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Cosentino accende la piazza e lascia Cannatà con le lampade votive Si infiamma la corsa alla carica di sindaco a Cittanova

Cosentino accende la piazza e lascia Cannatà con le lampade votive Si infiamma la corsa alla carica di sindaco a Cittanova
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di Agostino Pantano

Il sindaco Francesco Cosentino, a sera inoltrata e nella piazza ancora piena, col suo “discorso della luna” non chiede di dare “una carezza ai vostri bambini, tornando a casa”, bensì di portare agli avversari le prime bordate. Quel “passato giurassico” e quel “nuovo che non è nuovo”, da lui scanditi tra gli applausi nell’epilogo dell’intervento, hanno tracciato il perimetro politico della sfida contro il ritorno dell’ex primo cittadino Alessandro Cannatà e la lista degli indignati di Domenico Antico, e sono arrivati nella coda scoppiettante di un debutto, però, massimamente devoluto a illustrare il “viaggio” amministrativo di questi 5 anni.

Il sindaco ha fuso con profitto l’estetica della platea gremita e l’etica del centrosinistra che sceglie il Primo Maggio per presentarsi agli elettori, e anche se ha anticipato che “useremo garbo e gentilezza in questa campagna elettorale” non ha rinunciato allo scontro e alle stilettate a sorpresa. Ha letto una missiva che qualche mese fa Antico gli ha scritto nelle vesti di presidente del comitato contro le “vacche sacre”, definendo “encomiabile il suo impegno”, e poi ha alzato la voce contro i due spezzoni del centrodestra ritrovatisi non senza suspance all’ultimo momento: “vogliono il ritorno agli accordi sotto banco, fatti sui bordi dei marciapiede”, ha sfidato Cosentino. Pepe politico di una competizione in cui tutti i concorrenti sentono il termometro elettorale dalla loro parte ma, intanto, né le folate gelide che scendono da Zomaro, né l’evasione del giorno di Festa, né la stanchezza dei cittanovesi per il concomitante pellegrinaggio alla Madonna di Bombile, né la logistica quasi nour di piazza San Rocco, hanno impedito alla coalizione degli uscenti di incassare il secondo bagno di folla in 15 giorni. Segnale politico e comunicativo incoraggiate che il sindaco ha massimizzato abolendo il suo vecchio ruolo di “primus inter pares” che sono state competitive ma granitiche e, ora, giganteggiando come leader di “un progetto politico che – ha spiegato – è alla sua seconda tappa e si è dimostrato inclusivo”.

Prima di lui hanno parlato solo 4 giovani donne, nuovi innesti per il futuro, ma il sindaco ha scelto di partire dal passato per ricreare quell’entusiasmo partecipativo che “5 anni fa – ha detto – ci consentì di licenziare una classe dirigente fallimentare, grazie a un clima politico che sapemmo creare fino alla storica elezione di un deputato regionale”. Il riferimento è a Francesco D’Agostino, presidente della Commissione Riforme di Palazzo Campanella e consigliere comunale che si ricandida, definito dal sindaco “uno dei nostri valori aggiunti”, anche lui a suo agio nel ruolo di innovatore in uno schieramento che il Pd condivide con altre forze realiste, abituate a pesare i voti oltre che a contarli, ben rodate nella pratica di una sintesi da trovare e trovata. La psicologa Lucrezia Calogero, la prima a parlare tra le new entry, è stata l’unica a marcare la sua provenienza originaria – il movimento A Testa Alta, che ha proprio in D’Agostino il suo leader – con un discorso a braccio imperniato sulla “bellezza dell’ascolto e sul gioco di squadra”, senza dimenticare un quadro nazionale “che mi ha reso obbligatoria la scelta del centrosinistra contro quelle forze che propugnano la politica della paura”.

Motivazioni di una scelta anche culturale e per la continuità amministrativa con nuove professionisti, declinate dal microfono anche da Bernardette Cannatà, Angelica Muratori e Francesca Ventra, convincenti nell’assist per un sindaco oggi più commovente che commosso che, non negando di “aver fatto errori”, ha ripercorso 5 anni di amministrazione ricordando la situazione ereditata. “Ci lasciarono le casse vuote e senza il Bilancio approvato – ha detto riferito al suo predecessore Cannatà – oggi abbiamo evitato il dissesto, abbiamo realizzato e pianificato opere per 10 milioni di euro e abbiamo abbattuto i costi per la gestione del servizio raccolta rifiuti, che significa meno tributi e governare fuori da ogni appetito mafioso. Cittanova, con il 72% di raccolta differenziata, è in cima alla classifica dei comuni calabresi per premialità ed efficienza dei progetti”.

Per capire la definitiva configurazione del tripolarismo cittanovese, in questo incastro tra ex avversari che sembrano ritornati alleati nel centrodestra ed alleati che non sembrano più contendenti nel centrosinistra – con una terza lista che per ora appare ferma ai box – adesso si attende la presentazione della lista del centrodestra, programmata forse per domenica prossima. Vedremo cioè come i super moderni di Cittanova 4.0 eviteranno di bruciarsi, di nuovo e dopo aver ceduto la leadership al mai domo Cannatà, con il fuoco antico delle lampade votive del cimitero, “che avevano prodotto ingenti crediti – ha denunciato il sindaco prima che la musica de I Cento Passi salutasse la piazza – che i vecchi amministratori non avevano voluto incassare”.

Discussione (2 commenti)

  1. Diletta

    Penso che il lavoro svolto da Cosentino e tutti gli assessori sia da lode e meritano ancora il podio….forzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  2. Domenico Avati

    Vivendo a Roma frequento è vivo spesso anche a Cittanova da40annitrovo che i miglioramenti di questi ultimi 5anni sono eccellenti bravo Cosentino

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