Costruttori o distruttori? Questione di coscienza collettiva | ApprodoNews
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Costruttori o distruttori? Questione di coscienza collettiva

Costruttori o distruttori? Questione di coscienza collettiva
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Il nostro coach ci aiuta a capire quale delle due “categorie” ci rappresenta

Costruttori o distruttori? Questione di coscienza collettiva

Il nostro coach ci aiuta a capire quale delle due “categorie” ci rappresenta

 

 

“In una società decadente, l’arte, se veritiera, deve anch’essa riflettere il declino” (cit. E. Fischer).
Questa frase l’ho trovata un po’ inquietante e mi ha fatto riflettere parecchio, visto che effettivamente, molte sono le opere artistiche tramandateci nei secoli, nelle quali traspare sofferenza e declino appunto. La mia titubanza a proposito, è che comunque degli stessi periodi storici, ce ne ritroviamo altrettante, che al contrario mettono in risalto gioia, benessere e felicità. Sono convinto che gli artisti non hanno mentito, non hanno tentato di occultare il malessere generale o viceversa hanno ostentato il loro ottimismo (ovviamente non mi riferisco a quelle opere compiute su commissione per le propagande politiche che miravano a nascondere gli orrori e a declamare le classi governanti in carica). Questo, vuol dire che popoli appartenenti alla medesima civiltà, vissuti nello stesso momento storico e in condizioni di vita similari, da sempre hanno avuto percezioni differenti della realtà in atto e si sono semplicemente limitati a riportarle secondo le loro impressioni e comprensioni, cercando di lasciare messaggi espliciti di cosa loro stessero vivendo in quel determinato periodo e cosa stessero cogliendo dallo stato d’animo collettivo.

Questo processo che vede dipendere la realtà dal punto di vista individuale prima e collettivo successivamente, da forma al criterio che vede la “coscienza” del singolo individuo concentrarsi su un aspetto di quella realtà e riuscendo a persuadere la “coscienza” collettiva a focalizzarsi a sua volta su di esso, arriverà a risaltarlo, compromettendo l’andamento generale degli eventi. Questo metodo, i governi corrotti e ipocriti lo conoscono molto bene e insieme alle multinazionali e a chi altri gestisce il “potere”, lo utilizzano per dissuadere e manipolare le menti con le loro “armi di distrazione di massa”, offendendo l’intelligenza dei singoli individui e producendo quel malessere generale che porta alla morte delle sensazioni, delle emozioni e di tutte le cose per cui vale la pena vivere. Le malattie auto immunitarie e i disturbi del comportamento alimentare ne sono alcune delle manifestazioni concrete oltre agli altri molteplici auto sabotaggi a volte anche estremi.
Con il termine coscienza collettiva, intendo riferirmi a quella forza creativa che da origine ad ogni cosa e ad ogni circostanza. In poche parole il pensiero che prende forma e domina.

Ne è la prova la situazione in cui abbiamo ereditato il mondo, generazione dopo generazione. Essa rappresenta esattamente lo stato d’animo collettivo che ha prevalso in un determinato periodo piuttosto che in un altro. Quindi le epoche hanno da sempre visto rincorrersi esseri umani in lotta non solo per avere il sopravvento gli uni sugli altri con il puro scopo di far prevalere la razza, le ideologie, le religioni, le superstizioni, le economie, ma principalmente e fondamentalmente si è sempre puntato a far prevalere il proprio pensiero e il proprio modo di vedere le cose.
Comunque, non è dei casi di singoli sabotatori o di civiltà che si sono sviluppate grazie alla potenza dei loro grandi eserciti che voglio parlare. Ne tengo conto ma non ne voglio fare il leit motiv di questo scritto, in quanto finirei per raccontare episodi storici e sminuirei il messaggio che intendo far arrivare a voi che state leggendo.

Per praticità, chiamerò le due differenti parti “costruttori” e “distruttori” anche se non amo fare categorie di sorta parlando di esseri umani. I primi, si sono impegnati da sempre per inventare, realizzare, sperimentare ogni sorta di cosa utile a se stessi e alla collettività mentre gli altri della fazione contrapposta, contemporaneamente hanno puntato a demolire, rovinare, bloccare ogni sorta d’iniziativa e ogni loro azione è stata svolta solo per i propri fini e per i propri profitti senza tenere conto se ciò dovesse essere causa eventuale del malessere dei molti.
E’ possibile riscontrare periodi storici dove la coscienza collettiva, generata da “masse umane” di costruttori, si è dedicata a creare o a preservare le opere fatte dall’uomo in ogni tempo e soprattutto ha avuto come vocazione, il rispetto per tutto e per tutti. Ha originato persone con una gran voglia di vivere una vita di qualità e che hanno avuto come obbiettivo primario, il benessere e la felicità personale e generale.
In tutti i periodi in cui questo tipo di atteggiamento è prevalso, personaggi dei quali ancora se ne lodano le gesta, hanno dato origine a epoche di straordinaria rilevanza per tutta l’umanità.

Al contrario, tutte le volte che la coscienza collettiva si è lasciata condizionare dal modo di essere dei distruttori, ha riesumato tutte quelle “persone tristi” accantonate prima e le ha incentivate ad avere il sopravvento.
Questi, hanno velato o rovinato, tutto quello che gli è capitato davanti , con il loro meschino essere e la loro esigenza di distruzione compulsiva e con diabolica abilità, sono riusciti a distogliere l’attenzione delle masse, dalle meraviglie e dall’abbondanza che questo Mondo offre senza limiti. Hanno massacrato ogni cosa e si sono macchiati di imperdonabili crimini contro l’Umanità, puntando in primis a depauperare gli uomini dalla loro dignità.
Lo hanno fatto perché è il metodo più efficace per inveire sui di loro. Li hanno oltraggiati e offesi per dominarli e sfruttarli. Li hanno ipnotizzati con le loro credenze e le loro manie.
E’ superfluo anche parlare delle innumerevoli realizzazioni o scoperte create a fin di bene, che sono state prontamente modificate e ricontestualizzate da quest’ultimi per ottenere l’esatto effetto contrario.

Riepilogando in poche parole il concetto su cui voglio attirare la vostra attenzione è il fatto che tutti gli esseri viventi del Mondo, piante comprese, hanno da sempre speso la loro esistenza condizionati da questo meccanismo che ha visto il pensiero del singolo o di un ridotto numero di persone, manipolare la coscienza collettiva. Questa imponendosi nei differenti periodi ha quindi formato una maggioranza che è prevalsa sull’altra decretando di conseguenza il proprio atteggiamento su ogni cosa. Chi rimaneva in minoranza, a sua volta si organizzava per ribaltare nuovamente la situazione cercando in ogni modo di farla ritornare come prima. Quindi possiamo stabilire che da sempre la vita si è svolta in questa forbice che un po’ ha visto prevalere i costruttori e un po’ i distruttori e ci sono riusciti tanto gli uni quanto gli altri, utilizzando ogni modo e ogni mezzo, per convincere le masse che essendo “confuse”, si sono da sempre limitate a seguire il flusso dominante ed hanno avallato quello.

Osservando il periodo in cui stiamo vivendo, per quanto io sia un cultore del pensiero positivo e cerco di dare il mio contributo alla categoria dei costruttori, noto oggi più che mai, una preoccupante vertenza alla distruzione e avverto il pesante alone della tristezza che sta dominando il mondo in un modo pericolosamente subdolo. Mi sembra che le masse sono attualmente abusate e plagiate dall’illusione chiamata “progresso” che da alcuni aspetti offre molto ma da altri sottrae e lo fa in termini di vita o meglio dire di qualità di vita. Innumerevoli sono gli scempi ai quali stiamo assistendo in nome del progresso ma il più sconcertante è l’aver reso le nuove generazioni sempre più materialiste e apatiche. Degli automi insomma che rispondono a ordini subliminali e in cambio ottengono la possibilità di usufruire dei “giocattoli” che il progresso confeziona per loro.

Sono arrivato a questa conclusione facendo un’ analisi prima di tutto introspettiva per capire fino a che punto anch’io fossi stato fagocitato da tutte queste situazioni. Vi invito a fare lo stesso perché sono sicuro che ne riuscirete a trarre delle conclusioni interessanti. Cercate di capire se il vostro atteggiamento vi ha portato o vi porta a costruire o a distruggere. Potete comprenderlo rifacendo un feedback del vostro vissuto, elencando tutto ciò che avete creato o disfatto, quanto avete aiutato o intralciato, quanto avete incoraggiato o scoraggiato, quanto avete perdonato o condannato ma non solo riferendovi agli altri ma prima di tutto a voi stessi. La qualità della vita, dipende principalmente da tutto questo. L’esigenza di disporre e di abusare dei giocattoli del progresso, nasce dalle eventuali carenze di Amore di Se e di conseguenza anche l’attitudine a costruire o a distruggere.

Viviamo in un periodo dove più che mai l’esigenza di ritrovare se stessi è prioritaria. Incominciamo se ci è possibile a sganciarci da situazioni artefatte o virtuali che contribuiscono ad “addormentarci”, intristirci e a renderci sterili perché vivere… è ben altro.
Allargare le vedute ed incominciare a vedere il lato positivo delle cose, ci stimolerà a incentivare la nascita di nuove situazioni positive anche quando apparentemente sembra non esserci nulla di buono in esse, anzi…
Questo non vuol dire che dobbiamo accettare tutto ma prenderlo così come si presenta assecondandolo come farebbe un surfista con le onde del mare. E’ uno dei metodi a nostra disposizione per tenere lontani i distruttori e non fornire loro l’energia utile a sviluppare il loro progetti. Alla fine, se avremo svolto bene il nostro ruolo, le masse degli indecisi, si convinceranno in maniera del tutto naturale, ed abbracceranno la nostra causa lasciando crollare l’altra in quanto sarà forte la voglia di partecipare alla rinascita prima personale e poi del Mondo e ancora una volta la Vita sarà una cosa meravigliosa.

Vi ringrazio

Domenico Versace
Athea Comunicazioni & Pubbliche Relazioni

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