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Due anni insieme a te… E luce fu a Taurianova!

Due anni insieme a te… E luce fu a Taurianova!
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Prefazione. “I have a dream”….e la sveglia suonò e lo zoppo imparò a zoppicare.

In questi giorni, e precisamente il 29 novembre di due anni fa, ricorre un anniversario. Uno di quei giorni che ricordi come il Natale, l’ascesa di Gesù Bambino, la Pasqua, il passaggio della cometa Halley, il profumo della neve e la frisuraglia del maiale. Due anni fa ci fu l’avvento di un uomo. Uno di quegli uomini che questa città attendeva da tempo, come un pullman che non passa mai al riparo di una pensilina rotta, sotto un temporale e con le macchine che ti schizzano per le pozzanghere giacenti sulla strada. È “nato” Fabio Scionti Sindaco di Taurianova!
L’uomo che mancava, il “deus” che si aspettava in quel domani che non muore mai. Un uomo, un’alba, un “messia” al servizio dei più deboli, ma soprattutto un perché “che cambia”! E ci chiediamo, perché, cos’è cambiato? L’uomo con il programma elettorale che inizia con l’articolo 1 della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».

Ecce Scionti! Ecce…zziunale veramente. E mentre scrivo (e forse starò pure dormendo), ascolto una voce canterina che recita più o meno così, “A proposito di questo farsi d’ombra delle cose, l’altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese le ha attaccate come fossero un esercito di Mori…”, mi affaccio per vedere chi fosse e nello stesso istante un amico vedendomi mi chiede, “Dato che tu conosci e ci esci pure a mangiare con il consigliere Caridi, potresti dirgli se ci fa asfaltare la strada …..?” Ovviamente rispondo di rivolgersi al sindaco, in quanto lo stesso, provvederà tramite i suoi uffici a risolvere il problema, si dice che è un uomo disponbile, ma soprattutto Umile. Ma lui imperterrito, professionista stimato, controbatte (e incazzato pure),”No, diglielo a lui, per favore!”. Non insistendo per il sindaco lo indirizzo per la strada del vicesindaco.

Il mio interlocutore si rivolge con tono quasi minaccioso dicendo, “Ma mi stai prendendo per i fondelli? Quale vicesindaco?” A dire il vero ci resto anche male, rientro un po’ stizzito e tra me e me dico, aspetti tanto quel momento in cui vorresti fare una cosa carina e utile, ma la gente ha un solo nome in bocca: Nino Caridi (sic!). Quello che prima era una “Ipotesi”, ora è divenuto un “petrosino beatificato” e idolatrato. Nemmeno il tempo di finire il concetto del mio soliloquio (nulla togliendo a Macbeth), che quella canzone di Guccini si trasforma in un’altrettanta di Nino D’Angelo, “Maledetto treno tu che l’hai portata via…”. Il cielo da che splendeva il sole a che diventa cupo con un’aria maliziosa e misteriosa, tipica dei fiordi norvegesi dove escono strane creature mitologiche come il “Troll”. Da lontano si intravede un’anomala processione con “due santi” e fedeli a seguito in cui si odono dei canti simultanei: “O Santu Roccu meu chini di grazi a li divoti toi soccorri a tutti…” e poi, “Na notti ni jiva ‘nsogno sant’Antonino. O Santu mio, palazzo tuttu ‘ntero, e dinari quanti ni voi”. Un vento improvviso alza con impetuosità un immenso polverone che nasconde la “processione”, facendola riapparire come un miracolo dell’apparizione.

Rocco Sposato e Antonino Caridi, due effigie profane, ma “sacre” alla causa! Mentre si avvicina il corteo si è zittito anche Nino D’Angelo ed è stato un bene perché poteva capitare di peggio con un Gigi D’Alessio d’annata o un Enrico Musiani della signora alle poste di qualche giorno fa, e non so come sarebbe andata a finire. Il 29 novembre però si festeggia San Saturnino di Tolosa e dove Saturnino Farandola, quello allevato dalle scimmie, fa l’onomastico. Ma è l’anniversario in cui finiva un’estenuante campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale taurianovese. I due “santi” ancora non folgorati stavano, uno con la candidata a sindaco Cettina Nicolosi, l’altro a fianco dell’ex sindaco Roy Biasi il quale gridava sul palco, come al solito, con le vene che uscivano dal collo, il viso spiritato e occhiali in mano (gli anni passano pure per lui), contro il “folgoratore” Scionti e la “straniera” Nicolosi. Alla fine, l’uomo che “crede ai miracoli, ma sa che non sono degli uomini”, così c’è scritto nel programma “dell’Unto del Signore” Scionti, dopo i suoi “dubbi e perplessità”, “Per il bene dei giovani” (e per le altre “tiritere” del suo programma che a tal proposito lo consiglio come testo di lettura già dalle scuole elementari), riesce a spuntarla e ad andare al ballottaggio contro Biasi (che gioca a perdere ed è battuto dallo stesso “Unto”).

Scionti nei motivi che l’hanno portato a candidarsi utilizza queste parole, “(…) ho sempre tenuto la politica a debita distanza, perché ritengo che quella che ci ha governato negli ultimi decenni, nel tempo successivo alla mia maggiore età e della mia formazione superiore, sia sempre stata una politica con la “p” molto minuscola, fatta di clientele, affari, carriere, servitori di altri poteri, rispetto ai bisogni dei cittadini (…) non una Politica che sapesse volare alto (…)”. Parole che commuovono tantissimo, mentre scrivo ho consumato un pacchetto intero di fazzoletti asciugando le lacrime per la commozione (quasi cerebrale nonché psicosomatica), ripensando a quanto accaduto in questi due anni, dove divinità misteriose ed esterne alla concezione terrestre, hanno protetto l’Unto in diverse occasioni.

Ora, badate bene, è pur vero che Shakespeare disse, “Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro”, e io sono tra questi “asini”, ma è anche vero che a distanza di due anni e non dico una baggianata né faccio la solita ironia così come aborro il sarcasmo, Caridi e Sposato, due facce di altrettante medaglie (ma diverse), sono diventati i protagonisti assoluti di un’Amministrazione comunale (sic!). E che ripeto fino allo stremo, pochi conoscono i nomi che la compongono (e dei consiglieri non ne parliamo proprio). Fabio Scionti si è insediato in un comune che è stato sempre una polveriera pronta per esplodere, o peggio “un treno quasi in deragliamento” e con il dissesto dichiarato ne è prova compiuta. Le colpe devono avere dei responsabili checché se ne dica o se ne scriva e Scionti non ha colpe particolarmente influenti. Ma è sua la colpa politica se ha perso tre consiglieri di maggioranza in due anni.

I motivi lasciano sempre dei dubbi maliziosi, e i “mestieranti della politica” cosa fanno di solito? Rimpiazzano, escogitano e tramano per sopravvivere! A distanza di due anni, occorre dare una spinta di umiltà per stare più vicini ai cittadini, per dare loro anche una pacca sulla spalla di incoraggiamento e non fare come i ricconi di Cortina D’Ampezzo, i cosiddetti “paraculi” di Flaiano con l’elemosina confidenziale di circostanza. Scionti sicuramente sta attraversando un momento personale e terribile, finché ci sarà una scorta a tutelare una vita umana è sempre una sconfitta della civiltà democratica. Non va dimenticato che è sotto tutela perché vittima di un gesto vile, crudele ed esecrabile, quindi occorre dargli merito al di là di tutto che è rimasto al proprio posto. Oggi, da quel 29 novembre di San Saturnino (e non Farandola), quel posto conquistato (con i suoi voti e della sua coalizione), ma soprattutto quella vittoria data con certezza con gli “appostamenti” dei due “procacciatori” Rocco (Cosentino e Sposato), dove in qualsiasi sezione giravi loro c’erano. Meticolosamente appostati per un voto contro Biasi (anche con qualche litigio), e quindi, decisivi alla vittoria finale. Ecco, quel posto, occorre non dimenticarlo, è il trono dove il culo (con slip di marca Sposato-Nicolosi/Cosentino) poggia, è stato conferito dal voto dei cittadini di Taurianova, solo questo! Per non dimenticare….Auguri!

Ps. Nell’ultimo pezzo ho attribuito erroneamente degli occhi verdi al consigliere Cettina Nicolosi, associandole agli occhi di “Candy Candy”. Ammetto di aver toppato e approfitto per chiedere scusa sia al consigliere Cettina Nicolosi che a Candy Candy, sperando che tale richiesta di venia venga accolta da entrambe! E poi, con immensa serietà, vorrei fare un sincero augurio doveroso e spero di essermi associato agli altri, all’assessore (di Caridi, sempre lui), Girolama Raso per una veloce, ottima e pronta guarigione.

Ps2. Oggi, 4 dicembre 2017 non è stato ancora revocato lo Staff nonostante il dissesto né si sanno notizie se sono stati cambiati i cilindretti delle serrature del Municipio e delle strutture comunali. Ed infine, una curiosità, per il “festival del torrone” la cura della comunicazione chi la farà?

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