La “nave Concordia” di Fabio Scionti | ApprodoNews
Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

La “nave Concordia” di Fabio Scionti “Salga a bordo,…bip…!”, o preferisce stare a terra?

La “nave Concordia” di Fabio Scionti “Salga a bordo,…bip…!”, o preferisce stare a terra?
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Prefazione “Ciao, ciao, bambina. Un bacio ancora. E poi per sempre. Ti perderò. Come una fiaba. L’amore passa. C’era una volta, poi non c’è più…”

Sedetevi e state comodi, è lunga, forse ne varrà la pena.
C’è qualcosa nell’aria, ma non si riesce a percepire l’odore nell’orizzonte offuscato da nuvole ove non vi è allertamento di pioggia, ma si odono tuoni in lontananza, che sempre più minacciosi si avvicinano. Non è la prefazione di un thriller-horror. È il clima che si respira oggi a Taurianova, nel labirinto di quella (e quale?) maggioranza del (già) Gastone Paperone Fabio Scionti. Il sindaco nato dal motto “Taurianova Cambia” (??????)… “della cumbia di chi cambia”.
In mezzo c’è sempre lui, raccolto in un “arruzzolo” di selfie, Nino il Moro, che continua il suo tour quotidiano come un divo (dalle sopracciglia ad ali di gabbiano), con il sussulto di un “tiritupputi e lariulà”, tiene banco tra tetti, “cunette e canali di scolo”. Un “numero 9” sempre impresso nelle sue “sporgenze”, “fedele nei secoli”. Il clima è arido, il terreno sta franando, ma Nino il Moro porta con sé la poltrona attaccata saldamente al proprio culo e guai chi gliela stacca (è la sua “prima volta” e al gusto non c’è prezzo), nemmeno un terremoto di intenso magnitudo ci riuscirebbe. E mentre lui a breve parteciperà come “tronista” in un programma televisivo, altri fibrillano, scalpitano, bramano una perduta visibilità. Altri temono per quella poltrona che rischia seriamente di scivolare via come una saponetta e mai più ritornerà. Addio cieli azzurri. “Questa è la cumbia. La cumbia di chi cambia”. La maggioranza in tre anni si è visibilmente sgretolata, nemmeno il “buscopan” fa più effetto per i mal di pancia, altri in passato avevano usato il “proctolyn”. Eppure tutto sembrava scorrere per il meglio, i protagonisti al completo. Per la prima volta nella storia politica di Taurianova, avevamo “petti gonfi”, “Marchesi del Grillo”, “cipressi piangenti” e “santi protettori”. Ma cosa sarà mai successo? “Chi? Ciro? Ma dove…Oddio…”.
Tant’è che gli appuntamenti istituzionali ultimamente non hanno la maggioranza al completo, favorendo la “Fondazione degli avventori per la seconda seduta dell’ordine degli sciontiani scalzi”.
Finanche la minoranza si è svegliata, oltre ai “finocchi di timpa” e alla “depilazione delle siepi”, e a chi risponde che non ha tempo per occuparsi delle questioni comunali? Dimettetivi!
Tina e Stanislao (Morabito e Lazzaro), sferrano dei “colpi bassi” che meritano un serio approfondimento perché svelano indirettamente anche dei retroscena.
Confesso che, seguendo l’attività amministrativa in questi tre anni, ci sono rimasto male, come una delusione, un tradimento, quello del mio voto e delle mie speranze. Sapevo del rientro in Regione del Sindaco già da luglio, precisamente il due luglio (registro decreti n. 7178 del 04/07/2018), e sapevo pure della nomina a “componente della Segreteria Tecnica – Ufficio Programmi Nazionali (nota n. 23830 del 9.7.18 e registro decreti n. 7577 del 13.07.2018), ma non l’ho mai scritto per non “avvelenare i pozzi” e creare strumentalizzazioni, visto che lo stesso in molte occasioni si vantava di essersi messo completamente al servizio della città. Non volevo crederci.  E pur vero che la Regione non aspettava che lui, non poteva fare a meno visto che nemmeno il tempo di rientrare viene subito investito di una delega importante. Orgogliosi del nostro sindaco, hip hip urrà! Ma ahimè, lo fa nel momento più buio, con un dissesto finanziario che ci colloca sull’orlo di un precipizio, dove si richiede la presenza a tempo pieno di un sindaco. Un “precipizio” che causerà molti disguidi economici ai cittadini, alcune sono state già deliberate, come l’aumento degli “oneri di urbanizzazione (delibera n. 44 del 16.10.2018)”, tanto per dire una. Nei fatti si paga più di Milano, Roma e Palermo per citarne alcune, creando un consistente incremento economico a chi vorrebbe costruirsi una casa, conseguentemente penalizzando un mercato, professionisti compresi. Chi costruirà e quindi si farà progettare una casa con un “costo di costruzione” di 601,05 (da 175,38)? Per non parlare degli aumenti consistenti dei “diritti di segreteria”, ma saranno argomenti che tratterò in un’altra occasione, quando parlerò di quella direttiva del Ministero dell’Interno (n. 0094028 del 05/09/2018) e dei tempi bui che questo dissesto (che poteva essere evitato), causerà. Oltre ad alcune testimonianze di cittadini che non hanno a malapena i soldi per mangiare, non riescono a comprare la merendina ai loro figli, mentre altri usufruiscono di una “porcata morale” come un “reddito di cittadinanza”. La rabbia sale e l’indignazione ha bisogno di un plasil.
In tutto ciò, non sarò io a fare le veci del comandante De Falco con il “Salga a bordo,…bip…!”, visto il paragone con Schettino fatto dal “duo”. Questo compito spetta alla Maggioranza. Ma c’è un passaggio interessante del duo delle meraviglie, quando, senza fare il nome (come sempre spesso si usa): “(…) dopo avere contribuito a fare piazza pulita di parte del suo iniziale gruppo consiliare”. Il riferimento ovviamente è a Pino Falleti (ex Obama). La Morabito era stata eletta nel PD, poi lasciò la maggioranza (insieme a Lazzaro), in piena polemica. Ora a distanza di tre anni fa una “confessione”, seppur indiretta, citando il “colpevole” dello sgretolamento di quel gruppo consiliare. Proprio mentre in questi giorni si parla pure di ipotetiche dimissioni da consigliere (ma io non ci credo), del “dandy” Dario Romeo, e si dice per motivi personali. A lui spetterebbe lo scettro di capogruppo. Poi si dice (ma io non ci credo), che il vicesindaco (sempre del PD, ma nei fatti del Sindaco), è sparita, assente da tempo, non si vede più in Comune. Mercoledì a “Chi l’ha visto?”, ci sarà un servizio. Certo la “mancanza” si sente, a voglia come si sente. È la prima dei non eletti e non dimettendosi dalla Giunta prima delle eventuali dimissioni di Romeo, subentrerebbe Daniele Prestileo (un altro ribelle Dem), ma con il dente avvelenato e non farebbe parte della maggioranza (ma io non ci credo e aggiungo, ho i miei dubbi). Ma se dovesse accadere il contrario, ovvero la Patrizio esce dalla Giunta prima che si dimette Romeo, dal “c’è ma non si vede” diverrebbe un ago della bilancia e farebbe coppia d’assi con il “Divo Moro”. Ma sono solo ipotesi fantasiose (forse). Poi c’è stato il fatto del “numero” Sposato ex “Santo Roccu” che in un consiglio comunale abbandonò l’aula (prima di una famosa riunione dei capigruppo era tranquillo), facendo sospendere un civico consesso per mancanza del numero legale, il quale dichiarò che lo fece perché qualcuno gli disse (e il riferimento è al sempreverde Falleti), “che faceva in tempo a cambiare idea”, riferendosi al suo contributo di “caval donato” in due anni per “salvarli” dalla caduta anticipata (esente ticket). Ergo. Ora, stento a immaginare che Pino Falleti, dal democratico Obama, addirittura si sia trasformato in un incrocio (pericoloso) tra il re degli Unni, Attila, “Dove passa non cresce più l’erba”, il “flagellum Dei”, e il “Barone Danglars”. Io non ci credo, anche se i ragionevoli dubbi sanciscono l’esistenza cartesiana, e mettiamoci pure Sant’Agostino, ma io non ci credo. “Questa è la cumbia. La cumbia di chi cambia”…
Ma al di là di ogni considerazione e ragionevole dubbio, oggi alla luce dei fatti, Fabio Scionti, dovrebbe chiedere al noto “attore melodrammatico (più melo che drammatico)”, Fausto Siclari di convocare un consiglio comunale, rassegnare le dimissioni e aprire ufficialmente una crisi. Avrà tempo venti giorni per ritirarle, e in questo frangente sedersi con la sua maggioranza (oltre alla riunione di fine mese), fare un “ragionevole” rimpasto di Giunta, ripulire dalle “impurità” e iniziare una nuova “Taurianova Cambia 3.0”. E quindi sondare se ci sono le condizioni per andare avanti. Perché così, in un momento buio e tempestoso, con il freddo alle porte, c’è poco da stare allegri e soprattutto spensierati. Loro e noi!  “Questa è la cumbia. La cumbia di chi cambia”…
Continua….

Partecipa alla discussione