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Autoimmunità ed alimentazione Il Dott. Garritano ci parla delle patologie autoimmuni

Autoimmunità ed alimentazione Il Dott. Garritano ci parla delle patologie autoimmuni
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Le patologie autoimmuni sono patologie causate da un’anomalia del sistema immunitario cioè di quel sistema complesso che ha la capacità di aggredire qualsiasi tipo di sostanza proveniente dall’esterno (batteri, virus, funghi, ecc.), ma anche di riconoscere i tessuti classificandoli come “self”, ovvero propri. Quando quest’ultima capacità viene a mancare, si sviluppano le malattie autoimmuni: il sistema immunitario riconosce come “non self” organi o tessuti, li attacca e li distrugge compromettendone le funzionalità.

Quali sono le cause delle patologie autoimmuni? Perché il sistema immunitario impazzisce e danneggia i nostri tessuti? Le patologie autoimmuni sono causate da fattori sia genetici che esogeni. Chi soffre di patologie autoimmuni è sempre un individuo predisposto geneticamente in cui in qualche momento della sua esistenza agisce un fattore esterno che segna l’inizio clinico della sua patologia: Celiachia, Diabete mellito di tipo 1, Lupus eritematoso sistemico, Artrite reumatoide, Tiroidite di Hashimoto che sia. I fattori ambientali in grado di scatenare una risposta anomala del sistema immunitari sono diversi ad iniziare dalle malattie virali, dallo stress fisico e psichico, dalla contaminazione ambientale ed alimentare, dall’inquinamento, eccetera. Ad esempio i virus appartenenti alla famiglia Herpes virus, non lasciano il nostro organismo e vanno in uno stato definito di latenza, ovvero “si nascondono” per poi ricomparire in seguito a forti stress o di altre infezioni; una riattivazione dell’attività virale “accende” la risposta del sistema immunitario, che può anche non riconoscere le proprie cellule e danneggiarle.

Negli ultimi tempi l’attenzione del mondo scientifico si sta focalizzando sul ruolo eziologico della permeabilità intestinale e dell’infiammazione cronica: si pensa che le patologie autoimmuni siano causate da una maggiore permeabilità intestinale, leaky gut, causata da una elevata produzione di zonulina, una proteina che regola le tight junctions intestinali (cioè le giunzioni serrate che si trovano tra le cellule dell’epitelio intestinale la cui integrità fa della stesse una barriera uniforme verso il mondo esterno) provocandone l’allentamento: un intestino “bucato” lascia passare nel sangue sostanze (come parti di proteine non completamente digerite) che il sistema immunitario non riconosce come proprie scatenando una reazione immunitaria che si rivolgerà anche verso il self che presenterà una similarità con le stesse. Maggiore è la produzione di zonulina, maggiore sarà la permeabilità intestinale. Uno dei fattori alimentari che aumenta la produzione di questa proteina regolatrice è il glutine, per questo motivo ultimamente si tende a consigliare una dieta che limiti l’assunzione di questo composto. L’attivazione del sistema immunitario ed il rilascio di citochine infiammatorie (proteine che richiamano, attivandole, cellule che hanno lo scopo di difenderci dall’insulto esterno) con l’instaurarsi di una infiammazione sistemica, può essere alla base delle patologie autoimmuni che non si scatenano, però, con immediatezza: è la perdita della tolleranza immunitaria, cioè del meccanismo che impedisce all’organismo di attaccare cellule self, a scatenare il fenomeno dell’autoimmunità attivando l’immunità umorale e/o l’immunità cellulo – mediata. Il primo tipo prevede la formazione di anticorpi anti-organo, ovvero auto-anticorpi diretti contro cellule del nostro stesso organismo con conseguente loro distruzione; la seconda coinvolge i linfociti T, attivati dall’antigene, che liberano citochine infiammatorie e che instaurano una condizione di infiammazione cronica. Più siamo infiammati, più siamo predisposti all’autoimmunità.

Cosa fare, quindi, una volta che il nostro medico fa una diagnosi di patologia autoimmune? Ognuno di noi è un individuo diverso dall’altro e qualsiasi intervento, a partire da quello alimentare, deve essere personalizzato e cucito su misura per le sue  caratteristiche e le sue necessità. Ciò non di meno ci sono “dei principi base di immunonutrizione” che debbono essere applicati se vogliamo che le nostre difese immunitarie siano rafforzate. L’alimentazione può e deve essere il primo trattamento da mettere in atto per ripristinare la barriera intestinale e ridurre l’infiammazione: mangiare male e mangiare cibo di scarsa qualità promuove l’infiammazione; se nutriamo bene il nostro organismo aumentiamo le nostre difese e preveniamo anche le patologie autoimmuni. È necessario, pertanto:

  • Eliminare dalla propria dieta i cibi spazzatura, gli zuccheri, i carboidrati raffinati, gli acidi grassi idrogenati, che hanno un alto potere infiammatorio, prediligendo una dieta in grado di mantenere la calma insulinica, tramite il consumo di carboidrati integrali, proteine di buona qualità, grassi vegetali buoni e fibre;
  • Ripristinare la permeabilità intestinale: disinfettare l’intestino per poi ripristinare la barriera (poiché è la prima la prima difesa del nostro organismo che viene a contatto con le sostanze esterne che ingeriamo) attraverso l’utilizzo di integratori e mantenendo in equilibrio i batteri che costituiscono il microbiota, evitando la disbiosi. Come fare? Oltre alla corretta alimentazione bisognerà prestare attenzione all’uso di antibiotici integrando la terapia con probiotici in grado di ripristinare la flora batterica;
  • Consumare fibre ad ogni pasto: si consiglia infatti di iniziare il pasto sempre con una verdura cruda o una frutta in modo da rallentare l’assorbimento degli zuccheri ed evitare che si verifichino picchi insulinici pro – infiammatori. Prediligere sempre frutta e verdura freschi, non confezionati o conservati in atmosfera protetta;

 

  • Integrare l’alimentazione con acidi grassi omega 3 sia tramite l’alimentazione che con integratori di sintesi, mantenendo il corretto rapporto acidi grassi omega 6 / omega 3;

 

  • Ridurre la massa grassa se in eccesso, per evitare maggiore predisposizione a patologie cardiovascolari e metaboliche;

 

  • Variare i cibi che si portano in tavola, l’infiammazione si potrebbe generare anche mangiando sempre gli stessi alimenti generando maggiore reattività dell’organismo nei confronti di una determinata categoria di alimenti;

 

  • Prestare attenzione alle contaminazioni “invisibili”, presenti nel nostro ambiente e che non possiamo notare ad occhio nudo, quali l’inquinamento, le onde elettromagnetiche, router wi-fi, la dipendenza da smartphone, la contaminazione dell’ambiente con metalli pesanti;

 

  • Muoversi con costanza, scegliendo un’attività fisica e praticandola ogni giorno per almeno 30-60 minuti;

 

  • Idratarsi adeguatamente, bere almeno 2 litri di acqua al giorno ostacola la ritenzione idrica che si verifica spesso negli stati infiammatori.

 

Mantenere in forma il nostro sistema immunitario tramite l’immunonutrizione è un punto di partenza nella prevenzione delle patologie, dalle meno gravi alle più gravi: il problema è che non tutti si soffermano sull’importanza della buona alimentazione, promotrice della longevità.

 

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