Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Giuseppe Tiberio CONDELLO Altro dimenticato personaggio raccontato in silloge nella Spoon River del pianoro Taurianovese dal blogger Giovanni Cardona

Giuseppe Tiberio CONDELLO Altro dimenticato personaggio raccontato in silloge nella Spoon River del pianoro Taurianovese dal blogger Giovanni Cardona
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Giuseppe Tiberio CONDELLO

 

 

Nacqui a Jatrinoli

in un gelido gennaio del 1904.

 

Nel 1921 traversai tra cieli bui

e sconosciuti tramonti

un misterioso oceano

al confine estremo del quale

trovai la mia America.

 

L’infelice borgo natio

sospeso tra guglie di chiese

e respiri trattenuti

strideva con la mia innata arte

del recitare declamando versi.

 

A Boston col nome di Tiberius Florentino

divenni l’Amleto scespiriano

applaudito dai sodali emigrati

Rodolfo Valentino e Beniamino Gigli.

 

Avevo un peculiare talento

me ne accorsi quando Robert Vignola

il famoso regista del muto

mi scritturò quale attore

in pellicole mute che gridavano arte.

 

Fui un conosciuto poliglotta

anche dei fonemi antichi

che mi condussero alla cattedra

nelle università di Harvard e di Cambridge.

 

Mi sposai

e non ebbi figli.

 

Eppure quando il pensiero

mi sottrasse il dono del recitare

ritirandosi dalla gratuità dello sguardo

rivelando il poetare esiliato

mi si riaprì l’inesauribile luminosità

del mio dono segretato.

 

Ma il nostos del ritorno nostalgico

nella mia ingrata terra

fra gli aranceti e il mormorante rivo,

la vigna, il castagneto, il pingue ulivo

mi condusse ad una stradale morte

in una calda estate italiana.

 

Nel desolato cimitero taurianovese

ciò che fui è sepolto e dimenticato

ma la mia voce al Boston Opera House

non ha ancora smesso di recitare.

 

Partecipa alla discussione