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“All’ospedale di Polistena la Tac funziona a pieno ritmo” Lo dichiara Giuseppe Gentile, segretario regionale Sulpi

“All’ospedale di Polistena la Tac funziona a pieno ritmo” Lo dichiara Giuseppe Gentile, segretario regionale Sulpi
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Il servizio TAC dell’Ospedale di Polistena ha ripreso a funzionare dopo un fermo tecnico dovuto all’usura di alcune schede elettroniche. Nonostante questa macchina abbia un suo vissuto ed era una delle migliori al momento dell’acquisto, continua a dare prestazioni di alto livello sotto la guida del Dott. Cordopatri. Oltre 70.000 esami eseguiti in 10 anni di attività sono un record invidiabile da tutti i punti di vista, forse perché questa “nonnetta” arzilla, cullata dal personale medico e tecnico del Dott. Cordopatri, non si ferma mai se non per ricambiare il pezzo usurato.

Purtroppo i tempi della riparazione non sono sempre brevissimi come avremmo voluto, vuoi perché gli interventi tecnici e sostituzioni di schede madri richiedono alcuni giorni, vuoi perché i pazzi di ricambio dovevano venire dalla casa madre che si trova in Giappone. Alla fine tutto si risolve e da giovedì 22 u.s. l’attività è ripresa a pieno ritmo e gli esami TAC si possono eseguire senza dover affrontare liste di attesa. E’ bene ricordare alla Direzione Generale dell’ASP di Reggio Calabria, che questa macchina dall’inizio dell’anno ad oggi si è fermata tre volte, sempre per usura di schede elettroniche, mentre è importante sottolineare che il tubo radiogeno, la fonte che eroga le radiazioni, è stato sostituito una sola volta in 10 anni. Questo è un vero record raggiunto per l’uso oculato della macchina: la TAC di Polistena viene utilizzata con protocolli di esami semplificati e finalizzati ad una minima esposizione del paziente ai raggi X.

Le TAC 16 SLICE, come quella di Polistena, hanno un ciclo vitale di circa 10 anni e andrebbero sostituite per tempo al fine di evitare interruzione di servizio e conseguente omissione di soccorso nei confronti dell’ammalato grave non trasportabile. Questi aspetti di responsabilità gestionale, dovrebbero assumere un posto di primo piano sul tavolo di chi gestisce la sanità provinciale e regionale, nonché sulla scrivania del Commissario per il piano di rientro Ing. Massimo Scura. Nella sanità pubblica questi problemi hanno tempi di soluzione troppo lunghi e purtroppo non permettono ai nostri professionisti di poter esprimere al meglio le loro potenzialità, né di poter far crescere la nuova classe medica ai livelli ottimali di performance richiesti dalle diagnostiche di ultima generazione. Non possiamo e non dobbiamo permettere a nessuno di bloccare l’evolversi di questa realtà virtuosa creata da un professionista di spessore come il Dott. Cordopatri e dal suo staff di nuovi Dirigenti Medici e Tecnici pronti a doppiare i colleghi di quelle realtà classificate ai primi posti della sanità italiana.

I cittadini calabresi pretendono un governo della sanità pubblica al pari delle altre regioni d’Italia. In tale direzione deve muoversi la classe politica regionale, perché è inutile aspettare le promesse della gestione commissariale che da anni ha annunciato l’acquisto di 3 Risonanze Magnetiche Nucleari per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e intanto lascia gli ospedali con TAC vecchie di 10 anni che si rompono ogni 15 giorni.

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