetto di non dimenticare per affrontare il presente, guardando al futuro. Ora, la pasta sta scuocendo, sto morendo di fame e onestamente mi sono pure seccato ripetere sempre le stesse cose da dieci anni a questa parte. Cari saluti!

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