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Tagli alla scuola in provincia di Cosenza, Ugl Scuola non si sta

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La Segreteria provinciale dell’Ugl Scuola, presieduta dal prof. Michele Sapia, ha predisposto un documento nel quale si evidenzia che il MIUR, come è avvenuto negli anni scorsi quando in modo penalizzante ha inteso tagliare posti nella nostra provincia nella scuola media di primo e secondo grado, anche quest’anno, forse anche per riequilibrare la situazione, nella ripartizione di assegnazioni delle classi ha provveduto ad utilizzare la propria mannaia sull’organico della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. A parte sicuramente il calo demografico che, purtroppo, alimenta contesti deficitari, soprattutto nei centri montani e periferici, dove in alcuni casi la Scuola rappresenta l’unica presenza dello Stato, le O.S. tutte debbono vincolarsi a chiedere al MIUR di procedere, prima di ogni cosa, ad uniformare i coefficienti numerici per la costituzione delle classi su tutto il territorio nazionale, con deroghe solo per le scuole situate in zone di montagna e in quelle dove insistono pesantemente problematiche di natura sociale e di criminalità. Per ovviare ai tagli dell’organico dell’infanzia e della primaria, l’ATP di Cosenza si vede costretta, suo malgrado, per attenuare la soprannumerarietà a formare pluriclassi in realtà ubicate lontano dai grossi comuni. Il MIUR ignora e disconosce che tanti genitori, a causa della morfologia orografica e della perdurante carenza di comunicazione, dovranno accompagnare i propri figli nelle scuole più vicine, spesso distanti molti km, sottoponendosi ad esborso economico ma anche a stress fisico. Quindi, le O.S. tutte, per quanto sopra detto, contestino a viva forza i tagli indiscriminati ed irragionevoli di posti, operati dall’Amministrazione Centrale e subiti a livello provinciale e, nello stesso tempo, invitino i politici nostrani e nazionali, dormienti da troppo tempo sulla problematica istruzione in Calabria, ad intervenire fattivamente sul MIUR per riconoscere ed assicurare alla provincia di Cosenza un maggiore budget di posti. Diversamente, come si evince quotidianamente, ancora una volta viene tenuta ai margini o considerata carta straccia la norma costituzionale, che prevede l’obbligo del Governo nazionale di garantire il diritto allo studio.

 

 

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