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I bambini sono fiori del paradiso e siano maledetti chi li calpesta Papa Francesco appende al collo la "macina da mulino"

I bambini sono fiori del paradiso e siano maledetti chi li calpesta Papa Francesco appende al collo la "macina da mulino"
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Prefazione “Il fascino dei bambini sta nel fatto che con ognuno di loro tutte le cose vengono rifatte, e l’universo rimesso alla prova. Quando camminiamo per strada e sotto di noi vediamo le deliziose teste bulbosa di questi funghi umani, il triplo delle dimensioni che dovrebbero avere in proporzione al loro corpo, dovremmo sempre ricordarci innanzitutto che ognuna di quelle sfere contiene un universo nuovo fiammante, nuovo quanto era nuovo il mondo il settimo giorno della creazione. In ognuna c’è un nuovo sistema di stelle, nuova erba, nuove città, un nuovo mare”.(GK Chesterton)

Questa rubrica, da sempre, è stata in prima linea contro gli abusi sessuali ai minori. Lo ha fatto con la consapevolezza che prima o poi avrebbe avuto anche gravi ripercussioni, specie da una parte di Clero che forse, toccato per acclarata verità avrebbe fatto di tutto per impedire il divulgare di una parola, di uno scritto contro questa maledetta piaga. E come volevasi dimostrare qualche querela era arrivata, ma il bene dei fanciulli innocenti non impedirà mai un silenzio che tapperà la bocca di chi non smetterà mai di essere a difesa della beltà e della loro ingenuità violentata da bestie. Comprese quelle in tonaca. Oggi ne parla con continuità Papa Francesco e prima, sancendo l’inizio di una “ripulita”, lo aveva fatto Papa Benedetto XVI con numerosi indagini e spretamenti.
La pedofilia nella chiesa, purtroppo ha segnato una pagina buia in quello che doveva essere un luogo di misericordia e protezione nelle preghiere a quel Cristo che aveva lanciato un pesante monito contro chi avesse toccato i bambini: “che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”.
È di questi giorni la lettera di Papa Francesco, indirizzata a tutti i cattolici per condannare gli abusi sessuali commessi su minori da parte di “chierici e persone consacrate”. La “Lettera del Santo Padre Francesco al Popolo di Dio”, è una vera e propria presa di posizione contro gli abusi su minori, che si badi bene non è solo la piaga della pedofilia perché i minori sono anche quelli che non hanno compito i 18 anni e che sono anch’esse vittime di abusi sessuali sotto forma di prostituzione minorile. Così come è accaduto nella diocesi di Oppido-Palmi con il parroco di Messignadi che spacciandosi con diverse identità adescava minori per fare sesso in cambio di denaro, e dove in quelle carte giudiziarie era risultato che il vescovo era a conoscenza, ma consigliava di non parlare con i carabinieri. È successo nel vibonese, dove il parroco di Zungri, Larosa, aveva anch’esso praticato la prostituzione minorile, anch’esso arrestato come il Tropea, ma che a differenza del vescovo di Oppido-Palmi, quello di Mileto lo aveva sospeso immediatamente a divinis.
“Con vergogna e pentimento, come comunità ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite. Abbiamo trascurato e abbandonato i piccoli”, scrive Papa Francesco, e ancora,”la pedofilia è un crimine che genera profonde ferite di dolore e di impotenza, anzitutto nelle vittime, ma anche nei loro familiari e nell’intera comunità”. E riportando per intero altre frasi della lettera affinchè si riesca finalmente a sensibilizzare questa piaga per spingere a chi sa di denunciare, «Guardando al passato, non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato. Guardando al futuro, non sarà mai poco tutto ciò che si fa per dar vita a una cultura capace di evitare che tali situazioni non solo non si ripetano, ma non trovino spazio per essere coperte e perpetuarsi. Il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il nostro dolore, perciò urge ribadire ancora una volta il nostro impegno per garantire la protezione dei minori e degli adulti in situazione di vulnerabilità». Sono parole importanti piene di “protezione” e di amore verso chi è stato vittima di abusi. Non si può passare inosservati né la chiesa deve fare ciò ch questo accade perché la memoria di quanto è accaduto nel passato sia d’esempio a quanto (forse) accadrà nel futuro per dare una spinta propulsiva di coraggio a denunciare affinché questa piaga venga debellata definitivamente. Perché “Il dolore di queste vittime è un lamento che sale al cielo, che tocca l’anima e che per molto tempo è stato ignorato, nascosto o messo a tacere. Ma il suo grido è stato più forte di tutte le misure che hanno cercato di farlo tacere o, anche, hanno preteso di risolverlo con decisioni che ne hanno accresciuto la gravità cadendo nella complicità”. Non molliamo!

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