Come ci si sente quando si picchia un anziano? | ApprodoNews
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Come ci si sente quando si picchia un anziano? “Gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici” in una casa di riposo calabrese

Come ci si sente quando si picchia un anziano? “Gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici” in una casa di riposo calabrese
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Ancora un altro caso di presunte sevizie e maltrattamenti contro gli anziani. Non c’è peggiore bestialità umana come quella di accanirsi contro persone indifese che paradossalmente vengono ricoverati per trascorrere l’ultimo chilometro della propria esistenza in serenità e in un luogo protetto. E proprio in quei luoghi che trovano quell’inferno prim’ancora del “salto finale”.
Stavolta è accaduto in una casa di cura calabrese, alla residenza sanitaria assistenziale nel catanzarese, così si apprende dall’inchiesta della Procura di Catanzaro. Sedici dipendenti indagati per “gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici” ai danni di poveri anziani. Nelle immagini diramate dalla Guardia di Finanza si vedono alcuni anziani presi a schiaffi e maltrattati psicologicamente, e loro inermi e passivi a subire questa violenza orripilante da persone che sono pagate per prendersi cura di loro. Due operatori sanitari sono stati posti agli arresti domiciliari e ad altre tre il divieto di dimora nel comune dove ha la sede la struttura sanitaria.
Al di là del contesto geografico, c’è un problema di base, manca il rispetto e si è ancora figli di una sottocultura che induce violenza e non solidarietà. Manca la tolleranza del più debole, ma è una condizione che non riguarda solo gli anziani, perché i fatti cronaca registrati in questi periodi, ci dicono che l’indifeso è sempre succube del più forte. E che molte volte quell’uomo forte, è proprio quello che dovrebbe proteggerli. Così come gli anziani, così come i bambini.
Eppure quando leggi simili notizie c’è un sangue che ribolle fino ad arrivare alla testa, in cui senti come se percorressero potenti treni con suoni che rimbombano quasi assordanti, e non riesci a mantenere quel sangue freddo e l’animo distaccato. Ed allora ti affidi alla giustizia affinché faccia il suo corso e infligge pene severe con la certezza della pena nei confronti di chi commette simili bestialità.
Quando leggi che “Sono state riscontrate condotte di maltrattamenti e vessazioni fisiche anche nei momenti di sonno degli anziani costretti a trascorrere intere giornate in un corridoio, adibito a sala comune al piano seminterrato della struttura, seduti sulle loro carrozzine, ovvero sulle sedie, dove si addormentavano anche in posizione innaturale, con il capo reclinato sulla spalla o sul tavolo, l’uno accanto all’altro, e dove erano, comunque, costretti a rimanere immobili per non disturbare l’operatore di turno preposto alla loro sorveglianza”, cos’altro ci sarebbe da aggiungere?
Ecco, un’idea di pena ce l’avrei per tutti queste persone che si macchiano di simili crimini, e che avvengono in ogni parte d’Italia come si è visto, una volta scoperti e diramate le notizie alla stampa, pubblicherei i loro nomi e non li gli dare nessun provvedimento cautelare, ma imporrei loro di uscire e stare in mezzo alla gente, per fargli capire il disprezzo che gli stessi riceverebbero per quell’orribile crimine che si commette quando si maltratta un anziano, un bambino e diciamolo pure, visto che siamo in termini di violenza, anche nei riguardi delle donne e che molte volte sfocia, visti i numeri terribili in Italia, in un omicidio.

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