Miss Toga e Lady Indignazione | ApprodoNews
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Miss Toga e Lady Indignazione Giovani si nasce, Avvocati si diventa

Miss Toga e Lady Indignazione Giovani si nasce, Avvocati si diventa
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Prefazione. “Se fossi accademico, fossi maestro o dottore ti insignirei in toga di 15 lauree ad honorem, ma a scuola ero scarso in latino e il pop non è fatto per me, ti diplomerò in canti e in vino qui in via Paolo Fabbri 43” (Francesco Guccini).

Il giornalista uruguaiano Galeano disse una volta che “L’indignazione deve essere sempre la risposta a un’umiliazione”, aggiungendo che “la realtà non è il destino”.
Da quando è giunta la notizia che i giovani avvocati del Foro di Palmi, così, in maniera goliardica e divertente, a detta loro, durante le festività natalizie hanno “proclamato”, una “Miss” come si rispetta nei migliori concorsi di bellezza, apriti cielo. Eh sì, perché “Miss Toga Aiga CapoSperone” all’avvocato(/essa) Maria Concetta Militano, ha dato fuoco alle polveri ed una pletora di indignati speciali o meno, ma sempre di indignati si tratta ha gridato allo scandalo. Tra le accuse quella che lede la professionalità dell’attività forense e addirittura rende ridicola la toga, c’è chi parla di “squallore”, sì squallore non è una cosa inventata (ho letto tanti di quei discorsi da intellettualoidi da social che potrei fare un libro e Umberto Eco ne sarebbe orgoglioso). Caspiterina, una goliardata ha aperto un problema sociologico di ampie proporzioni, roba da “diritti umani” planetari. Un altro po’ la nostra Miss Toga Militano stava rubando la scena anche al discorso di fine anno del Capo dello Stato (e non che ci volesse poi così tanto). C’è chi si chiede, sempre nelle varie elucubrazioni da social, peggio dell’avvento del pagamento dei sacchetti di plastica per la frutta nei supermercati, a chi giova questa triste pagina della storia in questo terzo millennio di “perdizione”? Quando finanche le toghe vengono lese nei propri diritti fondamentali “come quelli legati alla maternità, alla conciliazione, e alla malattia?” Oh Madonna santa e che è? Nemmeno avessero parlato Trump e Kim Jong Un facendo a gara su chi ce l’avesse “più grande”! Si è semplicemente trattato di un’azione goliardica, non di un affare di stato che ripercorre i peggiori gradi della guerra fredda post conflitto bellico. Siamo seri, suvvia. Addirittura Antonello Caporale nella sua rubrica sul Fatto dedica delle righe, ma lo fa con grande intelligenza (e molti ci hanno cascato, ma bastava leggerlo con più attenzione), perché pone in essere la complicità della donna in questo caso, ovvero afferma, “In questo caso la prova provata di un maschilismo che esonda persino dal suo tratto naturale è foraggiato, sostenuto, agevolato e anzi applaudito dalle donne. E infatti il largo sorriso della premiata femmina, mentre riceve il cadeau dal presidente maschio dell’associazione degli avvocati ci conduce diritto all’idea che tante volte il corpo delle donne, per volontà delle medesime, è fatto oggetto di selezione”. Non è una novità, l’importante che si è consapevoli di ciò che si fa anche se tale questione è un divertimento (come d’altronde lo è stato). Ma da qui, a porre in essere per un banalissimo gioco, la professionalità come elemento di scontro con la bellezza, mi sembra eccessivo. Se una è bella è bella, e se è brava è brava! Ma si può anche essere entrambe le cose, mica è un peccato o peggio un vilipendio alla toga? O, un oltraggio a qualsiasi altra professione? Non scherziamo! Al di là se invocare o meno Torquemada e la sua Inquisizione per tale misfatto, occorre anche riflettere sul fatto che questa morale (a orologeria), sarebbe opportuna farla in occasione ben più serie e sicuramente con certezze più gravi.
Mentre scrivo questo pezzo, un’amica fa vedere l’annuncio in una bacheca di uno studio legale di un’altra Regione in cui si cerca “una giovane avvocatessa o praticante avvocatessa”, tra i requisiti che la stessa dovrebbe possedere sono, “Bella presenza”, “Si privilegiano donne single”, e se non hanno questi requisiti nel curriculum, tra quelli inviati, vengono considerati “perditempo”. Ultimamente è successo anche il triste episodio di un consigliere di Stato in cui le voleva con tacchi e minigonna. Ovviamente, assurdo e condannabile. Si parla sempre a sproposito di “sessismo” come ha scritto anche Caporale, ma purtroppo lo si fa spesso anche in maniera gratuita e inopportuna, con il rischio di tralasciare le cose come gli eventi che hanno più degli altri, un’acclarata gravità. Perché tali, di abusi sessisti ce ne stanno in ogni condizione professionale e non, e non c’è bisogno nemmeno di andare troppo lontano. In quanti annunci professionali leggiamo la parola “bella presenza”, e poi ci indigniamo per un episodio goliardico in una festività natalizia, sol perché a organizzarla sono stati dei giovani avvocati? Ma la bellezza della gioventù è la goliardia e a tratti anche l’innocenza nell’incoscienza giocherellona, questo ce lo hanno insegnato molti filosofi. Ciò non vuol dire che in tutto ciò si lede una toga, anche perché l’epoca dei bacchettoni così come quella dei moralisti d’occasione, è finita già da un bel po’ di tempo o no?

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