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Dai banchi di scuola una scelta per la vita Iniziativa nell’ambito del progetto “A – ’ndrangheta - progettiamo una città senza crimine”, fortemente voluto dal Questore di Reggio Calabria, dott. Maurizio Vallone e affidato, in qualità di tutor, a Giuseppe Iannello

Dai banchi di scuola una scelta per la vita Iniziativa nell’ambito del progetto “A – ’ndrangheta - progettiamo una città senza crimine”, fortemente voluto dal Questore di Reggio Calabria, dott. Maurizio Vallone e affidato, in qualità di tutor, a Giuseppe Iannello
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Un nuovo incontro si è svolto il 17 dicembre u.s. presso l’Istituto d’istruzione superiore “Gemelli Careri” di Oppido Mamertina, guidato dal Dirigente scolastico, ing. Pietro Paolo Meduri, nell’ambito del progetto “A – ’ndrangheta – progettiamo una città senza crimine”, fortemente voluto dal Questore di Reggio Calabria, dott. Maurizio Vallone e affidato, in qualità di tutor, al dott. Giuseppe Iannello, Commissario Capo presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taurianova. Erano presenti all’incontro le referenti per la scuola: la Prof.ssa Lina Iannì per la sede di Oppido, responsabile dei percorsi di legalità, e la Prof.ssa Antonella Zuccalà per la sede di Taurianova. Dopo il saluto del Dirigente scolastico che ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa, i lavori sono stati introdotti dal dott. Iannello, che ha presentato gli interventi del dott. Ottavio Sferlazza, Procuratore della Repubblica di Palmi, e dell’onorevole Angela Napoli.
Particolarmente significativa è stata la scelta della tematica in un territorio, quello locale, già depresso, che ha sofferto e ancora soffre, come è stato ribadito dai relatori, la presenza di associazioni malavitose che ostacolano il progresso, limitando fortemente la libertà di tanti onesti cittadini e basando la propria diffusione capillare sull’omertà derivante, in passato, anche da un senso di sfiducia verso lo Stato. Parlare oggi di ’ndrangheta e di mafia è sintomatico di una nuova dimensione culturale che implica un atteggiamento attivo nei confronti delle istituzioni e comporta, da parte dei cittadini, la conquista della fiducia verso lo Stato.
Sicuramente incisivo è stato l’intervento del dott. Sferlazza che, partendo da un’importante esperienza di condivisione di valori e di ideali che, nella storia più recente del nostro Paese, ha visto protagonisti giudici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vive quotidianamente un’azione di lotta alla criminalità. Il Procuratore, citando Nando Dalla Chiesa, ha evidenziato la necessità di decidere, sin dai banchi di scuola, da che parte stare; ha incoraggiato gli studenti a «orientarsi verso un nuovo modello culturale, invitandoli a studiare con amore e con passione, ad alimentare la memoria che costituisce parte integrante del nostro patrimonio per essere autenticamente buoni cittadini» perché, come diceva Piero Calamandrei, ricordato dallo stesso Procuratore, “non c’è libertà senza legalità”. L’onorevole Napoli, che ha avuto esperienza diretta della lotta alla criminalità, poiché ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia si è rivolta con la consueta efficacia ai giovani, invitandoli a promuovere atteggiamenti positivi, a non assumere atteggiamenti di prepotenza che, sin da piccoli, implicano l’idea di dominio e di controllo. Troppo spesso i giovani costituiscono il perno inconsapevole delle mafie che, infiltrandosi in maniera pervasiva in tutti i settori, ledono la libertà e i diritti delle persone integre. L’onorevole ha invitato i giovani all’impegno nella realizzazione di obiettivi sani, poiché «nella vita – come lei stessa ha affermato – tutto si guadagna attraverso i sacrifici e il merito».

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