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Giovanni Francesco GEMELLI CARERI (1644-1724) – Il Giurista avventuriero – Continua la narrazione in silloge di personaggi del pianoro Taurianovese da parte del blogger Giovanni Cardona

Giovanni Francesco GEMELLI CARERI  (1644-1724) – Il Giurista avventuriero – Continua la narrazione in silloge di personaggi del pianoro Taurianovese da parte del blogger Giovanni Cardona
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Giovanni Francesco GEMELLI CARERI (1644-1724)
– Il Giurista avventuriero –

 

Nacqui a Radicena
sotto il Ducato di Terranova nel 1644
da don Errigo e Maria Careri.

A Napoli compii gli studi presso i gesuiti
laureandomi il 3 aprile 1670
in utroque iure.

Dopo l’esercizio dell’avvocatura
entrai nella Giudicatura del Regno
anche se a seguito di soprusi
-nonostante la mia aristocratica origine-
mi furono precluse cariche prestigiose.

Il 14 giugno 1693 intrapresi un viaggio
partendo da Palmi e passando per Messina e Malta
raggiunsi l’Egitto, Costantinopoli, l’Armenia e la Persia.

Proseguii per le Indie, in Cina e nelle Filippine
attraversando il Pacifico mi recai in Messico
veleggiando sull’Atlantico giunsi in Spagna
da dove attraverso la Francia
rientrai dopo cinque anni e mezzo
nella capitale partenopea.

Nel 1699 pubblicai a Napoli
nella stamperia di Giuseppe Roselli
il resoconto dei miei viaggi
titolandoli “Giro intorno al mondo”.

Fui perseguitato e censurato
dalle autorità ecclesiastiche
per fatti segreti e indicibili
del Clero nobiliare
fuori dalle mura romane:
ne nascosero le prove
negli archivi segreti del Vaticano.

In fondo nella mia torre palazzata
posta vicino al Duomo di Radicena
quante volte avrei voluto tornare
per ascoltare le grida nelle vie
sentire gli odori delle taverne
guardare gli occhi neri delle donne.

Il mio vagare fu un lottare
contro il male del vivere
che mi permise di vedere
come un Ulisse moderno
il meraviglioso nel quotidiano
l’eccezionale nel banale.

Non tornai mai più a Radicena
fui un eroe senza nostos.

Passai gli ultimi anni
quale giudice di Vicaria
e regio auditore della flotta
sotto l’impero di Filippo V.

Mentre ero a letto per malattia
nel cercare pace
mi tornavano alla memoria
cose lontane e piccole
della mia Radicena.

Con solenne mortorio
fui sepolto a Napoli
dove il 25 luglio 1724
per brotorace perii.

Mi pianse un giovane
da me incoraggiato negli studi giuridici
amato come il figlio che non ebbi.

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