Cercatori di Dio… raccolta preghiere di don Caruso | ApprodoNews
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Cercatori di Dio… raccolta preghiere di don Caruso Riflessione di don Leonardo Manuli sull'opera

Cercatori di Dio… raccolta preghiere di don Caruso Riflessione di don Leonardo Manuli sull'opera
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L’esperienza fondamentale della preghiera, costituisce la relazione religiosa e credente del legame tra Dio e l’essere umano, ed è in due volumetti, incentrati sulla preghiera che mi sono stati regalati tempo fa, Immerso in te (2011) e Cercatori di Dio (2017), una raccolta dove l’autore, don Domenico Caruso, si domanda: «Che cos’è la preghiera? Molti parlano di crisi di preghiera. Non sarà forse crisi di teologia? Il relativismo, il secolarismo, il nichilismo porta l’uomo, il credente, a non porsi dinanzi a Dio per pregarlo». Non si tratta di formule aride e vuote, nulla impedisce che il dialogo tra l’uomo e Dio si svolga al di là delle preghiere che conosciamo, da quelle tradizionali a quelle devozionali. L’autore intende offrire degli spunti meditativi, in maniera ordinata secondo il canone spirituale religioso, ma che vanno pregate in uno stato di silenzio, di ascolto e di raccoglimento.
Oggi si prega poco e tanti non pregano più, una riflessione seria che anche don Caruso interroga a livello pastorale, auspicando ad una “educazione alla preghiera”.

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Nel primo volumetto, l’autore presenta un rosario di testi accompagnati da commenti di diverse persone, un lavoro impreziosito dalla prefazione del compianto mariologo di fama mondiale, padre Stefano de Fiores, nostro conterraneo e innamorato di Maria. È sul secondo (Cercatori di Dio) sul quale vorrei concentrare questa riflessione, nel quale don Caruso espone dei testi coinvolgendo il lettore-orante, non nel recitare delle formule ripetitive. Sono preghiere che hanno un forte ancoramento all’esistenza (Preghiera dell’ammalato alla Madonna, Preghiera dei defunti, I colori della vita), alla vita, perché vivere è pregare come diceva Lutero: Come è necessario all’uomo il respiro, cosi al cristiano la preghiera”.

L’approccio seguito è una sintesi, tra quello teocentrico e quello antropocentrico, anche se quest’ultimo sembra prevalente, l’uomo – secondo don Caruso – guarda Dio ed entra in rapporto con Lui a partire dal bisogno, dalla sua quotidianità, ecco la preghiera di domanda, di supplica, di ricerca, di desiderio, «Ho bisogno di te quando l’uomo è nell’ingiustizia». In un contesto secolarizzato, – la domanda non risulti oziosa –, è possibile pregare? È possibile per l’uomo entrare in relazione con Dio? Oppure la preghiera è una maschera psicologica, e un pia elevazione a Dio?

Non esiste la preghiera assoluta o perfetta, sono molte le esperienze di preghiera, le forme, le condizioni che generano un approccio diverso, e non dipende dall’età e dal linguaggio. Questi testi, più che un prontuario di devozione, rappresentano una mappa che aiutano il credente a quella dinamica esistenziale che muove nel mistero dell’infinito desiderio e respiro dell’uomo di elevare il suo spirito, in un processo di una relazione libera e liberante. Don Caruso, si inserisce nella tradizione religiosa e spirituale cristiana, sono testi di poesia e di lode che sgorgano dai sentimenti personali, dove accompagnano il credente durante il giorno e la notte, la vita e la morte, la gioia e il dolore. È da apprezzare la creatività personale dell’autore, che mette al centro la preghiera, forza e zelo nell’agire, anzi ne è il fondamento, e incoraggia a rivolgersi a Dio per affrontare le realtà incarnandola con serenità e fiducia, ricordando la frase di un famoso teologo, K. Rahner, che “il cristianesimo del futuro o sarà mistico o non sarà”.

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