Chiesa e ‘ndrangheta: storia di potere e assoluzioni | ApprodoNews
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Chiesa e ‘ndrangheta: storia di potere e assoluzioni Riflessione sulla tematica di don Leonardo Manuli

Chiesa e ‘ndrangheta: storia di potere e assoluzioni Riflessione sulla tematica di don Leonardo Manuli
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La letteratura riguardo il fenomeno criminale della ‘ndrangheta oggi è vasta e per chi non ha esperienza con le pubblicazioni, poter selezionare quelli che hanno un significato culturale e scientifico diventa complesso. Gli studi dimostrano un crescente interesse al contrario dei meccanismi di contrasto alla ‘ndrangheta dove si riscontrano ripensamenti, rinunce e rassegnazione. Il rapporto tra chiesa e ‘ndrangheta sta conoscendo una fase nuova, anche se si avverte un certo disagio a parlare di questo fenomeno, all’interno del quale esistono convinzioni diffuse e consolidate difficili da superare.

A parlare di una inversione di rotta della chiesa sono il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, – uomo simbolo della lotta alla ‘ndrangheta -, e il giornalista Antonio Nicaso. Alla presentazione del loro nuovo libro, Storia della ‘ndrangheta. Una lunga e oscura vicenda di sangue e di potere 1860-2018 (Milano 2018), il magistrato ha mostrato l’apprezzamento per l’opera di papa Francesco, anche per la nomina di vescovi in Calabria che stanno offrendo visibilmente gesti indiscutibili che rifiutano ogni compromesso con la ‘ndrangheta. Già i due autori, sono stati protagonisti di numerose pubblicazioni sull’argomento in questione, uno in particolare, Acqua Santissima (Milano 2013) esprime riserve e critiche verso l’atteggiamento della chiesa, l’operato di alcuni preti e vescovi, stigmatizzando pastorali non incisive, menzionando però anche stili di pastori coraggiosi.

Considerando il fenomeno complesso della ‘ndrangheta, i mille volti, antropologico, culturale, etico-morale, psicologico e religioso, mi sono già occupato nel mio primo saggio del rapporto ambiguo, Chiesa, giovani e ‘ndrangheta in Calabria (Cosenza 2018) ma anche della questione teologica che essa pone alle chiese di Calabria (‘Ndrangheta, questione teologica ed ecclesiale, Reggio Calabria 2018). È oramai risaputo delle strumentalizzazioni religiose, dei rituali para-liturgici delle affiliazioni, soprattutto è grave che la ‘ndrangheta non ha mai visto la chiesa come una concorrente sul proprio territorio. Perché? Questo dovrebbe interrogarci, anzi, i codici religiosi sono stati utilizzati ed abusati per acquisire più consenso sociale e legittimazione nella sfera pubblica. L’apprezzamento del magistrato Gratteri mostra sensibilità verso l’operato di papa Francesco e incoraggia le chiese di Calabria ad essere meno timide, meno remissive, inserendo negli studi religiosi dei laici e dei chierici in maniera continuativa lo studio di questo fenomeno complesso, radicato e articolato.

Non saranno i documenti o gli slogan a cambiare visione pastorale, quanto una chiesa e le parrocchie più incarnate sul territorio, che abbiano un sapiente quadro sociale dei problemi della gente. Di esempi in Calabria ce ne sono stati, spicca tra tutti l’apostolato del vescovo G. M. Bregantini, presule della diocesi di Locri – Gerace da 1994 al 2007, che ha lasciato un segno indelebile. Anche fuori della Calabria si possono guardare e studiare impegni e metodi di contrasto alla mafia, fino alla donazione totale di sé stessi per la causa civile religiosa.

La ‘ndrangheta non è un argomento di cui ci si può sbarazzare con un convengo o un incontro, ha ragione Gratteri quando invita a mantenere alta l’attenzione, richiamando tutti e anche la chiesa verso il quale non è stato sempre tenero. La chiesa deve abbandonare alcune resistenze, allontanandosi dai condizionamenti, facendo memoria del passato per innescare processi e pratiche nuove: la vicinanza ai più deboli e alle vittime che denunciano intimidazioni e violenze, il lavoro morale e culturale sulla dinamica del perdono, l’interesse verso i giovani che lasciano la Calabria per mancanza di opportunità. È salutare che oggi si avverte l’esigenza della serietà di questa problematica, richiamati da chi si impegna a lottare per liberare la Calabria dalla ‘ndrangheta, e non può non presentare alla comunità ecclesiale molteplici interrogativi che affondano anche nella visione etico-religiosa.

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