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Agenzia dogane, trasferimento da Reggio a Catanzaro sospeso Il commento della politica

Agenzia dogane, trasferimento da Reggio a Catanzaro sospeso Il commento della politica
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REGGIO CALABRIA – «Ci è giunta notizia che il Ministro dell’Economia e delle Finanze abbia sospeso la procedura relativa al piano presentato dal Comitato di Gestione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che prevedeva lo spostamento della sede della Direzione regionale per la Calabria e la Basilicata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria a Catanzaro. E’ evidente che le nostre valutazioni, sostenute da supporti giuridici ed elementi oggettivi, ben lontani da una mera battaglia di campanile, rispetto all’opportunità di mantenere la sede a Reggio Calabria, non fossero per nulla campate in aria». Lo dichiara il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà intervenendo in merito alla vicenda della sede della Direzione regionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

«Consci del paradosso che lo spostamento della Sede paventato dal piano del Comitato di Gestione avrebbe determinato – ha aggiunto Falcomatà – nelle scorse settimane avevamo rappresentato al Governo la necessità di approfondire la questione. Dopo aver incontrato i lavoratori dell’Agenzia, abbiamo scritto al Ministro Padoan illustrando le nostre ragioni, che si basano primariamente sulla necessità di rispettare la sentenza del Consiglio di Stato che si è già espressa nel merito, dimostrando che non vi è alcuna ragione per spostare la sede della Direzione nel capoluogo di Regione, ma soprattutto che che la Città Metropolitana di Reggio Calabria, con Gioia Tauro, è oggi una delle aree del Sud Italia dove si concentra la più alta densità di traffico doganale, nonché la sede della più grande autorità portuale del Mediterraneo».

«Naturalmente siamo coscienti che la questione è tutt’altro che chiusa – ha concluso il sindaco – ma la sospensione del Ministro è già un ottimo auspicio, considerando che la decisione finale deve recare la sua firma. Da parte nostra continueremo a perorare questa battaglia che, lungi da essere considerata una mera questione di campanile, rappresenta un obiettivo funzionale allo sviluppo della stessa Agenzia delle Dogane, che vede nella Città di Reggio Calabria, per i motivi che ho espresso, la sua sede più consona e naturale».

SENATORE MARCO SICLARI (FORZA ITALIA)

L’incontro con tutte le sigle sindacali per discutere delle sorti degli uffici delle dogane regionale è arrivato nel giorno in cui è stata comunicata la sospensione del decreto che prevedeva lo spostamento degli uffici a Catanzaro. Una decisione arrivata dopo la mobilitazione dei sindacati e, il loro appello è stato accolto dal Senatore Marco Siclari che si è attivato fin da subito per raggiungere con loro questo primo obiettivo. La sospensione però non basta e la revoca è stato l’argomento principe di tutto l’incontro.

La volontà è chiara: mantenere Reggio Calabria come sede regionale non sono ammesse ulteriori retrocessioni. Durante l’incontro con i sindacati il Senatore ha avuto modo di mettersi in contatto con i vertici del Mef che, con grande soddisfazione da parte di tutte le parti ha confermato la decisione di rendere la sospensione una revoca definitiva. Questa mattina il comitato renderà effettiva questa volontà che, di fatto, chiude un lungo periodo di battaglie volte a salvaguardare quello che per Reggio è una realtà importante.

«Per molti aspetti mi sento sindacalista quanto voi – ha dichiarato Siclari accogliendo le richieste dei sindacati – Chi vuole fare politica per il territorio deve ascoltare il territorio ed essere qui con voi è la dimostrazione che la mia volontà è di essere presente soprattutto nelle questioni importanti come questa».
La sospensione non era una garanzia sufficiente a tranquillizzare gli animi e, proprio per dare delle certezze, il senatore si è nell’immediato messo in contatto con il Ministero per apprendere e riportare quella che, attendendo le dovute ufficializzazioni, è ormai una certezza: gli uffici regionali rimarranno a Reggio. Un obiettivo raggiunto grazie ad un percorso che ha visto un impegno politico trasversale.

«Questa è una vittoria di tutti ed è l’inizio di un percorso costruttivo che intendo portare avanti con i rappresentanti sindacale che tutelano, in primis, i diritti dei lavoratori. Quando ho appreso le richieste dei sindacati mi sono attivato chiedendo ai miei colleghi alla Camera e al Senato una sensibilità maggiore verso quest’argomento perorando la causa e sostenendo la necessità di non prendere nessuna decisione in un momento così delicato come il cambio di Governo. Con estrema soddisfazione apprendo dai vertici del Ministero che il lavoro fatto non è stato vano».

Le preoccupazioni affrontate vanno ben oltre e si attende con ansia la conferma che oggi dovrebbe ufficializzare la revoca di un decreto che avrebbe segnato l’ennesimo scippo alla provincia reggina. A preoccupare i sindacati, oggi, è anche il paventato ridimensionamento dell’ufficio delle dogane presente nell’aeroporto dello Stretto dove attualmente lavorano 7 persone. Insomma, una battaglia continua per garantire alla Città Metropolitana di mantenere gli attuali posti di lavoro e lavorare affinché se ne creino di nuovi.
«Abbiamo portato avanti motivazioni che, oggettivamente, riconoscono a Reggio la sede naturale degli uffici doganali regionali rimarcando quelle realtà evidenziate anche da una sentenza del 2008 che non poteva passare inosservata». Dopo l’incontro di oggi altre emergenze sono all’ordine del giorno del Senatore Siclari. In primis la questione aeroporto e, subito dopo, l’annosa controversia per sbloccare l’iter legato all’autorità portuale.

FEDERICA DIENI (M5S)

«Il mantenimento della sede della Direzione regionale dell’Agenzia delle
Dogane e dei Monopoli a Reggio Calabria non è una mera questione
campanistica, ma ha a che fare con le prospettive di sviluppo di un
territorio che non deve essere ancora una volta spogliato dei suoi diritti
per via della voracità di una certa classe politica del capoluogo di
regione». Lo dichiara la deputata del M5S Federica Dieni.

«La sospensione della procedura di trasferimento dell’Agenzia, disposta dal
ministero dell’Economia e delle Finanze – continua la parlamentare -, è una
buona notizia e rappresenta un primo passo verso la definitiva conferma
degli assetti originari di questo organismo. Non avrebbe alcun senso,
infatti, operare questa traslazione a favore di Catanzaro, dal momento che
l’agenzia e i suoi dipendenti lavorano ormai da anni a Reggio e da questa
sede sono riusciti a conseguire importanti risultati. Un eventuale
trasferimento, inoltre, non farebbe altro che aumentare i costi di
gestione».

«È anche opportuno ricordare – aggiunge Dieni – che, circa dieci anni fa,
l’Agenzia ha scelto Reggio come sua sede regionale, una decisione difesa
anche per mezzo di un appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del
Tar che aveva accolto l’iniziale ricorso della città di Catanzaro. Un
tribunale della Repubblica si è dunque già pronunciato su questa vicenda
affermando che la sede dell’Agenzia non è vincolata al capoluogo di
Regione».

«Va anche sottolineato – osserva ancora la parlamentare pentastellata – che
con la riforma delle pubbliche amministrazioni, da cui derivarono vari
accorpamenti, la Direzione calabrese, al tempo non ancora operativa, fu
accorpata alla Campania e mantenne la sua sede a Reggio, con tanto di
Distretto e segreteria del Direttore Interregionale, strutture alle quali,
negli anni successivi, si aggiunsero l’area Antifrode, l’area Accise,
l’area Legale e l’Area Dogane».

«Non è dunque il caso – conclude la deputata 5 stelle – di alimentare
sterili polemiche e di imbastire campagne finalizzate a spogliare una città
a favore di un’altra. La Calabria può svilupparsi soltanto se tutti i suoi
territori sono messi nella condizione di crescere; aggiungendo quindi
“risorse” e non sottraendole a una realtà per consegnarle a un’altra. Non
c’è, di conseguenza, alcun pregiudizio nei confronti della città di
Catanzaro, ma solo la consapevolezza che una nuova “guerra tra poveri” non
possa portare a nulla di buono. I capricci e le rivendicazioni dei
masaniello di turno sono dunque inopportuni, oltre che anacronistici e
immotivati».

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