“Violenze negli ospedali calabresi: medici inascoltati” | ApprodoNews
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“Violenze negli ospedali calabresi: medici inascoltati” L'Ordine dei Medici di Reggio Calabria chiede l'intervento delle istituzioni

“Violenze negli ospedali calabresi: medici inascoltati” L'Ordine dei Medici di Reggio Calabria chiede l'intervento delle istituzioni
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Costernati ed avviliti per l’ennesimo episodio di brutale violenza nei confronti di un medico, come colleghi del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, esprimiamo sincera vicinanza alla dottoressa Maria Nuccia Calindro, aggredita al termine del turno di servizio presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, nonché alla sua famiglia ed ai colleghi che lavorano al suo fianco. Con grande amarezza ci ritroviamo, ancora una volta, a commentare un atto criminale che ha messo a serio rischio la vita di una collega. L’amarezza è ancora più grande se pensiamo che è da tempo che chiediamo a gran voce interventi concreti a tutela di una categoria diventata bersaglio di un’immotivata campagna d’odio, convinti che si possa intervenire su più piani. Purtroppo più e più volte abbiamo denunciato una situazione divenuta assolutamente insostenibile.

Ci siamo appellati al Ministro della Salute pro tempore, al Prefetto, alla politica ed a tutte le istituzioni competenti; abbiamo invocato un’ispezione ministeriale per verificare che fossero rispettate le condizioni di sicurezza ma, constatiamo che il nostro richiamo è caduto nel dimenticatoio. Abbiamo invocato anche una maggiore collaborazione da parte dei pazienti e dei loro familiari poiché la strategia vincente risiede nell’alleanza terapeutica fra medico e paziente. E ci lascia basiti il fatto che quando la vittima è il medico nessuno si indigna, quando il sanitario è in torto presunto assistiamo ad un tiro al bersaglio nei suoi confronti.

Da ultimo, raccogliendo l’invito della Federazione Nazionale, ci siamo incontrati, il 19 ottobre scorso, con il Presidente Nazionale, Filippo Anelli e gli altri Ordini calabresi, proprio a Crotone, per discutere del problema e lanciare l’ulteriore e disperato grido d’allarme, caduto, anche questa volta, nel vuoto. Anche in tale occasione abbiamo ricordato quei medici calabresi che hanno pagato con la vita, il loro impegno professionale; senza dimenticare tutti coloro che, ogni giorno, nel silenzio e nell’indifferenza più sorda, subiscono violenze, soprusi, minacce ed intimidazioni. Anche quel giorno è stato rivolto un appello alle varie istituzioni, presenti con i rispettivi rappresentanti. Quelle stesse istituzioni che, oggi, non possono più tergiversare ma sono chiamate a porre in essere atti concreti.

E’ in discussione, infatti, in Parlamento il Disegno di Legge sulla violenza contro gli operatori sanitari ed attendiamo che sia tramutato in un Decreto Legge immediatamente esecutivo che preveda la procedibilità d’ufficio per gli aggressori che scatterebbe in automatico se i medici fossero sempre considerati pubblici ufficiali. Non sarebbe un’idea da scartare, come ha proposto qualcuno, di prevedere, per gli aggressori, la pena accessoria dell’esclusione temporanea dall’accesso gratuito al servizio sanitario nazionale, in base alla gravità dell’accadimento. Alla luce di una situazione decisamente emergenziale servono provvedimenti celeri e tangibili che abbiano quale fine l’effettiva tutela del medico. Siamo inascoltati, indifesi, dimenticati. Ma a questo gioco al massacro diciamo “basta”!

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