A proposito di Etica e…Memoria | ApprodoNews
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A proposito di Etica e…Memoria Elucubrazioni di fine estate…

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Prefazione “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me” (Immanuel Kant)

Mentre il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri dal pulpito della festa del Fatto Quotidiano “emette la sua sentenza” che ci sarà «aumento dei Comuni sciolti per mafia», perché c’è una “politica troppo debole rispetto ad una mafia più forte che negli ultimi anni è cambiata”. E visto che Taurianova è stata sciolta per ben tre volte, si spera che non sia come lo stesso Gratteri dice che “Spesso la gestione commissariale fa rimpiangere l’amministrazione sciolta per mafia (…), non si
Non si non poteva iniziare con una frase che oramai è divenuta leggenda. Quella che lo stesso Kant volle come epitaffio nella sua lapide.
E respirando profondamente (dopo qualche giorno di riposo), vorrei dire che, questa rubrica (che non è un marchettificio), come sempre, fin dalla sua nascita, continuerà a dire quello che pensa senza mai guardare in faccia a nessuno, ponendo in evidenza (nel suo piccolo), il concetto di “etica” associato alla “memoria”, perché se la “pratica rompe la grammatica”, l’etica è come la teoria di Galilei, che senza la pratica, in questo caso la “memoria”, “è monca”. Condizione che, dovrebbe essere adottata da tutti quanti compresi, seppur paradossalmente, gli aspiranti “lacchè in ceralacca”.
L’etica adottata questa umile rubrica (seguita, e lo dico con orgoglio e non con presunzione, da qualche migliaio di lettori), fin dalla sua nascita, ha posto in essere tre cose: la lotta alla mafia, contro il femminicidio e contro la pedofilia (prendendosi anche qualche querela per le proprie idee a difesa dei minori coinvolti, da quei poteri forti). Oltre a tante noie, tra querele, minacce di querele e problematiche varie. E prim’ancora della nascita di questa Lanterna, in un straordinario giornale che ora non c’è più, si chiamava Calabria Ora, chi cura questa rubrica, ha sempre scritto sia di “’ndranghetisti” o presunti tali, come anche di “persone perbene”, i primi venivano condannati senza pietà né misericordia, mentre le seconde venivano criticate in quanto soggetti istituzionali e quindi personaggi pubblici. La coscienza (pulita) di questa rubrica, così come quella di chi la cura, ha avuto sempre le tapparelle alzate e la lingua “scabra”. Chi ha fatto ingegneria, sa che tale termine significa che la superficie è piena di attrito, ovvero ruvida, non liscia: in quanto non ha mai leccato! Con centinaia di pezzi di assoluto riscontro. A Taurianova, non è mai stato risparmiato nessuno, specie da quando è finito il mandato (1993-1997) di sindaco del senatore Emilio Argiroffi (unica e vera rivoluzione cittadina mai vista nella storia di questa città), fino ai giorni nostri.
Il “Divo” Andreotti disse, “Io distinguerei le persone morali dai moralisti, perché molti di coloro che parlano di etica, a forza di discuterne non hanno poi il tempo di praticarla”, ecco perché ho scritto che la memoria è sacra e rappresenta quella “pratica” per rafforzare l’etica. Tale condizione, e questa rubrica ne è la prova, ti fa capire i pulpiti dell’etica, se sono indegni o meno, e meritevoli di quella reale filosofia della morale. Ricordo una consiliatura, l’ultima di quattro anni, con sindaco Biasi dal 1993 al 1997, subito dopo Argiroffi, in cui un signore di nome Papalia, eletto in un altro schieramento, resse quella maggioranza per un solo numero e dove l’ex deputato Angela Napoli, anch’essa consigliere comunale, fresca di nomina parlamentare (era il 1994), non disse per una “questione morale” e quindi di etica, “torniamo a votare”, no! Si facevano i consigli comunali i quei giorni in cui la stessa scendeva da Roma quando i lavori parlamentari erano conclusi, e “facevano scendere” questo signor Papalia dal Nord per avere il numero legale. Tutto questo fino al 2001. Così come quando nel 2003 furono defenestrati tre assessori comunali (il vicesindaco Ielo, e gli assessori Rocco Sposato e Maria Teresa Perri), nel silenzio totale di chi oggi siede e predica l’etica in pubblica piazza, ma che dopo quasi un anno, non si sa perché all’arresto del capo ufficio tecnico dell’epoca, si solleva una non meglio precisata “questione morale” e fa dimettere i due assessori di quel partito che reggeva il secondo mandato Biasi. Come un abbandonare la nave che affonda, ma che non successe in quanto quella nave vinse pure un terzo mandato illegale. E potrei fare mille esempi in questa città, che risalgono anche ai tempi del predominio della famiglia Macrì. A tal proposito, sintetizzo tutto con una massima di Sofocle, “Ciò di cui ha bisogno l’uomo è la memoria dell’asino che mai scorda dove mangia”.
Arrivando ai giorni nostri, sempre per questioni di etica, oggi c’è un sindaco dalla faccia pulita, una persona perbene (che nessuno ha mai messo in dubbio), che ha l’ambizione di “rivoluzionare questa città”, così lui dice, così altri vicino a lui dicono. Bene. L’uomo della rivoluzione o meglio, del “Taurianova Cambia”, oggi è retto da una maggioranza “artificiale”, e non da quella uscita vittoriosa dalle urne (perché tre consiglieri hanno varcato la soglia dell’opposizione). È stato “salvato” per ben quattro volte dal voto prodigioso del consigliere Rocco Sposato (candidato in un’altra coalizione e determinante per la vittoria finale), altrimenti “cadeva”. Mentre ora, ha quel numero in più con Antonino Caridi, eletto in un’altra coalizione. Mentre si accusano gli altri di essere “mestieranti della politica”, si nota che tale “mestiere” si impara facilmente (e anche senza alcun titolo accademico). Perché quando è venuta a mancare la maggioranza, per una questione di “Etica (e stavolta la scrivo in maiuscolo)”, non si è preso coscientemente atto, ritornando alle urne? È un “deja vu”? “Sì, certamente” avrebbe detto il grande Massimo Troisi.
Fermo restando che: le storie personali restano sacre, così come i nostri passati tra uffici dello Stato, contributi legiferativi tra associazioni importanti e altri “servigi”. Così com’è sacra la vita personale di tutti, e per nulla al mondo sarà mai lesa né denigrata, ma il diritto sancito dall’art. 21 della Costituzione dev’essere sacro, e il Minculpop nel terzo millennio non esiste né avrebbe ragione di esistere.
Nel suo Vangelo, Luca (e così ritorna il mio passato da chierichetto) scrisse, “Perchè guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”
A buon intenditor….

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