Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Mario Occhiuto non si arrende, grida al “tradimento” e rilancia correndo da solo Il sindaco di Cosenza si lamenta, accusando quelli che credeva amici e che l’hanno fatto fuori “con manovre davvero misere”

Mario Occhiuto non si arrende, grida al “tradimento” e rilancia correndo da solo Il sindaco di Cosenza si lamenta, accusando quelli che credeva amici e che l’hanno fatto fuori “con manovre davvero misere”
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Occhiuto ha rotto con la Santelli? Le parole al vetriolo del sindaco di Cosenza con l’ambizione di candidarsi alla carica di governatore per la Calabria con il beneplacito del centrodestra, hanno il sapore della delusione di chi non se l’aspettava di essere tagliato fuori. Anche se le resistenze c’erano sin dall’inizio, dopo la cena di Arcore a casa di Berlusconi, dove è stata stilata una rosa di nomi, lui in quella lista non c’è.
Ma lui non demorde anzi rilancia e lo fa nel suo profilo social rivolgendosi ai calabresi, come un “re” privato di ciò che gli spettava di diritto, d’altronde chi è avvezzo a manie di potere vedi pure l’altro Mario che di farsi da parte non ne vuole che sapere, ha questi atteggiamenti.
Occhiuto scrive, “come forse già sapete, attraverso una manovra di palazzo e un atto di grande arroganza e prepotenza nei miei confronti sembrerebbe che sia stata raggiunta l’intesa sul profilo del candidato da proporre a Presidente nello schieramento di cdx per le prossime elezioni regionali. Un unico obiettivo: tutti, tranne Mario Occhiuto”. E qui il povero Mario nello scrivere questa frase, cade dal suo piedistallo e siamo certi che sia stata quella frase che mentre scriveva, avrebbe voluto meglio un pugno nello stomaco. Lui non c’è, è fuori.
E poi con un velo di ottimismo prosegue nel suo comunicato struggente, “Sai bene che il palazzo non ti ama. Te ne accorgi quando tanti, troppi, poteri si oppongono al tuo tentativo di fare della Calabria una Terra migliore, di introdurre ‘la cultura del fare’ per creare anche qui finalmente un luogo di opportunità da consegnare ai nostri figli”. Lo stesso accenna un momento di vittimismo, quasi al limite dello strappalacrime quando scrive, “Capisci sulla tua pelle il dispiacere e l’amarezza del tradimento da parte di persone che ritenevi amiche e che hai sempre gratificato e che trovi oggi impegnate, con manovre davvero misere, nel tentativo di sostituirti”. Sarà riferito a Jole Santelli, sua amica, suo vicesindaco e sostenitrice della prima ora del sindaco di Cosenza come candidato alla presidenza della Regione?
Ma lui ancora “aspira in una Calabria della Bellezza”, facendo appello a tutte le persone libere, giovani, “che credono ancora che sia possibile il cambiamento”, ma anche (di veltroniana memoria), “a tutti coloro i quali non vogliono consegnare la nostra regione a chi pensa, magari dall’esterno, di utilizzare la voglia di riscatto dei calabresi per i propri interessi”, e qui la stoccata è per la Lega (e qui ha ragione, qualsiasi calabrese o meridionale di buonsenso e intelligente se ce l’ha contro la Lega ha ragione, a prescindere).
E come un crescendo lo stesso emulando un impeto di patriottismo grida, “Dobbiamo ribellarci a tanta violenza e miseria umana travestita di opportunità politica. Non possiamo semplicemente rassegnarci”. E infine, “Nessuno può tornare indietro, ma tutti possono andare avanti”.
Morale della favola, così come Mario Oliberio, anche Mario Occhiuto correrà da solo contro tutto e tutti, con una sonora pernacchia ai tanti che volevano farlo fuori.
E intanto nelle agenzie di stampa, si stanno susseguendo così come per l’altro Mario diversi, comunicati di sindaci e politici calabresi a sostegno delle loro candidature.
Les jeux sont faits, rien ne va plus…

Partecipa alla discussione