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Un Partito Democratico senza democrazia Giovani, salvate la bandiera!

Un Partito Democratico senza democrazia Giovani, salvate la bandiera!
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Prefazione. “Qui non c’è nulla: né destra né sinistra. Qui si vive alla giornata, fra l’acqua santa e l’acqua minerale”.

In un viaggio di scoperta tra ciò che ancora è di Sinistra e ciò che è di Destra, ci si trova in un viaggio fatto di personaggi buffi, uomini con la testa di capra e i piedi d’asino, appartatori di angoli smussati di paese, tra mezze patacche e tafani provinciali, alla fine si finisce tutti a tavola a mangiare “magro” che cola. Questa è la politica attuale, colma di avversità e ideali che alla fine combaciano con la stupidità e la spartizione di una torta dalla crema oramai acida e con la frutta ripiena di vermi.
Tra qualche mese ci saranno le elezioni politiche, hanno varato una legge elettorale, il “Rosatellum” che dicono di non essere la porcata anticostituzionale, però porta il nome del colore che ha il maiale. È stata fatta per contrastare i Cinque Stelle, ma che alla fine si rivelerà un boomerang tra partito degli astensionisti e populisti dallo sputo facile, e daranno il benservito a questi uomini che utilizzano impropriamente partiti politici nati dalla storia di molti sacrifici per porre in essere un concetto reale di democrazia e libertà (a detta loro, gli illusi e i farisei).

Prendiamo ad esempio quello che è accaduto in questi giorni, nel maggior partito del centrosinistra (?) italiano, il Partito Democratico, nato da un’operazione “Uolteriana” tra i reduci del vecchio e glorioso PCI di Gramsci, Berlinguer, i DS, e i petali di una Margherita fatta di “arrampicatori degli infiniti”, di uomini in cerca di gloria e di paradossi umani trasformati in politici perché reduci dalla bava acida di una “Balena bianca” moribonda. Prima se ne vanno dei padri fondatori come D’Alema, Bersani fondando un altro partito perché non c’era più dialogo in quello che ancora viene definito partito democratico, prim’ancora c’era stato il “Stai sereno Enrico”. Oggi, inizia a dare fuoco alle polveri la seconda carica dello Stato, un grande magistrato antimafia come Pietro Grasso che parla di “Deriva che non condivide”.

Parole gravissime, che negli anni ’80 avrebbero fatto accapponare la pelle pure a Braccobaldo Bau. Seguirà Grasso in questi giorni un veterano dell’ex Pci, uomo di grande spessore politico come Antonio Bassolino con la motivazione che “il Pd fa scelte imbarazzanti”. In Calabria c’è addirittura il presidente della commissione speciale contro la ‘ndrangheta, in cui se ne esce sempre dai democrat asserendo che non c’è democrazia! In un partito che si chiama “Democratico” non c’è democrazia (sic!). In effetti, osservandolo anche a livello locale, nei satelliti “metropolitani”, qualcosa che non va c’è anche tra sindaci espressione (e non) di questo (pseudo)centrosinistra, tra petti gonfi, facce buffe e fighetti da lungomare.

In un’epoca dove sono crollati gli ideali di partito, e dove non si considera più quella dicotomia Destra/Sinistra, c’è bisogno, ironia della sorte, più che mai di quelle differenze che hanno scolpito gli eventi del XVIII e del XIX secolo. Pietro Nenni, grande statista socialista e padre di questa Repubblica, lo dico per i giovani sia del Pd che di altre formazioni, affinché non lo confondano per la marca di una crema depilante (molto in voga tra fricchettoni di Sinistra cosa che una volta era di Destra), disse che “Tra la destra e la sinistra c’è un abisso incolmabile, perché la destra vi dirà sempre che è pronta ad aiutare chi resta indietro, la sinistra invece non chiede aiuto per loro, ma li fa camminare con le proprie gambe”, ed è proprio così! Ed è questo che dovrebbero capire e porre in essere le future generazioni, pensare che tra le umiltà delle scelte e le esigenze di una comunità c’è un assioma fondamentale per porre le basi di un futuro più forte e colmo di speranze, ovvero l’umiltà delle azioni.

Dovrebbero leggere più libri, stare nei social (anche perché farebbero meno figure barbine in ciò che scrivono), e ascoltare di meno i “gobbi” politici che profetizzano come gli scribi ed i farisei nel tempio di Gerusalemme. Isolare quei rami che fanno cadere le foglie secche in autunno e rifiorire il glicine in una primavera di giustizia e bellezza. Quando uomini della vecchia politica che hanno ridotto questo paese così disastrato in tutte le sue sfaccettature, a partire dai piccoli centri, dove si vive la vita e si tocca con mano nella complessa semplicità, ancora dettano le leggi, io dico ai giovani, azionate il piede e iniziate a prenderli a calci in culo. Perché la politica oggi, è piena di portaborse, lacchè e coglioni a mezzo servizio che solo voi potete debellare con una grande forza, unica e indistruttibile, la freschezza dei vostri anni e i perché del domani.

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