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Politiche abitative ancora ferme a Reggio Calabria Le associazioni riunite nell’Osservatorio sul disagio abitativo, il movimento Reggio non tace, la Collettiva AutonoMia e i cittadini coinvolti nella lotta per il diritto all’abitare, hanno ancora una volta sollecitato l’Amministrazione comunale

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Nessun passo in avanti sul tema delle *politiche abitative*. Dopo nove
mesi dall’approvazione della delibera n.3 approvata in Consiglio Comunale
il 10 febbraio scorso, le decisioni assunte dalla massima Assemblea
cittadina risultano disattese.

Le associazioni riunite nell’*Osservatorio sul disagio abitativo, il
movimento Reggio non tace, la Collettiva AutonoMia* e i cittadini coinvolti
nella lotta per il diritto all’abitare, hanno ancora una volta sollecitato
l’Amministrazione comunale affinché vengano superate le forti criticità del
settore, più volte evidenziate. *Un ultimatum di 30 giorni, dopo i quali le
associazioni* * organizzeranno un presidio di protesta permanente in
Piazza Italia. *

Per mesi sono state espresse le criticità del settore all’interno di
Palazzo San Giorgio. Ma nulla sembra cambiare, nonostante la collaborazione
delle associazioni nel fornire elementi programmatici e operativi da
subito realizzabili. La società Recasi, oggi Hermes, non ha provveduto ad
effettuare, secondo quanto deciso dal Consiglio Comunale, le verifiche
sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari. Azione che consentirebbe di
rendere disponibili gli alloggi popolari necessari per le assegnazioni alle
famiglie a basso reddito e prive di un alloggio adeguato. Non sono stati
individuati gli alloggi confiscati alla ‘ndrangheta da assegnare come
alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dopo quattro mesi dalla revoca
dell’assessora alle politiche della casa e delle dimissioni del dirigente
Marcello Romano, non si è provveduto alle nuove nomine per il settore.

La nomina di un dirigente *ad interim* non ha prodotto inoltre alcun
risultato. Il dr Manuel Pulella non ha infatti continuato l’operazione
di assegnazione dei 26 alloggi erp, avviata dall’ex dirigente Romano.

Non si è provveduto neppure ad approvare un semplice regolamento comunale
per le assegnazioni in deroga degli alloggi popolari, oggi ancora in
discussione nella commissione competente.

Nonostante le gravi condizioni strutturali in cui versa una buona parte del
patrimonio di edilizia residenziale pubblica, il Comune, pur avendo previsto
nel bilancio di previsione 2017-2019 una posta di 1,3 milioni di euro per
l’anno 2017, non ha ancora provveduto ad avviare gli interventi di
manutenzione straordinaria degli alloggi popolari. Dopo le ripetute
richieste delle associazioni, non risulta che l’Amministrazione Comunale
abbia partecipato al Bando Social Housing Por Calabria Fesr Fse 2014- 2020,
scaduto il 23 ottobre scorso, con una proposta per implementare l’offerta
degli alloggi erp.

Nulla si è mosso anche nella direzione delle acquisizioni di appartamenti
dall’enorme patrimonio vuoto o inutilizzato esistente in città, anche a
fronte di molte unità immediatamente abitabili.

Evidente quindi il disinteresse dell’Amministrazione comunale, il cui
immobilismo conferma la negazione del diritto fondamentale alla casa per
centinaia di famiglie, con conseguenze drammatiche per la vita di queste
persone. Se non si affronteranno con serietà tali questioni, non resta che
scendere in piazza.

Reggio Calabria, 10 novembre 2017

*Reggio Non Tace* – Avvocato Nicola Santostefano

*Collettiva AutonoMia*

*Osservatorio sul disagio Abitativo* composto da, COSMI, CSOA A. Cartella,
CSC Nuvola Rossa, ASIA-USB Reggio Calabria , Società dei Territorialisti e
Un Mondo Di Mondi

*ASIA-USB Reggio Calabria* – Giuseppe Marra

*Comitato Solidarietà Migranti *

*CSC Nuvola Rossa *

*CSOA Angelina Cartella *

*Società dei Territorialisti/e Onlus *

*Un Mondo Di Mondi* Cristina Delfino – Giacomo Marino

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