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“Ciaone” Governatore Mario Oliverio? Il PD lo scarica… Gli interventi del commissario regionale calabrese Graziano e prima del responsabile del Mezzogiorno Odati, non lasciano spiragli di apertura verso il governatore calabrese, “ci vuole rinnovamento”. Era ora!

“Ciaone” Governatore Mario Oliverio? Il PD lo scarica… Gli interventi del commissario regionale calabrese Graziano e prima del responsabile del Mezzogiorno Odati, non lasciano spiragli di apertura verso il governatore calabrese, “ci vuole rinnovamento”. Era ora!
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Il governatore calabrese Mario Oliverio sarebbe al capolinea, e non solo per il suo mandato che ad oggi è quasi fallimentare, e anzi, era pure iniziato malissimo già con alcune inchieste giudiziarie che avevano travolto alcuni dei suoi componenti della giunta nonché persone come Nicola Adamo, a lui fedelissimi, ricordiamo il caso “rimborsopoli”, dove furono coinvolti De Gaetano, Guccione e Ciconte, già componenti della Giunta varata a inizio legislatura. E poi dimessosi per tali motivi e che seguì un rimpasto con altri componenti che a sua volta furono anch’essi “rimpastati” dagli attuali assessori regionali. Ricordiamo uno tra tutti, la figura barbina dell’allora assessore al welfare Federica Roccisano braccata da “Report”, che si aggrappava a un tale Pietro e..”Mi chiami un attimo Pietro?” sulla questione dei 30 ragazzini disabili da portare a scuola. Poi in seguito fatta fuori da ambienti interni al PD, si parlava all’epoca che come l’ha voluta, l’ha “sfiduciata” ed è l’attuale indagato dell’inchiesta “Libro nero” della Procura di Reggio Calabria, Sebi Romeo.
Oggi invece c’è il commissario regionale del Partito Democratico, Stefano Graziano ad aprire i fuochi e dichiarare che “È arrivato il momento di mettere in campo una proposta politica innovativa e credibile, in grado di resistere all’avanzata di una destra sempre più a trazione leghista e di arginare quel logoramento cui ci hanno esposto cinque anni di governo regionale”, che in maniera spicciola vuol dire che non c’è posto per Oliverio per un’eventuale ricandidatura perché lo stesso non va bene per i dem. E come si suol dire, di mettersi le carte al petto e andare a riposarsi a San Giovanni in Fiore, come ogni pensionato a una certa età fa.
Prima di Graziano si era espresso anche il responsabile del Mezzogiorno del PD Nicola Odati con parole che non lasciano alcun dubbio sullo “sfratto” a Oliverio come candidato del partito di Zingaretti, “Abbiamo più volte espresso preoccupazione per il clima politico in Calabria. È opinione della segreteria nazionale che bisogna avere la forza e il coraggio di cambiare e innovare. In questi 5 anni riconosciamo che si è fatto uno sforzo per dare un volto nuovo alla Calabria e che ci sono risultati importanti prodotto dall’azione di governo della giunta guidata da Mario Oliverio. È tuttavia evidente che, di fronte alla forza ed al pericolo rappresentato dalla destra, dobbiamo fare il massimo sforzo di unità e condivisione e lavorare ad una candidatura che sappia cogliere il sentimento di rinnovamento che la società calabrese ci chiede di rappresentare. Ci auguriamo che tutti, con senso di responsabilità, aiutino questo processo”. “Ciaone” Oliverio, verrebbe da dire!
Graziano però prosegue pure nell’affermare che “È innegabile che oggi serve una svolta, serve riprendere una interlocuzione con tutte le forze politiche e sociali del territorio per costruire un centrosinistra aperto alle esperienze civiche e dare vita una nuova stagione”.
È stata un’annata terribile quella di Oliverio per le inchieste giudiziarie che hanno colpito la sua area di appartenenza, appena è iniziato gli arrestano un assessore (De Gaetano), e poi lui indagato per corruzione dalla Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, e poi è notizia di questi giorni l’accusa di peculato scaturita da un’indagine alla Guardia di Finanza in cui è scattato un sequestro preventivo di 95 mila euro per la questione del “Festival dei Due Mondi” di Spoleto in quanto finanziò un format giornalistico dove c’era la presenza di Paolo Mieli. Un insieme di questioni che creano non pochi imbarazzi al PD per una sua ricandidatura, senza tralasciare il fatto che anche i suoi punti di riferimento quali la Bruno Bossio e il marito Nicola Adamo. Poi mettiamoci pure che nel Pd c’è l’indagine a carico di Demetrio Naccari Carlizzi indagato a piede libero per concorso esterno in associazione mafiosa, già condannato in primo grado a tre anni per un’altra questione di un concorso per dermatologo dov’era coinvolta la moglie in quanto medico. La stessa è anche la sorella del sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria. Ci fermiamo un attimo che gira la testa e poi riprendiamo. Roba da rabbrividire.
E se prima si paventava un rinvio delle elezioni regionali e non alla scadenza naturale, quindi a novembre, sembra prevalere quest’ultima ipotesi, magari rilanciando l’azione con le primarie subito dopo l’estate e quindi sperare che riesca a prevalere come cinque anni fa, quando batté l’attuale sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo, e oggi (ci gira di nuovo la testa), appoggia il sindaco di Forza Italia Mario Occhiuto. Due Mario nella tempesta!
E per dirla tutta, tra spaccatura e crepe nel Pd (ci manca solo un bel comunicato stampa della sezione locale del PD di Taurianova, specializzata in queste cose quando si è in tempesta), alla fine l’unica cosa se non ci sarà un’alternativa “rinnovata” e credibile nel centrosinistra, potrà prevalere un…de profundis perché i tempi si accorciano sempre di più.

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