Si ride (e si prega) per un neonato intubato in una termoculla malfunzionante | ApprodoNews
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Si ride (e si prega) per un neonato intubato in una termoculla malfunzionante Gli orrori di una terra maledetta

Si ride (e si prega) per un neonato intubato in una termoculla malfunzionante Gli orrori di una terra maledetta
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Prefazione “Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!” (Peppino Impastato)

Quel pentolone vergognoso colmo di “mafiosità” scoperchiato, con i 24 arresti di Lamezia Terme, a seguito dell’indagine diretta dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dall’aggiunto Vincenzo Capomolla, denominata “Quinta bolgia”, descritta nell’ottavo cerchio dell’inferno dantesco in cui risiedono i “Barattieri”, ovvero quelli colpevoli di aver usato le loro cariche pubbliche per arricchirsi. Ci induce a fare delle serie riflessioni dalle quali si può benissimo comprendere come la Calabria sia un luogo dimenticato da Dio e dalla Legge. Ma non da chi ci accompagna fino alla sepoltura.
Da ciò si legge nelle carte giudiziarie, c’è uno scenario desolante e inquietante, intriso di paura e terrore. Una appropriazione indebita della struttura sanitaria da parte delle consorterie criminali. Un’enorme “Montagna di merda” che non si faceva scrupoli per niente e nessuno così come del dolore. Quel dolore che per quella “montagna di merda”, era solo business, affari criminali ottenuti con la violenza della strategia del terrore. Con un’impresa funebre che paradossalmente si chiama “La Pietà”, ma che non faceva onore al proprio nome anzi, era tutto il contrario, nemmeno davanti a una famiglia affranta dal dolore per il suicidio del figlio, i quali si erano rivolti a un’altra impresa funebre per le esequie, ma che questi mafiosi perché di mafiosi si tratta, creavano problemi, con violenza e arroganza, tanto da sbarrare l’ingresso per non far entrare quell’impresa di pompe funebri esterna ai loro loschi affari. Il valore dell’essere umano è soltanto un pezzo di carne fredda senz’anima da accaparrarselo lucrando senza compassione né pietà.
Non manca nulla in questo verminaio di azioni, nemmeno il politico che “favorisce” la cosca per avere degli appalti. Un ex parlamentare della Repubblica e diverse volte componente del governo come Pino Galati. Altri della politica locale come Luigi Muraca, consigliere comunale coinvolto nello scioglimento per mafia del comune quando a guidarlo era l’avvocato Paolo Mascaro. Uno scenario terribile, ciò che emerge dalle carte giudiziarie.
I “cassamortai” sono possessori delle chiavi dei reparti ospedalieri, così come anche dei registri conservati nei computer, presumibilmente per controllare la situazione clinica dei malati e di conseguenza possibili “clienti”. Non è un romanzo dell’orrore di Allan Poe né un film diretto da Kubrik, ma la pura realtà. È “l’inquietante quadro di  un’occupazione ‘militare’ dell’ospedale di Lamezia Terme da parte degli esponenti della criminalità organizzata”, come asserisce il procuratore aggiunto Capomolla.
La  sadica sfrontatezza non si ferma nemmeno davanti a un “codice rosso” con un paziente in gravissime condizioni fatto cadere dalla barella, trasportato con ambulanze fatiscenti malfunzionanti. C’è anche un episodio che raggela il sangue, quando a farne le spese di questa squallida situazione quando a farne le spese è un neonato. Una “termoculla” malfunzionante (e in molti casi mancava pure l’ossigeno), dove si ascolta una conversazione telefonica in cui veniva chiesto “se il bambino fosse intubato”, e dall’altra parte un interlocutore che ride, affermando, “Questa volta preparati che casomai mi sa che arrestano pure a noi, a te no, ma a me sicuro. Tranquillo. Abbiamo cambiato la batteria. Fa schifo quella termoculla con i fili squagliati. Che Dio ce la mandi buona anche stasera”.  Uno che ride e l’altro che “prega con il rosario”.
Non so se esiste quel Dio che tutti asseriscono dove sempre “sia fatta la sua volontà” né so se quel Dio osserva quell’angolo di terra fatta di mafia, sangue e di disperazione. Però mi piacerebbe sapere cosa pensa quel Dio di tutto quello che è accaduto, ma soprattutto di ciò che ancora accadrà.

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