Taurianova, Nuovo cinema (comunale) paradiso | ApprodoNews
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Taurianova, Nuovo cinema (comunale) paradiso Incontri ravvicinati di vari tipi

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Prefazione “Dev’esserci qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo (Ennio Flaiano)”

«Signorina, veniamo, veniamo noi con questa mia addirvi…veniamo noi con questa mia a dirvi” – Addirvi. Una parola!». Inizia così il consiglio comunale di Taurianova con uno sketch tra la pasionaria delle congiunzioni e dei verbi, con e senza accento, Stella “Calamity Jane” Morabito e il (serio) segretario comunale con il sorriso smagliante peggio del predecessore, ma sarà della stessa scuola di pensiero, la cosiddetta scuola stoica(mi sta tutto sulle scatole). Ma prim’ancora, quel consiglio tardava a iniziare perché la trepidante attesa dei due protagonisti principali (il santo e il chierichetto), si faceva più lunga del solito. E (congiunzione), dopo oltre mezz’ora fanno l’ingresso in una scena con tanto di marcia trionfale, il “santo (Roccu)” fa sempre ritardo perché ha il vizio, prima di ogni importante occasione, di farsi la messa in piega ai capelli ed entra sfoggiando con addosso un lungo cappotto e pellicciotto simile a due (vecchie) pecore in attesa di essere tosate e un cappello nero, sicuramente rubato al pecoraio che invano attendeva, appunto, per tosare le pecore.

Il secondo, che nei fatti è (verbo) il “chierichetto (Nino)” del primo, ma anch’esso un beato in attesa di santificazione, con aria spavalda da leader, ben conscio di aver “asfaltato” il resto della brigata e (congiunzione), lo dimostra anche quando consegna caramelle a tutta l’aula come fossero ostie da comunione (sconsacrate e piene di arsenico). Un consiglio comunale dove chi lo compone è molto impegnato nell’esercizio delle proprie funzioni in maniera seria e tecnologica, finanche Forestieri che nel suo posto ha un pc portatile pronto per l’uso, non si sa mai, occorre vedere l’orario di un treno o un aereo per partire subito, o che ne so, le previsioni del tempo o magari qualche gioco per trascorrere quel tempo necessario che serve in un consiglio comunale noioso. Ah, per dovere di servizio per chi legge e per i cittadini, Forestieri non è il maschile plurale dell’aggettivo qualificativo “forestiero”, ma è un consigliere comunale di maggioranza (una volta gli “alzatori di mano” in Consiglio si riconoscevano per il tale gesto, ora con la tecnologia avanzata li ha penalizzati e oscurati). Forestieri, per capirci meglio ha lo stesso ruolo del più conosciuto Pino “Obama” Falleti, quest’ultimo dall’aria spenta (in un consiglio che si parla di illuminazione), e poco brillante (dopo l’avvento in maggioranza di Nino Caridi detto “Ipotesi relax” e sto con la matta), l’unica cosa che gli brillava era il gel nei suoi capelli brizzolati.

L’altra vittima di questo avvento è il presidente del consiglio comunale Fausto Siclari il quale elargiva baciamano come uno chansonnier alla giornalista presente dai capelli ricci a nido di piccione impazzito.
Con queste premesse inizia il “calvario”, uno “scartavetramento di cabbasisi”, come avrebbe detto Camilleri, fuori da ogni logica umana e scientifica, tant’è che il sindaco Scionti e la sua sempre uguale cravatta (che non cambia mai), in un gesto di stizza sputa la chewing gum e la nasconde sotto il banco come i ragazzini della scuola elementare per poi scaraventarsi sul banco in preda a convulsioni così come il resto del consiglio. Tranne Luigi Mamone che rimane sempre impassibile se non per qualche accenno di movimento per rassicurare i presenti che è vivo. La Ferraro ride sempre (beata lei); il vicesindaco Patrizio c’è (e per noi va bene così) con lo sguardo spento e un’aria da abitante dell’Antartide persa in mezzo a una bufera di neve.

Loprete stava ultimando gli ultimi livelli di un gioco nello smartphone, mentre la Raso osservava il tutto chiedendosi cosa ci facesse in quel luogo e soprattutto perché stesse lì. Sempre per dovere di servizio i nomi appena elencati, formano la giunta del sindaco Scionti da oltre due anni, lo so che non ve ne siete mai accorti, ma giuro su mio nonno che è vero! La signorina, ovvero “l’intestazione autonoma”, Calamity Jane inizia una performance fuori da ogni logica umana, nemmeno gli alieni da ciò che si sa avrebbero sopportato simile “tragedia”. Si parte con l’accento, le congiunzioni, il verbo essere, il verbo avere passando per la dignità professionale per poi sapere se la società che ha vinto l’appalto della pubblica illuminazione fosse una Spa o una Srl, o addirittura se appartenesse all’Isis. Un’Aula in preda allo sconforto, alcuni del pubblico presente facevano rifornimento di zuccheri per i continui mancamenti finanche il presidente del consiglio Siclari si strappava i capelli in testa, ma poi ricordandosi che non ne ha, sbatteva furiosamente la testa sulla spalla del segretario comunale. Lo stesso accennava deliri di sorrisi che potevano essere, ma non sono stati.

La Versace (la consigliere ballerina di Flamenco), chiedeva disperatamente una Oki e che prontamente la collega Mesa Gerace forniva con aria pietosa e sconfortante. Il “santo”, ovvero Roccu che da due anni è una stampella esente ticket, ha rischiato persino di cadere per colpa di uno scalino dimenticato evitando un capitombolo. E se cadeva lui, non solo rischiava Scionti, ma anche Luigi Mamone che stava vicino e le pecore che adornavano il suo cappotto. Ora, il punto sull’illuminazione l’ho pure letto e secondo me va bene, credo che sia una discreta soluzione visti i tempi di “salvaguardia” che corrono, a mio avviso occorre leggere e studiarsele bene le carte. Un motivo in più per costituire le commissioni consiliari anche a garanzia di ciò che si porta in consiglio comunale. Ma fare polemiche sterili sul nulla, si rischia di cadere nel ridicolo e nell’assuefazione della monotonia mischiata alla fuffa. Detto questo, vorrei esprimere la mia solidarietà all’Energy Manager che tutta la regione ci invidia (l’ha detto il sindaco, ma io non ci credo), Enrico Ninarello. Un uomo che si è trovato in mezzo a una tempesta perché tutte lo cercavano (erano solo donne), nonostante la difficoltà di ricordare il suo cognome simile a uno strumento musicale per la tarantella napoletana, e vista tale difficoltà a memorizzare per dovere (sempre di servizio), da adesso in poi lo chiameremo “Ninì l’energì”!

Il civico consesso è terminato con l’approvazione di tutti i punti tant’è che nell’ultimo punto per un premio definito “dei Miracoli” hanno previsto pure un parroco nel “Comitato di presidenza”, ovviamente in tema di miracoli (e ce ne vogliono), nella commissione ci mancava proprio! Approfitto e mi scuso per la mia impertinenza a chiedere (per l’ennesima volta), in quanto non so più a quale santo rivolgermi (anzi due santi ce li avrei, ma cerco di non coinvolgerli finché è possibile), sì, è vero che ha risparmiato sull’illuminazione pubblica ma non si potrebbe risparmiare anche per annullare (immediatamente) lo Staff (che tutta la regione non ci invidia), e quei (amorali e vergognosi) 38 mila euro annui? È altresì possibile avere un resoconto di quanto hanno prodotto in questi mesi? E un’altra cosa, sempre con cortesia, sono stati cambiati i cilindretti delle serrature negli edifici comunali ed è stato redatto un apposito registro in cui sono riportati i nomi dei possessori di tali chiavi? Oppure devo rivolgermi direttamente a Nino Caridi per risolvere tali incombenze sia se è una “Srl o una Spa”?

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