Il rituale di Halloween. Festa controversa? | ApprodoNews
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Il rituale di Halloween. Festa controversa? Don Leonardo Manuli ci porta alla scoperta di questa festa tanto amata dai bambini

Il rituale di Halloween. Festa controversa? Don Leonardo Manuli ci porta alla scoperta di questa festa tanto amata dai bambini
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Una importante premessa fa da sfondo alla seguente riflessione, intorno alla festa di Halloween si è pubblicato tanto e si discute solo all’approssimarsi della fine del mese di ottobre. Non si nasconde la confusione che sovrasta tale evento. Qui si intende solo offrire in maniera oggettiva e ponderata una prospettiva, scavando sul senso di questo rituale e interrogandosi sul successo che esso incamera. È chiaro che questo appuntamento annuale non è stato verificato criticamente e nemmeno può essere respinto a priori se innanzitutto non si pongono domande sulle sue origini, gli sviluppi e gli incroci con la cultura occidentale e con il cristianesimo. Questa festa è divenuta popolare e cade in coincidenza con quella cattolica di Tutti i Santi. Il rituale del dibattito a volte prevede il dilagare di discutibili polemiche e obiezioni. Su un punto non ci sono equivoci, la festa di Halloween ha perso il significato originario per cui è nata. L’incontro con culture e tradizioni l’ha trasformata in un divertimento a vantaggio degli operatori commerciali. Come accade con altri fenomeni, quando si semplifica una realtà si scade nella superficialità. Halloween storpia il termine inglese “All Hallows’ Eve”, la vigilia di Ognissanti. È una festa la cui ricorrenza comincia con i popoli celtici, antico popolo del nord Europa, collegandosi ai miti celtici di rigenerazione del mondo. Alla vigilia del primo novembre, questi popoli ripetevano l’antico cerimoniale del dio della morte, Samhain, e il primo novembre Samhain rappresentava il capodanno dei celtici, la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. La sensibilità dei celtici verso i defunti, immaginava che in questo giorno i morti potessero ritornare vivi sulla terra per stare con i propri familiari e celebrare il capodanno. Culture, tradizioni e il cristianesimo, finirono per unire e salvare la festa che la chiesa aveva adottata riconducendola al messaggio salvifico di Cristo, e divenne la festa di Tutti i santi. Il fenomeno Halloween si è trasformato quando la profonda devozione dei santi, di milioni di emigrati irlandesi giunti in America, si è scontrata con la cultura dominante di stampo secolare e puritana. Scartando il senso cattolico, si è trattenuto l’aspetto lugubre dell’aldilà, i fantasmi, i morti che si levano dalle tombe, anime perdute che tormentano quelli in vita che hanno arrecato loro danno che si esorcizza con maschere e scherzi. Nell’ultimo decennio questa cerimonia ha investito l’Europa e l’Italia, una festa che non è solo opportunità di business. Dovrebbe interrogare perché questo evento incassa una grande partecipazione, un momento qualificante della comunità, appuntamento che affascina una massa di ragazzi e di giovani che si immergono in un intreccio di sacro e di profano. Questo rituale che si ripete ogni anno, a parere di diversi esperti, è una ricorrenza estranea alla nostra cultura. Da parte della tradizione cattolica, si muovono aspre critiche verso questa manifestazione, accusando di pericolosità i riti di Halloween, sotto il quale si nasconde magismo, occultismo, satanismo. In sostanza, si tratta di una parodia del sacro secondo il pensiero religioso. Dall’altro lato dovrebbe domandarci perché questo evento crea un’atmosfera di simpatia, ammettendo da un lato che alcune espressioni delle maschere e dei vestiti non evocano certamente il bello, come altri gesti intendono ridicolizzare aspetti primari del sentimento religioso e della vita, ad esempio il dramma della morte. È un rito che ha un notevole coinvolgimento e apparentemente può lasciar intendere una giornata di evasione, di allegria carnevalesca. Si ritiene invece che ci sono aspetti che non vanno sottovalutati. Perché questi danno più forza rispetto ad altri rituali e ricorrenze religiose? Perché queste feste hanno una dinamica di liberatività in confronto a quelli promossi da alcuni agenti sociali come quelli religiosi? Un rito o una tradizione che entrano in una cultura possono muovere alla riflessione sulla propria identità e autenticità e rompono schemi ripetitivi che non parlano più al contesto di questa modernità.

 

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