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Cani bruciati, storie orrende di Calabria Due episodi orripilanti accaduti nelle provincie calabresi ai danni di poveri animali

Cani bruciati, storie orrende di Calabria Due episodi orripilanti accaduti nelle provincie calabresi ai danni di poveri animali
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“Amate gli animali: Dio ha donato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata. Non siate voi a turbarla, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino. Uomo, non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua orma putrida dietro di te; purtroppo questo è vero per quasi tutti noi”, così diceva il grande scrittore russo Dostoevskij nella seconda metà del XIX secolo. Oggi, ancora agli inizi del terzo millennio, si registrano casi orribili e trasecolanti di continui maltrattamenti di animali, fino alla loro uccisione con metodologie macabre da parte dell’uomo che di essere umano ha ben poco.
Ieri nel vibonese, secondo una notizia resa nota dall’Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Pizzo, è accaduto un barbaro episodio dove un cane è stato dato alle fiamme con probabilmente un liquido infiammabile in mezzo alla strada nei pressi della provinciale 85 al bivio Zungri-Zaccanopoli. Si legge che della carcassa del povero animale non c’era traccia, ma solo quello che resta, una macchia nera ben impressa sull’asfalto che testimoniava l’orribile gesto.
Invece è di oggi la notizia, accaduta a maggio, che un ennesimo episodio si è verificato a pochi chilometri da questa redazione, a Palmi nei pressi della Tonnara dove qualcuno ha dato fuoco a una tana di cuccioli di cane, partoriti da una mamma maremmana. In questo terribile inferno la mamma dei cuccioli è riuscita a salvarne cinque. La notizia è sempre data dall’Enpa, ma della sezione di Gioia Tauro. Si legge che c’erano tra gli otto e i dieci cuccioli, in quello che poteva sembrare un posto sicuro ma che poi si è rivelato un inferno letale per gli innocenti cuccioli.
Un brutale episodio che dovrebbe far riflettere perché certi episodi inumani hanno della crudeltà indescrivibile e che non hanno nulla a che vedere con una civiltà evoluta che dovrebbe a cuore gli animali come priorità sociale ed educativa.
C’è una cultura che non rispetta gli animali, quella cultura che non fa crollare tutti i sistemi filosofici del mondo come scriveva Pirandello. Chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore.
(GiLar)

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