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Reperti archeologici in una stalla: denunciato un uomo Operazione dei Carabinieri. Il commento della politica

Reperti archeologici in una stalla: denunciato un uomo Operazione dei Carabinieri. Il commento della politica
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I carabinieri della Compagnia di Cirò Marina (Crotone) durante una perquisizione finalizzata alla ricerca di armi e materiali esplodenti hanno trovato quello che definiscono un vero e proprio tesoro archeologico. I militari, in un armadio posto in una stalla, hanno rinvenuto numerosi reperti di pregevole fattura tra cui gioielli, monili in bronzo e vasellame decorato. I reperti sono stati sequestrati e il possessore è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Crotone. I dettagli dell’operazione e la descrizione dei reperti saranno resi noti nel corso della conferenza stampa in programma al Comando provinciale dei carabinieri di Crotone.

Margherita Corrado M5S

Una buona notizia per il mondo della cultura non deve passare inosservata. In qualità di parlamentare della Repubblica e di portavoce di M5S eletta al Senato nel Collegio Calabria 1, esprimo, perciò, e non senza emozione, il mio personale compiacimento e la soddisfazione della società civile per il recupero di un nucleo di reperti archeologici protostorici ed ellenistici da parte dei Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, come illustrato ai mass media un paio di giorni fa presso il Comando Provinciale di Crotone.

Da archeologa, osservo con tristezza che la costante emorragia di testimonianze del passato, diventata più intensa in questi anni di crisi economica a causa dei facili guadagni assicurati dalla ricerca illegale di antichità e della perdita di incisività dell’azione di tutela svolta dal Ministero dei beni culturali, impoverisce tutti. Essa, infatti, mette la nostra eredità comune alla mercé di poche decine di individui, di solito ignoranti e sempre privi di scrupoli, che se ne appropriano e la annientano in nome di interessi meramente individuali.

La distruzione dei contesti di provenienza dei manufatti è addirittura più grave della perdita degli oggetti in sé, comunque spogliati della loro identità e ridotti, sul mercato antiquario al quale anche i reperti ‘cirotani’ erano destinati, a meri portatori del valore economico intrinseco a ciascuno, eventualmente aumentato dal grado di integrità e rarità del singolo pezzo. Si è perduto per sempre quel groviglio di relazioni con il dietro-sotto-sopra, per citare un Maestro, che conferiva all’oggetto la sua peculiare fisionomia.

Quanto detto vale, naturalmente, anche per i reperti disposti in bell’ordine sul tavolo della conferenza stampa di martedì scorso. A dispetto di ciò, va dato merito a quanti si sono adoperati per restituire alla collettività quei fotogrammi di vita passata e a quanti con sincerità si compiacciono di ogni occasione in cui, come in questo caso, pietosamente gli esseri umani si prendono cura della propria memoria, per quanto logora e mutilata, consci che a chiunque disdegni la fonte di Mnemosyne per la facile acqua del Lete sono negati l’immortalità e il nome di uomini.

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