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A proposito di Berlusconi…

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Editoriale di Antonio Marziale

A proposito di Berlusconi…

Editoriale di Antonio Marziale

 

Non intendo minimamente entrare nel merito della sentenza pronunciata dai magistrati milanesi nei confronti di Silvio Berlusconi [sette anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici] nel cosiddetto “processo Ruby”: per me, chiunque sfrutti un minore è chiamato a rispondere davanti alla giustizia, a prescindere dal ruolo ricoperto nella società così come nelle istituzioni. Tuttavia, una riflessione è obbligatoria. Accompagnando ieri sera la mia amica Livia Blasi – giornalista del Tg3 Calabria – a Milano ci siamo imbattuti, in Piazzale Lodi, in due prostitute, poco più che maggiorenni, bellamente esposte davanti alle luminose vetrine di Chateau D’Ax. Spontaneamente e sincronicamente è venuto spontaneo chiederci: e di queste chi si preoccupa? Credete che, consapevolmente o inconsapevolmente, a trastullarsi con minorenni in questo nostro Paese sia soltanto Silvio Berlusconi? Eh no! Se di ciò siete convinti vuol dire che non conoscete e non avete la benchè minima voglia di conoscere la bella Italia, che in quanto a sfruttamento della prostituzione minorile ha ben poco da
invidiare al resto del mondo.
L’età del consenso sessuale varia di Paese in Paese, con una media che si aggira intorno ai sedici anni. Ma, il punto è che alla base di ogni legislazione dovrebbe albergare la logica del buonsenso, quello che Cartesio immaginava fosse innato in ogni uomo sin dalla nascita. Ma, con buona pace della buonanima, bisogna prendere atto che il buonsenso forse non è mai esistito. Basti considerare che in Olanda opera il “partito dei pedofili”, “legittimo – ha dichiarato il giudice Hoffus, del Tribunale dell’Aja – per non ledere alla libertà di opinione”, inneggiante alla liberalizzazione del consumo di materiale pedopornografico, all’abbassamento della soglia del consenso sessuale a 12 anni e alla possibilità, per fini cinematografici, di far congiungere carnalmente minori e animali [zoofilia]. Nessuno, se non in pochi, hanno gridato allo scandalo. Gli Stati non sono insorti, com’era giusto e necessario. I giornali hanno riportato la notizia in poche righe nelle pagine interne, mentre il “Bunga Bunga” è finito sulle prime pagine di tutto il mondo a caratteri cubitali. Viene da pensare ad una strategia politico-giornalistica artatamente ordita contro Silvio Berlusconi. Ciò è inconfutabile. A scanso di equivoci ripeto: chiunque carpisca la buonafede di un minore per fini sessuali o altri fenomeni similari sia chiamato a rispondere alla giustizia, poco importa se trattasi di un ex premier o di un fruttivendolo. Ma, la legge sia uguale per tutti.
Credetemi, per chi – come me – ha vocato la propria esistenza alla tutela dei Minori non esiste partigianeria politica di sorta. Se Berlusconi ha davvero sfruttato la prostituzione minorile, sette anni di reclusione mi sembrano pochi: forse settanta sarebbero più equi. Ma, i giudici così solerti nel condannarlo conoscono Milano? Si sono mai accorti dell’esercito di prostitute che ad ogni ora del giorno svende il proprio corpo e la propria dignità? Hanno notato che alcune sono palesemente minorenni? Chi sono i magnaccia? Perchè non sono in galera?

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