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I carabinieri ricordano la strage di Razzà e il brigadiere Iozzia Alla cerimonia presenti i generali dell'Arma Vincenzo Paticchio e Luigi Robusto. Messa celebrata dal vescovo di Oppido-Palmi Francesco Milito - GUARDA IL SERVIZIO

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TAURIANOVA – Non sono stati indifferenti, potevano anche non intervenire. Girare le spalle e far finta di nulla. Non l’hanno fatto. Sono stati fermi e hanno affrontato il potenziale pericolo. È il ricordo  dell’appuntato Stefano Condello e del carabiniere Vincenzo Caruso, i due militari  dell’Arma uccisi dalla ’ndrangheta in contrada Razzà, a Taurianova, il 1° aprile del 1977. Come ogni anno, da 41 anni a questa parte i carabinieri ricordano l’eccidio. Prima con una deposizione di una corona nella piazza e nell’obelisco che li ricorda poi con una messa in loro suffragio. La celebrazione quest’anno ha portato con sé anche la commemorazione del vice brigadiere Rosario Iozzia ucciso a Cittanova  il 13 aprile 1987.

Per l’occasione è arrivato il generale di brigata Vincenzo Paticchio, comandate della Legione Calabria e il generale interregionale di Sicilia e Calabria Luigi Robusto. Insieme a loro il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari;  il comandante provinciale colonnello Giuseppe Battaglia. Presenti alla commemorazione i sindaci di Taurianova e Cittanova  Fabio Scionti e Francesco Cosentino, il vice sindaco metropolitano di Reggio Riccardo Mauro i familiari dei tre carabinieri trucidati e il presidente della commissione antimafia del Consiglio regionale Arturo Bova. Tante le scolaresche presenti nella piazza e in chiesa. A celebrare la funzione religiosa il vescovo di Oppido-Palmi Francesco Milito.

A 41 anni dall’eccidio di Razzà, e quella di contrada Petrara a Cittanova, la commozione è ancora palpabile e la presenza delle piiù alte cariche istituzionali e militari della regione dà il senso del sacrificio eroico di quegli uomini e della giornata; rappresentando lo specchio che il ricordo di quelle stragi non è un format predefinito con il solito cliché.  È qualcosa di vivo e presente tra i carabinieri e nella società civile.

Il 1° aprile del 1977, alle 13.00, tre militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Taurianova, l’appuntato Stefano Condello ed i carabinieri Vincenzo Caruso e Pasquale Giacoppo, interruppero un vertice di ‘ndrangheta in contrada Razzà.Quel giorno i tre carabinieri, in una  casa colonica appartenente a uno dei criminali, avevano sorpreso undici mafiosi che stavano tenendo una riunione ‘ndranghetista. A prendervi parte erano esponenti delle più potenti famiglie della Piana, che intendevano confrontarsi per gestire i propri spazi di potere e per spartirsi appalti e tangenti. Per il valore dimostrato durante l’azione e nel tentativo di farli arrendere i carabinieri spararono per difendersi uccidendo alcuni dei partecipanti ma colpiti mortalmente dai malviventi perirono sul posto. Ai due carabinieri è stata assegnata la medaglia d’oro al valor militare al vice brigadiere Rosario Iozzia quella d’argento.

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