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Anna «la rossa», la nuova vita della spia

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Su un portale russo compare un video (forse girato di nascosto) mentre posa per un settimanale sexy

Anna «la rossa», la nuova vita della spia

Su un portale russo compare un video (forse girato di nascosto) mentre posa per un settimanale sexy

 

Anna «la rossa» Chapman è una spia diversa dalle altre. Invece che agire nell’ombra preferisce comparire. Rispedita in giugno in Russia dopo essere stata arrestata negli Usa insieme a nove complici, è rimasta tranquilla solo per poche settimane. Sul portale russo lifenews.ru è comparso un video che la ritrae mentre posa per il settimanale Heat. Le immagini sono state girate in un hotel di Mosca poco distante dal Cremlino.

FILMATO – In minigonna e in pose provocanti Anna dimostra di essere a suo agio. Anche se il filmato può essere stato girato di nascosto, la Chapman aveva anticipato l’evento mettendo una foto sulla sua pagina di Facebook. Cosa che ha fatto infuriare i responsabili del magazine che potrebbero chiederle i danni. E non è chiaro se la ragazza abbia avuto il permesso ai superiori: difficile crederlo.CARRIERA – Figlia di un diplomatico – forse anch’egli membro dei servizi -, Anna è stata infiltrata prima a Londra e quindi a New York per agganciare personalità del mondo economico. E sembra esserci riuscita. Molte delle sue prede sono state agganciate durante serate nei night club dove Anna trascorreva ore. La Chapman faceva parte di un network di finti cittadini americani che l’intelligence russa aveva mandato nel corso degli anni in diverse città degli Stati Uniti. Dovevano vivere da americani, cercando non segreti militari ma informazioni legate all’industria e all’economia. Arrestati dall’Fbi, sono stati liberati con uno scambio di spie. E tornati in patria sono stati accolti con tutti gli onori da Vladimir Putin in persona. Ma adattarsi alla nuova vita non è facile. Di Anna si è detto che avrebbe ricevuto offerte per fare un film – anche a luci rosse – e lei ha più volte dichiarato che le sarebbe piaciuto tornare in Occidente. Juan Lazaro e Vicky Pelaez, altri due membri della rete, hanno invece chiesto di trasferirsi in Perù, Paese dove hanno vissuto a lungo prima di raggiungere gli Usa.

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