Mimmo Lucano, da “Fortune” a “Xenia” | ApprodoNews
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Mimmo Lucano, da “Fortune” a “Xenia” Fallito il “Modello Riace”?

Mimmo Lucano, da “Fortune” a “Xenia” Fallito il “Modello Riace”?
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Prefazione Sono fiero di essere italiano, di vivere in un paese come l’Italia e di rispettare la legge e i poteri dello Stato compresa la magistratura, nonché di essere un garantista per i diritti che la Carta Costiuzionale concede a tutti cittadini.

Mimmo Lucano, il sindaco dell’accoglienza di Riace e del suo “Modello”, dalla classifica di “Fortune” dei 50 uomini più influenti del mondo perché “ha realizzato un modello di ospitalità studiato in tutta Europa”, agli arresti domiciliari per un’operazione della Guardia di Finanza denominata “Xenia”, ovvero quella parola che in greco vuole dire “ospitalità”, diretta dalla Procura della Repubblica di Locri. Le accuse sono quelle di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed il fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”, al suo arresto si aggiunge anche il divieto di dimora della sua compagna.
Ovviamente non entrerò nel merito delle accuse, perché già ci stanno pensando gli “ultras” a favore di Lucano e chi l’ha già condannato prima che si faccia un processo, tipica condizione dell’italiano medio che ama vedere il sangue scorrere, ruggire come un coniglio in una tastiera del pc e sostituirsi alla magistratura, emettendo sentenze sommarie in un’Italia sempre più alla deriva non solo democratica ma anche culturale. D’altronde si è figli del tempo che scorre… mala tempora currunt.
Ovunque in ogni luogo c’è una levata di scudi per il sindaco dell’accoglienza, quel Lucano elogiato persino da Wim Wenders e che prendendolo d’esempio voleva fare un cortometraggio, quel Lucano che oggi nelle intercettazione si evince che perpetra una sua “disobbedienza civile”, lui stesso si definisce “un fuorilegge” per aiutare gli immigrati, falsificando atti e celebrando “matrimoni di convenienza tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano”. Si parla di “espedienti criminosi” e che favorisce delle ditte per un appalto dei rifiuti. Ovviamente la magistratura parla di “uso spregiudicato”, e ovviamente Mimmo Lucano con i suoi avvocati si dovrà difendere per dimostrare la sua innocenza, come ogni cittadino coinvolto in procedimenti giudiziari.
Su Mimmo Lucano se ne stanno dicendo di tutti i colori, tra “ultrà” e moralisti a orologeria. Io resto sulle mie posizioni ovvero che il sindaco di Riace si dovrà difendere dalle accuse con le garanzie che la Costituzione consente a tutti. Ma leggere affermazioni totalitariste di uomini del governo come un ministro degli interni, che con sprezzante ironia fa dei tweet contro “Saviano e i buonisti e su cosa diranno”, ora che Lucano, quello che per lui valeva “meno di zero”, è stato arrestato. E che lui terrà i “porti chiusi”, quando invece credo occorrerebbe avere un rispettoso silenzio, specie quando c’è in ballo un uomo in una vicenda giudiziaria, avendo pure un incarico governativo importante. È tutto ciò, “un’anomalia democratica”? E non di meno sono le parole della leader di FdI Meloni che parla di “arance da portare a Lucano”. Ecco, tutto ciò fa molto riflettere sulla condizione culturale e politica italiana. A titolo di cronaca e per onor di verità, le indagini e i “guai” su Lucano con i dubbi sul suo operato iniziano nel 2016 e non c’era Conte al governo, ma Marco Minniti ministro dell’interno nel governo Gentiloni targato PD, quindi, non parliamo di politicizzazione degli eventi.
E perdonate la mia irriverenza ripetitiva, ma leggendo una miriade di elucubrazioni che a mio avviso sono anche insensate e senza un metodo logico, il processo a Mimmo Lucano dev’essere ancora celebrato (se mai ci sarà), non è stato condannato, non dobbiamo farlo prima noi. Mimmo Lucano come altri nella sua stessa condizione, sono innocenti fino a condanna definitiva. Leggerezze ne ha fatto, ma sono del parere che non è che con la “disobbedienza civile” che si risolve il problema dell’immigrazione né si fa ignorando la legislazione vigente in materia, la battaglia dev’essere innanzitutto per la legalità con delle azioni propositive per far cambiare questo sistema intricato di leggi che nulla di buono fino ad oggi ha portato. Ma chi ricopre un incarico istituzionale qual è un sindaco, le leggi li deve rispettare altrimenti crea incertezze e sfiducia nei cittadini. Una cosa però è certa, Mimmo Lucano non ha violato alcuna legge per un “tornaconto personale”, ma ha creato con la sua “disobbedienza civile” un assist nei confronti di chi sistematicamente cavalca l’onda xenofoba e di insofferenza verso il migrante in questo paese per trarre vantaggio elettorale e purtroppo sarà un’onda ancora lunga per poterla cavalcare.

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