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Caro Napolitano, ancora sperperi!

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La nomina di quattro nuovi senatori a vita fa indignare la nostra scrittrice

di MIRELLA MARIA MICHIENZI

Caro Napolitano, ancora sperperi!

La nomina di quattro nuovi senatori a vita fa indignare la nostra scrittrice

 

di Mirella Maria Michienzi

 

 

 

Gentile Direttore, qualche anno fa, quando fu proposto di rivedere la Costituzione, si alzò un coro indignato: “La Costituzione non si tocca!”. La proposta suscitò scandalo a priori, senza ragionarci minimamente su, soltanto perché aveva la colpa di essere stata ideata da Berlusconi.
Rivedere gli articoli della Costituzione non vuol dire rinnegare i principi democratici e inalienabili su cui si basa ma vuol dire rafforzarli. La Costituzione non si può considerare come qualcosa di statico altrimenti verrebbe meno ai suddetti principi. Deve, perciò, rispondere alle particolari esigenze del popolo e alla sua evoluzione. Se così non fosse basterebbe una Costituzione per tutto il mondo.
Fortunatamente qualcosa si è mossa, le idee spesso hanno bisogno di tempo per maturare come i frutti saporiti di fine stagione. Entro l’8 di ottobre ognuno di noi potrà esprimere un parere su cosa vorrebbe o non vorrebbe nella Costituzione. Basta collegarsi con ” partecipa.gov.it “e seguire il questionario che, in verità, è deludente. Però di positivo c’è che alla fine si possono scrivere le nostre proposte e opinioni.
Io ho puntato il dito sull’art. 59 comma 2, quello che parla dei senatori a vita. Per me, con tutto il rispetto per la cultura che rappresentano, non ci dovrebbero essere. Oppure, se non se ne può fare a meno, dovrebbero avere un incarico ad honorem senza retribuzione e senza diritto a voto. Non dimentichiamo che abbiamo avuto senatori a vita centenari con non so quale autonomia di pensiero al momento di votare. In quanto alla retribuzione mi sembra che la Costituzione non ne parli e che attualmente è di 25mila euro. E’ una vera vergogna, perché vengono elargite a persone che hanno di già molti introiti e ricchezze, mentre c’è gente che patisce la fame, non sa come arrivare a fine mese ed ha miseri stipendi e pensioni di qualche centinaio di euro. Le varie trasmissioni televisive, prima fra tutte quella del giornalista Del Debbio, ci fanno vedere gente che racconta i propri stenti.
Caro Napolitano, caro Compagno, nei giorni scorsi hai nominato ben quattro senatori a vita e, tanto per cambiare, li hai scelti tra quelli senza problemi economici. Non hai pensato al tuo popolo! Già, quello si deve arrangiare e deve stare zitto! Non sarebbe stato preferibile non nominarli e cercare, invece, di imporre un deciso taglio a tutte le spese, iniziando dai privilegi e dagli stipendi d’oro della Casta di cui fai parte anche tu? Non è una vergogna, che lede i principi democratici di eguaglianza, permettere più incarichi con accumulo di stipendi e pensioni? Non è una vergogna che i privilegiati arrivino a percepire 100mila e anche più al mese? Si parla sempre di ridurre il numero dei parlamentari ma siamo sempre alle solite! Ma dov’è la democrazia? Sembra di trovarci alla corte di Francia quando il re e la regina gozzovigliavano con poche centinaia di cortigiani. Pensi anche tu come Maria Antonietta che disse:” Non hanno pane? Perché non comprano le brioches?”.

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