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Camilleri e De Crescenzo: non credenti ma pieni di umanità Don Leonardo Manuli rende omaggio a due protagonisti della scena culturale italiana

Camilleri e De Crescenzo: non credenti ma pieni di umanità Don Leonardo Manuli rende omaggio a due protagonisti della scena culturale italiana
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Qualche giorno addietro, due noti personaggi del mondo della cultura ci hanno lasciato una preziosa eredità, umana, artistica, intellettuale, e direi anche un pò di sano umorismo che non guasta mai. Quando qualcuno che è passato nella nostra vita ci lascia, rimane un vuoto, colmato dai ricordi, e che la nostalgia non fa mai evaporare. Lo scrittore siciliano Camilleri e il napoletano De Crescenzo, sono due personalità diverse, entrambi meridionali, rappresentanti italiani della sicilianità e della napoletanità, uomini impregnati nei loro contesti che hanno raccontato anche in modo divertente aspetti sociali e problematiche dell’Italia.

Andrea Camilleri, nei suoi racconti, è stato testimone di una profonda umanità: «Non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro». Mi ha fatto riflettere questo pensiero, detto anche da un “non credente”, e quanta saggezza si può apprendere da chi ha un’idea e un modo di vivere diverso da te. Non è forse vero che oggi sperimentiamo la paura dell’altro? Chi non crede, guarda il mondo con occhi diversi, non alternativi, e forse a volte è più umano e autentico, più libero da schematismi religiosi e dogmatismi morali, e riconosce più di un credente che maltratta le cose sacre, che l’altro di cui stiamo parlando, è un “suolo santo”, un mistero da rispettare e non da calpestare. Anche Luciano De Crescenzo, ingegnere, filosofo, nei suoi scritti e nelle interpretazioni artistiche, ci ha parlato dell’uomo, quello concreto, che abita la storia, la vita, il corpo, i limiti, le potenzialità. De Crescenzo ha detto che «Amare l’umanità è facile.

È amare il prossimo che è difficile». Anche lui, un “non credente”, un dubbioso, ma profondamente umano e realista. Quanta verità in questo pensiero! Oggi si celebrano tante conquiste, tecnologiche, spaziali, culturali, però ancora il cuore è lontano da quella più grande, la passione per l’uomo, dove non bastano la filosofia, la religione, ma occorre la concretezza della vita, di chi contagia il mondo con una semplice e piccola azione, fosse anche il dare “un bicchiere d’acqua”, oggi ancora più difficile. Ho voluto citare solo qualche espressione dei due scrittori e artisti, pensando ai raggi di luce che hanno fatto splendere con i libri, attraverso i film, e altre opportunità. Quando si fa del bene, la buona azione splende e non si dimentica. Anche il male, purtroppo è contagioso, però ci ammonisce, perché il bene, pur non aspettandosi di essere corrisposto, dilaga e si diffonde nella società e nella comunità umana.

Quello che ho voluto evidenziare, della prossimità dei due autori, è anche una regola d’oro del vangelo di Gesù, “fai agli altri, ciò che vuoi sia fatto a te stesso” (Cf. Mt 7,12) e anche della filosofia umana. L’altro è me stesso, è diverso da me, ma non è un mio nemico, e solo la possibilità che mi è offerta di un percorso esodico, l’uscire da me stesso, dall’egoismo all’amore e mi fa veramente diventare uomo. È nella dimensione di questa relazione di alterità, di donazione, che incontro me stesso, empatizzo con il mio prossimo, con il più vicino, che mi riconcilia con lui e che sta sullo stesso pianerottolo di casa mia. La cultura può fare cose straordinarie, non basta scrivere libri e grandi riflessioni. Solo se la cultura ti fa meravigliare, è rivolta alla crescita interiore dell’uomo, puoi raccogliere il messaggio centrale, e far accadere la più grande delle conquiste, riconoscere che tutto ciò che si fa a vantaggio dell’umanità, allarga e rende felice la vita e che l’aldilà si vive nell’aldiquà. Si apprende più dai “non credenti”, perché allarga gli orizzonti, le prospettive, essi insegnano a guardare la vita da un’altra angolazione. È questo l’omaggio che voglio rendere a loro e a chi semina cultura e umanità, perchè liberano la vita e la parola attraverso l’arte bella e potenziale del saper comunicare la verità, che per il cristiano, questa, poi, è quel Logos che risiede in ogni cosa, nel bene realizzato, accolto e comunicato.

Discussione (1 commenti)

  1. Daniela

    Un bel modo per ricordarli. Alla base di tutto ci deve essere sempre il rispetto per la diversità e, tra queste, figura anche quella dei non credenti, ai quali non manca quel senso di grande umanità che prescinde ed esiste al di là delle religioni stesse.

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