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I “Ciuffi” del cimitero di Radicena Un (in)decoro urbano "di culto"

I “Ciuffi” del cimitero di Radicena Un (in)decoro urbano "di culto"
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Gli abbellimenti vegetali nei luoghi urbani hanno sempre un loro fascino, perché il verde è natura, è una condizione che trasmette un senso di libertà e di benessere. Molti architetti e urbanisti, pongono in essere nelle loro idee progettuali, il concetto dei “giardini urbani”, mentre gli “orti urbani”, oramai in netta decadenza, ma così tanto bramati, non ci sono più. Il tempo instabile ha rovinato persino i pomodori e ora è arrivato il periodo dei broccoli. Ma il verde, oltre la speranza, nasconde in sé qualcosa di più naturale. Ed è proprio in quella speranza che noi ci appelliamo, senza polemica alcuna, ma solo una segnalazione, anzi siamo come dei “portavoce con penna” o meglio se dobbiamo dirla tutta, degli ambasciatori portatori sani di “pena”.

Alcuni cittadini (spesso frequentatori), tra cui un tal Giuseppe Larosa, un pachiderma inutile servo di vigne dismesse, si lamenta del fatto che davanti al Cimitero di Radicena e nella zona perimetrale di tutto il Convento dei Cappuccini nonché nei marciapiedi circostanti e nel piazzale del cimitero stesso, ci sono dei “ciuffi a mo’ di foresta amazzonica e che da tempo non vengono estirpati. Siccome, considerando che il cimitero all’interno, è pulitissimo perché tenuto sempre (e dignitosamente) in ordine da parte degli operai/custodi, ci siamo permessi di segnalare questa “anomala” discrepanza per dare un tocco completo alla pulizia che stona con il contesto globale.

Oltre a questo, e non ce ne vorrà il signor sindaco del Comune di Taurianova, persona altamente preparata e intelligente nonché di ampi orizzonti visivi e di infiniti sommersi della sapienza, se cortesemente si potrebbe anche tappare una buca stradale, proprio davanti al luogo di pace perché particolarmente pericolosa sia per le automobili che per i pedoni che magari, sbadatamente, come il pachiderma Larosa di cui sopra, possono prendere la classica “storta” e rischiare di cadere per terra (come il pachiderma che già l’ha presa, ma non è caduto), per poi passare direttamente al reparto di ortopedia del più vicino nosocomio.

 

E infine, ma non per ordine di importanza, siccome durante il grande evento di asfaltatura delle strade, tra fuochi pirotecnici e brindisi con champagne nei bicchieri di carta, ho letto tra i commenti di molti cittadini alcune lamentele, ma consci del fatto che non tutti possono essere accontentati, e su certi aspetti, mi sembra anche “normale”, amministrativamente parlando, perché i fondi a disposizione sono quelli che sono e il mestiere difficile dell’amministratore comporta il rischio di impopolarità con annessi “uova e pomodori”. C’è una signora di Amato (il nome è facilmente reperibile tra i commenti della pagina social del Comune di Taurianova), che ha un problema serio con un figlio disabile in quanto la strada antistante la sua abitazione è in condizioni disagiate e pessime. Ciò comporta la difficile gestione del ragazzo che oltretutto sta in carrozzina. Ci siamo pure informati del caso e sembra che la strada sia privata, ma credo che quando si tratta di abbattimento delle barriere architettoniche e di sviluppo delle politiche sociali (e ci dovrebbe essere qualche assessore da quelle parti con tale delega, non lo so, trovatelo voi), bisogna guardare con occhi ben tolleranti. E confidando nella bontà dei vostri cuori misericordiosi in quanto appartenenti a quel cattolicesimo praticante, non sarebbe difficile risolvere il problema ed è per questo che ci affidiamo nelle vostre mani piene di bontà.

(gl)

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