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Salviamo il mercato del giovedì a Taurianova E....spostatelo da lì!

Salviamo il mercato del giovedì a Taurianova E....spostatelo da lì!
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Prefazione “Chi ha portato la propria pelle al mercato ha più diritto a essere trattato con delicatezza di chi vi ha acquistato un vestito”

Avevo desistito a prendere una posizione in merito alla nuova “cloaca” del giovedì, altrimenti definito per convenzione, mercato settimanale. Ora, non sto ad analizzare quali siano stati i motivi di questo cambiamento né lo scienziato che l’ha “progettato”, in quanto molto probabilmente il suo cervello, da quel che si dice, è già oggetto di studio nei migliori centri di ricerca scientifica mondiale sull’intelligenza artificiale (e soprattutto artificiosa, e sperando non contagiosa). Un esempio mondiale di genialità “ortofrutticola” a “lunga conservazione”.
Non farò l’errore di aggregarmi al coro dei “tuttologi” né sarò un fautore dell’abusivismo o dei moralisti a orologeria perché le regole devono essere rispettate da tutti. Anche se, a mio avviso, con un minimo sacrificio e il concetto di mercato dev’essere inteso come una libera concorrenza ma soprattutto favorire la condizione affinché questa possa essere compiuta da tutti, nessuno escluso. Anche dai piccoli coltivatori che si mettevano negli angoli con una cassetta e sopra poggiata una vasca di fagiolini, qualche testa d’aglio o addirittura del sapone fatto in casa per venderle e guadagnare qualche decina (e non più) di euro. Lo dicono molte direttive europee, ma non sto a citarne i casi in quanto l’amministrazione e il suo staff sono dotati di intelligenza superiore rispetto alla media, anche se geni incompresi, però credo che alla fine con un minimo sforzo potrebbero arrivarci da soli. La lotta all’abusivismo si fa con i grandi e i furbi, troppo facile farlo con i “piccoli” che così facendo, come oggi che è venerdì insieme ad altri taurianovesi che ho incontrato, sono andato al mercato nella vicina Cittanova per comprare i prodotti che di solito trovavo nelle bancarelle il giovedì, da quelle persone della cosiddetta “campagna” le quali ovviamente, dovendo pagare cifre, forse esose (non lo so), e in rapporto ai loro guadagni, non potrebbero permettersi. Nulla togliendo agli altri commercianti che hanno pagato le tasse e che tali meritano il sacrosanto rispetto anche per i sacrifici che fanno, ma ho già precisato in più occasioni che non sarò mai ipocrita né mi adeguo facilmente alle opinioni omologate per convenienza, per tornaconto o peggio per furbizia da lucro.
In questi giorni ho letto dei commenti pacifici che davano un consiglio o meglio, una proposta di rivedere il tutto, poi le solite beghe a squarciagola da condominio della minoranza o dei “detrattori” di giornata. Ma, visto che sono un discreto frequentatore del giovedì da quando mio padre non c’è più, e non avendo avuto la possibilità di farlo l’altra volta, nel luogo “dell’Indipendence day” ovvero, dello stravolgimento come un’invasione aliena. Ho toccato con mano e di colpo mi sono trovato nel “Labirinto di Barnes”, ovvero in quell’esperimento psicologico che stabilisce le capacità spaziali di orientamento, e di solito le cavie sono topi., ma questa volta è toccato a me (e ad altri presenti). A un certo punto mi sono trovato da una montagna di padelle, un cumulo di banane e un set di mutande per donna.
Ora, come dicevo, tutto il sacrosanto rispetto per “il genio (della lampada a carbone)”, ossia, la mente eccelsa che ha avuta questa idea di mercato, dove spero che a breve l’Amministrazione per tali meriti gli conferirà la doppia cittadinanza onoraria, le chiavi della città e una sedia per poi posizionarlo a fianco della Mietitrice di Monteleone. Ma, e dico ma, una “rivalutazione” di tutto quanto, non sarebbe opportuna e cosa buona, ma soprattutto giusta farla? E dico ma, e soprattutto ma, una rivisitazione degli atteggiamenti fiscali nei riguardi delle piccole realtà commerciali come la vecchietta che vende l’aglio o la signora con la figlia che arrivava in macchina per vendere qualche cassetta di melanzane o quello con l’ape (molto cara al sindaco già dalla campagna elettorale), che vendeva i pomodori buoni, non si potrebbe fare? Perché andare a Cittanova il venerdì ad acquistare la roba? E utilizzo un altro ma, abbiamo due vie la “Trento e Trieste” e la “Campanella”, bellissime, straordinarie, con diverse vie di fuga, centrali che potrebbero riqualificare un contesto urbano e portare indotto, c’è un’ampia possibilità di parcheggiare, perché non fare una valutazione in merito allo spostamento del sito mercatale? Sempre con il dovuto rispetto sacrosanto al quale si deve ai geni che hanno molte volte delle idee che non poveri umani difficilmente comprendiamo, d’altronde il Bosone di Higgs è stato scoperto da qualche anno, questo genio invece ha già bruciato tutte le tappe della scienza (comprensibile e soprattutto incomprensibile), ma al di là di questo, io una (ri)valutazione del mercato la (ri)farei.

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