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Taurianova: le chiavi sulla città Storia di una (stra)ordinaria onorificenza

Taurianova: le chiavi sulla città Storia di una (stra)ordinaria onorificenza
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Prefazione. “Dev’esserci qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo”. (Ennio Flaiano)

“Non vorrei nel cercare scuse fare, come suol dirsi, peggio il taccone del buco”. Così disse Lorenzo Da Ponte (a cui è stata data la cittadinanza onoraria negli Stati Uniti), ovvero, la toppa è peggio del buco. Il tutto inizia con l’azzardo (forzato) di un conferimento (consigliato da chi e perchè?), di una cittadinanza onoraria a un (bravo) architetto nativo di Taurianova, in barba e in netta violazione del regolamento vigente (art. 2 comma 2), come ho già riportato nella precedente Lanterna. Si porta in consiglio comunale, ma il sentore che i numeri mancano per l’approvazione è forte. I conti si sono fatti senza gli “osti”, perché non tutto è dovuto nella vita pur essendo “Unti e Reali”.

E visto che il giorno seguente c’era un convegno tecnico dal titolo “Mediterranei invisibili”, con “coordinamento e comunicazione” a cura dello Staff (38 mila euro annui in pieno dissesto finanziario), bisognava porre rimedio. Leggendo il titolo, qualcuno si starà chiedendo se fosse stato organizzato in onore dell’attuale Giunta comunale, per il binomio mediterranei e soprattutto “invisibili”. Non è così. C’è la presenza dell’architetto Alfonso Femia (“il migliore architetto italiano dopo Renzo Piano”, un assessore docet), il quale doveva presentarsi da “cittadino onorario”, ma così (ahimè) non è stato! Si rinvia il consiglio comunale. La paura per una un figura barbina prende corpo. Tant’è che alcuni consiglieri di opposizione in un documento congiunto, avevano lanciato il sospetto che i “problemi” che hanno impedito la presenza del sindaco e del vicesindaco, fossero solo delle scuse (ma io non ci credo. Nooooo). D’altronde sono due ingegneri, e la loro assenza è da ritrovare nel principio dei vasi comunicanti.

Mancava anche l’altro assessore, la Ferraro, e si dice che si trovasse in una recita, in tal caso per lei, vale per effetto delle cause dei primi due, il principio di sovrapposizione degli effetti (collaterali). Ovviamente la preoccupazione in consiglio comunale era densa di ansia, sia più per i numeri mancanti e di conseguenza per i “problemi personali” del sindaco. Il presidente del consiglio comunale Fausto Siclari era visibilmente preoccupato in volto, tanto da sembrare un attore “melo(mandi un messaggio “wazzap”)drammatico”.

Si notava finanche dai capelli irti in testa che la preoccupazione era reale, tale e quale ai “problemi” del sindaco, del vicesindaco, dell’estinzione della foca monaca e contro la fame nel mondo. Gulp! E ora, che facciamo? Panico totale. Come si presenterà il sindaco davanti all’illustre architetto nato a Taurianova e che «(…) attraverso la sua attività professionale che lo ha portato a realizzare importanti opere in vari continenti (…) illustra la Calabria e in particolare Taurianova (E quando? In quali opere? Dov’è definita, “in particolare Taurianova”? NdR)»? Mica te la puoi togliere con una brioche con gelato e panna (il quale sarebbe stato un giusto e onesto riconoscimento)? No, facciamo una delibera di giunta, salviamoci in corner (insieme alla faccia). E ciò ci rende felici perché alla nostra preoccupazione si è sostituito il sospiro di sollievo per la brevissima risoluzione dei “problemi” e anche per l’ansia vedendo in quelle condizioni il presidente Siclari.

Consegniamo le “Chiavi della città (nella speranza che abbiano già sostituito i cilindretti, come da tempo viene consigliato)”! Un’idea che nemmeno messi assieme Fermi, Einstein e Marconi, avrebbero avuto. Un’amministrazione di luminari (pubblici) al servizio del paese, darei a loro le chiavi (e poi pregherei di posarli). Ma sì, cosa non si fa per un petto da gonfiare? Per una fascia da indossare? Davanti a una platea di gente presente (più che altro per i crediti formativi)? Però, resta sempre il fatto (gravissimo): per una “cittadinanza onoraria” a un personaggio (discrepante anche nelle motivazioni delle “chiavi”), è saltato un consiglio comunale(sic!). Dove c’erano alcuni punti di gran lunga importanti e secondo me interessanti, per una banale e “pennacchiosa” onorificenza. E magari avere un po’ più di rispetto per il ruolo che si ricopre, per quel luogo istituzionale e per il motivo il quale si è stati votati.

Alla fine tutti vissero felici, ma soprattutto contenti (e appagati). Noi perché rincuorati dalle condizioni ottimali del sindaco, l’architetto perché ha ricevuto le chiavi (fatti in fretta e furia in qualche ferramenta), sindaco e vicesindaco, oltre a stare bene (e si denota dalla loro presenza al convegno in pompa magna) anche per la loro parvenza salvata e la cittadinanza, alla quale di tutto questo non gliene frega un beato ciufolo. E poi, ah sì, un “ciaone” all’opposizione. Ma resta un dubbio, che mi ha fatto notare un architetto che ha un figlio che va alle scuole medie dove c’è quel cratere pericolosissimo, lo riporto come l’ha detto, facendomi pure da portavoce (gratis): “Ma tuttu stu spinnicchiu e questa foga mai vista prima nella storia della città di Taurianova a dare questa onorificenza e forzare quasi l’impossibile, perché?”. Mi aggiungo pure io, appunto, perché?

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