La storia infinita dei lavoratori ex Lsu/Lpu di Taurianova | ApprodoNews
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La storia infinita dei lavoratori ex Lsu/Lpu di Taurianova Polemiche, bagattelle e illusioni “scartavetranti”, inutili e dannosi

La storia infinita dei lavoratori ex Lsu/Lpu di Taurianova Polemiche, bagattelle e illusioni “scartavetranti”, inutili e dannosi
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Prefazione “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”

Anno Domini 2019. Si ripresenta come una festività comandata, la solita storia infinita della stabilizzazione degli ex Lsu/Lpu, così come altrove, così a Taurianova. E puntualmente ci sarà uno “scapicollamento”su chi ha meriti in pensieri, parole, opere e omissioni. Amen.
Trattare taluni argomenti, quando nel mezzo c’è il futuro incerto di persone, occorre sempre farlo come prima analisi in un concetto politicamente e umanamente corretto, senza mezzi fini di parvenza e/o sopravvivenza politicizzata, oltre all’onestà intellettuale d’obbligo e avulsa da ipocrisie e illusioni fuori luogo, le quali potrebbero nuocere ai lavoratori stessi e all’amore di verità, prima di tutto.
Diciamo che questi lavoratori rappresentano la forza/motore di molti enti, e sono spesso considerati dei numeri per i quali alcune volte, si è pure abusato in termini di “donazione” di aspettative, poi rivelatesi “fuffa” in termini di fatti concreti.
A Taurianova, come in altri contesti, il 31 dicembre 2018 scadeva il contratto e se non rinnovato, gli ex Lsu/Lpu non stabilizzati dovevano andare a casa. Ma andiamo per gradi e ritorniamo a qualche mese prima, ad agosto 2018. Era il tempo delle angurie, delle prugne e dei fichi, quando un sindacalista dichiara che l’amministrazione aveva fatto un passo indietro, ovvero prima scrive che stabilizza e poi in una delibera successiva, non era prevista alcuna stabilizzazione. Molti hanno giustificato la questione per via del dissesto dichiarato (e penso fosse così), in virtù del’ipotesi di bilancio che doveva essere presentato al Ministero dell’Interno. A questo allarme, come una folgorazione dopo un morso a un’anguria ghiacciata, alcune componenti politiche hanno avviato i motori, chi diceva una cosa, chi un’altra, ma alla fine, nei fatti, se non fosse stato per l’allarme posto in essere, nessuno se ne sarebbe accorto di nulla. E dopo una serie di peripezie, a ottobre, l’Amministrazione Scionti dichiara che verranno stabilizzati dieci lavoratori. Che non sono pochi, viste le condizioni disastrose cui versa l’Ente. Poi da questa dichiarazione, partiti, partitelli, sindacalisti e idraulici di corte, hanno diramato note stampa per meriti e medaglie. Il merito per quel risultato è stato solo ed esclusivamente di Fabio Scionti, in quanto Sindaco della città e di chi gli consente ad avere una maggioranza. Stop!
Arriviamo a dicembre e ritorna la grande incertezza perché nella Legge Finanziaria non si parla di questi lavoratori. Ciò fa cadere nello sconforto tutti quanti, tant’è che iniziano una serie di proteste contro il Governo. A questi poi si aggiungono le solite solfe di trombe, tromboni e altri per dire, “stiamo con voi”, “solidarietà”, patapim e patapam, beh, coglionate da prima repubblica, ma mi auguro che nessuno ci caschi più. Finché, ecco l’emendamento alla Legge Finanziaria e c’è “l’accontentino elemosinante” della proroga a dieci mesi, fino al 31 ottobre 2019, e poi? Dio provvede e Maria prega. Intanto nella Legge Finanziaria (145/2018), art. 1 dal comma 446 (lettera b e c), al 449, ci sono le descrizioni e modalità per le eventuali stabilizzazioni negli Enti. In sintesi per tali condizioni occorre procedere con “espletamento di selezioni riservate, mediante prova di idoneità” e “procedure concorsuali riservate, per titoli ed esami”. E le graduatorie approvate, nel comma 448 si legge che possono essere impiegate, “in subordine, nei limiti delle proprie facoltà assunzionali, da parte di altre pubbliche amministrazioni, ubicate nella medesima provincia o in una provincia limitrofa ed utilizzatrici dei lavoratori socialmente utili”.
In merito, c’è anche una circolare esplicativa del Ministero del Lavoro, la n. 1/2019 in cui vengono descritti alcuni chiarimenti per l’applicazione delle nuove norme. E dove viene descritto che “Resta fermo che le disposizioni di cui ai commi 447 e 448 cit. si applicheranno alle assunzioni a tempo indeterminato dei LLSUU ex art. 2, comma 1 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81- ancorchè incentivate con le risorse statali del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione – effettuate sulla base di programmi, bandi, avvisi pubblici etc., emessi a decorrere dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021, i quali, a loro volta, ovviamente, dovranno uniformarsi alle suddette disposizioni di legge”. Questo è quanto. Ovviamente la Regione Calabria con la nota n. 438380 del 31/12/2018 dell’assessorato al lavoro, aveva preso atto e inviato a tutti gli Enti utilizzatori di questi lavoratori, la proroga approvata dal Parlamento.
Ma ecco innescata una nuova polemica a seguito della delibera G.C. del fabbisogno occupazionale del triennio 2019-2021 n. 12 del 17/01/2019 che nei fatti, spiegando alcune motivazioni economiche, conferma il Piano Occupazionale del 2018. Ovvero con 5 unità tra i quali, due unità “categoria D” e tre “categoria C”. Tra concorso pubblici, mobilità e scorrimento di graduatoria esistente. Per il resto, non c’è altro, solo la “volontà di avviare un percorso di superamento del precariato”, ma vista la non approvazione del “bilancio stabilmente riequilibrato” per le indicazioni del Ministero dell’Interno ai comuni in dissesto, non è possibile fare altrimenti, resta solo la “volontà”. Quindi, quelle promesse dei dieci lavoratori da stabilizzare restano in “predicato”. Ovviamente, come ogni cosa che fa quest’Amministrazione viene gestita male nei modi, perché prima di fare una delibera del genere per evitare inutili polemiche, doveva convocare la parte politica tutta (maggioranza e opposizione), spiegando le motivazioni, e poi i lavoratori con le sigle sindacali comunicando i perché della delibera. Il tutto sarebbe rimasto serenamente, con le dovute preoccupazione certo, ma in attesa dell’approvazione del bilancio post dissesto. E invece no, così come altre cose, godono della sindrome del genio di Archimede Pitagorico, ovvero del personaggio geniale di Topolino e della presunzione dell’assioma scientifico predominante per gli “eletti degli dei”. E puntualmente arriva la prima polemica che purtroppo innesca un meccanismo di diffidenza da parte dei lavoratori. Sicuramente dopo l’approvazione del bilancio comunale, si procederà al ripristino delle condizioni promesse a ottobre scorso, tant’è… Basta leggere bene la delibera di GC n. 12/2019 e si comprendono i motivi. Ma quello che ogni volta lascia basiti è il “silenzio impermeabilizzante” che quest’amministrazione indossa. Ma non è la stessa che elargisce in un contesto di “incidenza sul personale” anche quella vergognosa anomalia morale qual è lo Staff a 38 mila euro annui (dove c’era scritta anche la questione “comunicazione) con un Comune in dissesto, mentre c’è gente che vive di proroghe per poter portare il pane a casa? Ecco, la politica (tutta) rifletta su questo e inizi ad alzare le barricate morali e sociali, avulse da ipocrisie e silenzi di facciata!

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