Progetto servizio civile Cittanova, critiche da S.U.L.P.I. | ApprodoNews
Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Progetto servizio civile Cittanova, critiche da S.U.L.P.I. L'indignazione del segretario regionale Giuseppe Gentile

Progetto servizio civile Cittanova, critiche da S.U.L.P.I. L'indignazione del segretario regionale Giuseppe Gentile
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Riceviamo e pubblichiamo

Il 5 febbraio 2018 sono stati avviati i progetti per il servizio civile promossi dall’amministrazione, nella figura del sindaco e di due assessori, con il compito, tra gli altri, di “ … contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani … . “… Il servizio civile volontario GARANTISCE ai giovani una forte valenza educativa e formativa, è una importante e spesso unica occasione di crescita personale, una opportunità di EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA ATTIVA …” , stando alla descrizione che ne fa il nostro comune. In verità questo rimane solo scritto poiché, nei fatti, buona parte dei giovani assunti, scelti secondo selezioni alquanto dubbie, vengono impartite lezioni di gratuita inciviltà, reiterate e inculcate, soprattutto se il senso civico dei volontari li spinge a lamentarsi delle irregolarità di cui sono vittime.

Iniziando pieni di entusiasmo un progetto che gli prospettava l’opportunità di crescita e formazione personale, prevista per iscritto nel dedicato bando, “a partire dopo la seconda settimana dall’avvio del progetto e suddivisa in IV moduli”; i volontari si sono trovati a cozzare con una grossa delusione. Lasciati da soli a non saper cosa fare, a non capire il motivo della propria utilità, quasi tutti con il registro delle presenze mensili sempre nella propria disponibilità sino a dentro le mura di casa, al punto di non capire il motivo e la differenza di presentarsi in servizio o starsene a casa firmando tranquillamente le presenze, senza la concezione di chiedere ferie o permessi in caso di necessità personali; prassi evidentemente inutile, data l’esperienza provata.

In un primo momento i 6 volontari del progetto curato dall’assessore al ramo, furono “smaltiti” tra le scuole elementari e medie, senza alcuna indicazione o mansione, a fare quello che preferivano, salvo restando il loro personale senso morale, così che alcuni di loro, uno alla scuola elementare e uno alla scuola media, si sono adoperati nell’intraprendere un percorso che gli restituisse delle soddisfazioni, riuscendoci e ottenendo risultati mai raggiunti prima, riscontrabili a partire dalla preside fino ai bidelli, passando per insegnanti e alunni.
Gli altri quattro vennero trasferiti al cinema per trovare degli stimoli nello aprirne e chiuderne la porta di accesso, per chi dei quattro si recava realmente a “lavoro” e, per giunta, accumulando “tantissime ore di eccedenza”, tutti e quattro però.

Con la chiusura dell’anno scolastico coincidono le risapute rappresentazioni dei diversi plessi, che, come sempre, vengono svolte al cinema, di conseguenza, l’assessore, sicuramente edotta dei compiti svolti dai volontari e della equa distribuzione delle ore chieste a titolo straordinario al proprio personale, assegna ai soli due volontari, prima collocati nelle scuole e rimasti senza mansioni, il compito di gestire la porta del cinema per i 4 giorni consecutivi più gravosi e colmi di affluenza, dal 7 al 10 giugno, poiché gli altri colleghi volontari avevano riferito di avere degli impegni, senza sentire il dovere di chiedere ferie o permessi e risultando normalmente in forza lavoro pur badando alle proprie faccende personali, risultando effettivamente assenti e come era stato fatto fino ad allora e fino ad almeno il 12 giugno. Di conseguenza gli unici due rimasti a svolgere le proprie funzioni, come dal primo giorno di assunzione, si sono ritrovati ad eseguire il proprio dovere anche fino a 12 ore di servizio consecutivo senza neanche una pausa pranzo e addirittura a subire i rimproveri dell’assessore perché avevano osato lamentarsi.

Vista la situazione i fatti vengono discussi tra volontari e riportati in sede all’organizzazione del servizio civile per poi essere posti all’attenzione dell’assessore, la quale , invece di accettare le critiche e renderle costruttive, insisteva sullo sfruttamento delle irregolarità da usare per colmare le ore e i giorni di assenza non dichiarati e non conosciuti nella quantità se non nella coscienza dei volontari, ovvero, giustificare alla buona i giorni di assenza gratuita con le “tantissime ore di eccedenza (?)” che erano state accumulate, nonostante, rivolgendosi ai volontari affermando che avessero fatto tanti straordinari, questi ultimi, mantenendo integra la loro onestà, lo negassero.

E’ normale e conseguente, in questo modo, che anche altri addetti alla gestione dei volontari, (mansione non pervenuta, o, “mi occupo un po’ di tutto come gli altri”) possano dichiarare che negli anni precedenti, forse perché presi in corsa, lasciati dalla precedente amministrazione, abbiano avuto dei ragazzi che se ne sono andati lasciando ferie non godute; grazie, non c’è bisogno di richiederle perché si sta a casa quando si vuole!
Come è altrettanto normale affermare che ci sono stati altri volontari da appellare come “emeriti anonimi veneziani che sono passati e praticamente non mi ricordu mancu comu su fatti”; certo nessuno vigila e tutto è permesso!

Prima di questa amministrazione, il servizio civile restituiva, già dai suoi esordi con gli obbiettori di coscienza, grande senso di utilità e soddisfazione personale in chi lo svolgeva, oggi, oltre ad assopire la voglia di fare nei giovani, gli insegna a fare le cose alla carlona e li dissuade dal rispetto delle regole e del dovere.
Per tutto ciò dobbiamo ringraziare l’assessore, la quale si permette pure il lusso di telefonare all’unico volontario, che rimasto ligio al proprio dovere ha sempre svolto il suo compito, quello per cui era entrato a far parte di questo progetto, con tono minaccioso e altisonante chiedendo chi potesse testimoniare la sua presenza a lavoro sin dalle 8, senza sapere che il soggetto non si è mai portato a casa il registro delle presenze, ma lasciandolo sempre in sede a disposizione dei controlli, a dimostrazione del fatto che nessuno si è mai preoccupato di vigilare, neanche il responsabile del Settore VI – Comunicazione – Promozione Culturale – Servizi Sociali – Ambiente e curatore dei progetti, prof. Enzo Marazzita, il quale, presiedendo alla presentazione per l’avvio dei progetti, durante il 5 febbraio, quando dichiarava che sarebbe arrivato almeno una volta al mese a controllare che tutto funzionasse; gli assunti non l’hanno più rivisto ! Per logica, generalmente ci si auspica che siano le persone migliori a sentirsi all’altezza di ricoprire incarichi di un certo tipo, come amministrare un paese, a Cittanova invece?

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.
Giuseppe Gentile

Partecipa alla discussione