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Maria Rosa DE LUCA (1891-1923) – La giovine – Continua la narrazione in silloge di personaggi del pianoro Taurianovese da parte del blogger Giovanni Cardona

Maria Rosa DE LUCA  (1891-1923) – La giovine – Continua la narrazione in silloge di personaggi del pianoro Taurianovese da parte del blogger Giovanni Cardona
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Maria Rosa DE LUCA (1891-1923)
– La giovine –

Tutto andò bene
fin dall’infanzia in cui imparai
l’onestà del vivere
da mio padre Salvatore
stimato sarto
e da sua moglie
Barillà Maria Stella cucitrice.

Nacqui il 19 marzo del 1891
a Radicena in via Armà
tra le mani della paesana
levatrice Paonni Angela.

Avevo le vite dei santi da leggere
ed ero rispettata
per la mia dolcezza
alla quale faceva
da contraltare la bellezza.

Ci vogliono troppe vite
per farne una
quando il vivere è fatto
di silenzi che si riverberano
nella stanza dopo il brulichio
di innamorati e celati astanti.

La sera appoggiata
all’ombra dei secolari ulivi
e protetta dalle fronde
dei primaverili ciliegi
arrivava al mio orecchio
lo scorrere lento
della vicina fiumara.

Il 15 luglio del 1923
non mi portarono
molto lontana da dove nacqui
tra le mura perimetrali
dell’antico cimitero
dove convivo nell’eterno
abbraccio dei miei familiari
con i quali condivido
la caducità del tempo.

La mia consunta stele marmorea
riporta la seguente iscrizione:
Modesto e candido fiore
dal crudo verno abbattuto
qui ritorna a fiorire
e col profumo della vita eterna
allieta quella primavera
che il sole
illumina e riscalda
e l’infinito
chiama beata”.

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