Cinquefrondi, Conia risponde tardi alla Corte dei Conti | ApprodoNews
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Cinquefrondi, Conia risponde tardi alla Corte dei Conti Al Consiglio garantisce: "Resusciterò". La maggioranza approva il bilancio di previsione, dai banchi dell'opposizione 4 voti contrari mentre il PD abbandona l'aula

Cinquefrondi, Conia risponde tardi alla Corte dei Conti Al Consiglio garantisce: "Resusciterò". La maggioranza approva il bilancio di previsione, dai banchi dell'opposizione 4 voti contrari mentre il PD abbandona l'aula
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Cinquefrondi -La maggioranza approva in Consiglio il Bilancio di previsione; dai banchi dell’opposizione, invece, 4 esprimono parere contrario mentre il Pd non partecipa al voto e abbandona l’aula. Un’assise infuocata quella convocata alla vigilia di Pasqua, all’indomani del richiamo, con una durissima relazione, della Corte dei Conti e delle improvvise dimissioni del Revisore Salvatore Seminara. Il sindaco Conia, restando in tema con il periodo di Settimana Santa, azzarda come metafora nientedimeno che il Cristo Risorto per dipingere la situazione e rivolgendosi alla minoranza rimarca: “tra ultime cene e tradimenti, c’è gente che si rinnamora di venire in aula, probabilmente sperava di assistere al mio “De Profundis” ma resterà delusa, quando Cristo era alla fine dei suoi giorni, chi si nascose per anni uscì fuori, poi, però, ci fu la resurrezione …”. Al di là della “crisi mistica”, il primo cittadino ha soprattutto spiegato nei dettagli (in Consiglio, sede più opportuna del proprio profilo “Facebook”, scelto in un primo momento) quanto anticipato da “Approdonews” (per leggere clicca qui e qui), e cioè, le ragioni delle dimissioni del Revisore, soffermandosi a lungo sulle criticità cristallizzate dalla nota della Corte di conti.

Rispetto alla prima questione ha evidenziato: “Seminara ha inviato due lettere di cui una personale al sindaco in cui si spiega che lascia perché ha problemi personali ma, in ogni caso, voglio sottolineare che ha già emesso parere favorevole al Bilancio. Resterà in carica per altri 45 giorni, così la legge prevede; tra l’altro, in questa sua missiva, ringrazia ufficialmente l’Amministrazione per la collaborazione. Abbiamo già trasmesso tutto alla Prefettura che ci ha informato di aver avviato le procedure per il nuovo sorteggio”. Molto più articolato l’intervento sulle prescrizioni avanzate dall’Organo di controllo: “abbiamo ereditato una situazione grave -ha rimarcato Conia- da eletto, nel 2015, come certificato, il bilancio presentava un negativo di oltre 2milioni, un’anticipazione di liquidità di quasi 900mila euro, e il disavanzo era di un milione e mezzo. Questi i numeri all’inizio della mia consiliatura. I ruoli dell’acqua erano indietro di quattro anni ma molti non sanno che il Comune si porta sulle spalle debiti dal 1983! L’anno dopo sono arrivate le sentenze esecutive di “Spv Project” e Sorical e noi ci siamo presi la responsabilità di chiudere le posizioni. Quindi è normale che i dati di quegli anni non potevano essere in linea con quanto le nuove leggi sul bilancio armonizzato dal 2015 prevedono (puoi spendere quanto realmente incassi ndr). Oggi, però, stiamo mettendo mano a tutta una serie di questioni: abbiamo approvato il nuovo regolamento sull’idrico che stravolgerà completamente tariffe e controlli, stiamo facendo una dura lotta all’evasione fiscale. In ogni caso, risponderemo punto per punto alla Corte dei Conti e metteremo in campo degli aggiustamenti tecnici perché poi, in realtà, la materia è tecnica e non politica. Rispetto ai rilievi avanzati, voglio ribadire che la Corte dei conti ha scritto a quasi tutti i Comuni, non solo a Cinquefrondi”. E sui presunti ritardi, Conia ha precisato: “a luglio ci è arrivata una prima lettera solo informativa indirizzata all’Ufficio, e abbiamo inviato una serie di dati. Con la seconda, ci hanno chiesto di mandare entro gennaio i prospetti tecnici in base ai quali hanno poi stilato la nota. Tra l’altro, la Corte dei conti non ci censura né blocca la spesa, né ci fa dichiarare il dissesto ma invita a fare alcuni aggiustamenti tecnici”.

Acceso lo scontro con l’ex vicesindaco Longo: “dimentica che la Corte dei conti scrive di quando lui era vice sindaco: se paghiamo, i quattro assessori del 2015-2017 verranno con me in macchina, me li porterò io, o la legge. E, se, sempre secondo il suo ragionamento di responsabilità, nel 2018 le cose dovessero essere cambiate? Cosa dirà? Vedremo le differenze. Le anticipazioni di cassa sono state fatte per pagare gli stipendi dei dipendenti comunali non ho distratto somme per fini politici”. Mentre a tutte le opposizioni: “perché non siete venuti in consiglio a dire “state facendo degli errori”? Venite oggi a fare lezioni da professorini. Stiamo lavorando giorno e notte per fare in modo che si salvi il Comune, non l’Amministrazione”. Conia poi, però, rileva: “garantisco sulla massima moralità di ognuno dei quattro assessori e anche di chi mi ha preceduto. Penso che non sia stato fatto un solo atto che possa essere dannoso per l’ente o non rispettoso delle leggi. L’Amministrazione ha le mani pulite, si è sempre mossa sul solco della legalità e non accetta lezioni da nessuno”.

Infine, un passaggio sul federalismo fiscale: “stanno massacrando i Comuni del Sud, dobbiamo assolutamente fermarlo, è un principio devastante. Su questa materia l’argomento è serio e delicato. Bisogna essere coerenti: se per il sindaco di Reggio Calabria vale un discorso -e io sono per sostenerlo- che il Comune vada salvato, non capisco perché la stessa battaglia non debba essere fatta anche per Cinquefrondi”.

Per la maggioranza ha parlato il capogruppo Fausto Cordiano: “il Revisore -ha esordito- si è dimesso non per una supposta caccia alle streghe. È chiaro, c’è qualcosa che non va e i correttivi vanno presi, però ci sono responsabilità che riteniamo siano comuni e che non intendiamo buttare a mare. Mentre il vostro tentativo di esenzione è ridicolo -rivolgendosi alla minoranza. Il momento è grave non solo per la risoluzione immediata del problema, che riguarderà il domani. Il resto sono ricche balle”.

Dai banchi dell’opposizione, Longo (Autonomamente) chiarisce: “non rinneghiamo neanche un giorno di quei tre anni, ce le prendiamo tutte le responsabilità. Non ci sottrarremo, sia chiaro. Votiamo contro il Bilancio perché pensiamo che lo schema approvato in Giunta, e oggi portato in Consiglio, non risponda assolutamente alle indicazioni delle prescrizioni richieste dalla Corte dei conti. Riteniamo grave il fatto che alla lettera inviata a luglio 2018 il sindaco e l’Amministrazione non abbiano risposto se non in seguito al sollecito di gennaio; riteniamo altrettanto grave che, considerate le criticità di cassa e di liquidità del Comune, l’Amministrazione non abbia usufruito della possibilità concessa dalla finanziaria 2019 per chiedere un’anticipazione di liquidità per i debiti maturati al 31 dicembre 2018. Esponendo il Comune a gravi penalità in merito alla spesa che potrà affrontare a partire da gennaio 2020. Non rinnegando quanto fatto insieme all’intera maggioranza di rinascita dal 2015 al 2017, ribadiamo però la nostra preoccupazione per non aver voluto coinvolgere soprattutto il nostro gruppo consiliare nella dinamica che ci avrebbe dovuto vedere tutti coinvolti nel trovare soluzioni e correttivi richiesti dalla Corte dei conti”.

Prima di lui, il centrodestra di Cascarano (Uniti per il popolo) si era tirato fuori: “credo sia arrivato il momento della verità per il comune di Cinquefrondi -ha esordito l’ex sindaco- secondo me è in dissesto finanziario e la causa, purtroppo, è da ricercare in una serie di evoluzioni amministrative che abbiamo subito dal cambio di alcune leggi nazionali e regionali. Oggi, non possiamo neanche entrare nel merito del giudizio politico che per noi è negativo, ma noi del centrodestra siamo lontani anni luce da responsabilità politiche-amministrative: io sono stato l’unico sindaco che, in un determinato momento storico, sono arrivato a raddoppiare il ruolo dell’acqua e me sono assunto tutte le responsabilità politiche pagando anche dazio ma la Corte non mi ha mai scritto niente in termini di richiami”. Cascarano avanza qualche dubbio sul lavoro del Revisore: “credo che nella sua relazione nulla abbia detto sulla questione dei fondi liberi e vincolati, rispetto alla tabella 8 -ha rimarcato, per poi aggiungere-: “mi sollevo da responsabilità, credo che dal 2015 la Corte stia monitorando le attività poste in essere dal sindaco e dalla Giunta, non dal Consiglio; dico questo perché ci potrebbero essere delle responsabilità importanti, noi non possiamo partecipare a questo richiamo perché nessuna responsabilità politica è da ascrivere a questo gruppo. Avrei immaginato la possibilità di coinvolgere i gruppi consiliari -ha aggiunto- è una partita molto delicata, il dissesto è alle porte, non vorrei che quello che noi abbiamo evitato a colpi di maggioranza si potesse trasformare in responsabilità di questo Consiglio comunale. Mi auguro che da qui a 60 giorni i richiami possano essere soddisfacenti dalle vostre risposte. Riteniamo che il documento unico di programmazione presentato dalla maggioranza sia manifestamente carente dal punto di vista politico, sociale ed economico in quanto fotografa un’inadeguatezza politica”. Cascarano ha anche annunciato di aver preparato un documento che va a rispondere per la propria parte alla Corte dei conti.

Infine, Michele Galimi per il PD: “le dimissioni da revisori dei conti arrivano in un momento cruciale -ha detto- fare finta che non sia successo falserebbe il dibattito. La relazione ha dei passaggi di una gravità unica, rispetto a questo, dopo i primi di febbraio, avete fatto un documento che, oggettivamente, è quasi falso nella sostanza, non posso votare un Bilancio del genere. E non è vero che la Corte ha inviato un “papello” del genere a tutti i Comuni, ci sono 28 pagine durissime. Dopo un primo richiamo, a luglio, c’è stato il silenzio assoluto, mentre ci poteva essere la possibilità di una discussione e di una soluzione condivisa. Il documento programmatico non è mai stato concordato con i partiti o le associazioni, quando, invece, proprio perché le leggi sono cambiate, occorrerebbe maggior dibattito, per una maggiore condivisione. Non c’è mai stata partecipazione assoluta. Le scelte di oggi -ha concluso- avranno ripercussioni nel tempo”.

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